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Chiodi a quattro punte davanti alla casa del sindaco sì Tav

Torino - Sono 26 i chiodi a quattro punte che sono stati conficcati nel cancello dell’abitazione di Silvano Ollivier, sindaco di Chiomonte, in Val di Susa. A denunciare l’episodio, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, è stato lo stesso primo cittadino che ieri ha partecipato alla manifestazione a favore della Tav

Torino - Sono 26 i chiodi a quattro punte che sono stati conficcati nel cancello dell’abitazione di Silvano Ollivier, sindaco di Chiomonte, in Val di Susa. A denunciare l’episodio, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, è stato lo stesso primo cittadino che ieri ha partecipato alla manifestazione a favore della Torino-Lione. I carabinieri stanno analizzando le telecamere di sorveglianza della zona, nel tentativo di risalire agli autori del gesto. Il sospetto è che si tratti di un gesto intimidatorio per le sue posizioni a favore della Tav: «Un atto vile e di disperazione Un gesto fatta da chi si trova davanti tanta gente che era in silenzio e che prende coraggio». Così Ollivier commenta, interpellato dall’Ansa, il gesto intimidatorio di cui è stato vittima: «Mi sono spaventato», ammette il primo cittadino, che si è accorto dei chiodi quando è uscito di casa per recarsi alla manifestazione. «Mi ha avvisato il sindaco di Gravere, Piero Franco Nurisso, che era passato a prendermi con l’auto per accompagnarmi a Torino». I chiodi «erano ventisei, sia a destra che a sinistra» del cancello «proprio sul vialetto fuori dalla rimessa - spiega -. Passandoci sopra, avrei bucato tutte e quattro le gomme. Un gesto intimidatorio? Di certo non posso fermare io la Tav, non è in mio potere, anche se non cambio idea sulla sua utilità. Quindi perché intimidirmi? È un atto imbecille». «A Torino - prosegue Olliver - ho visto alcuni amministratori locali indossare la fascia tricolore e non mi è piaciuto. Sono a favore del Tav, ma rappresento pur sempre il 65% degli elettori. La fascia bisogna metterla quando si manifesta a nome di tutti, è giusto rispettare anche chi è contrario all’opera». Il sindaco ha denunciato l’episodio dei chiodi ai carabinieri che hanno sequestrato il materiale e stanno cercando di risalire agli autori del gesto.

SOLIDARIETÀ DALLA POLITICA
«Solidarietà e vicinanza al sindaco di Chiomonte, Ollivier. È triste pensare che ci sia qualcuno che vuole convincere con le minacce e le intimidazioni chi si impegna per una causa. La Tav è un’opera indispensabile per tutto il Piemonte». Lo afferma il capo dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Partito democratico. «Esprimo la mia vicinanza al sindaco di Chiomonte. I sindaci troppo spesso sono in prima linea, e nel bersaglio di esagitati che non conoscono il valore del confronto democratico». Lo afferma in una nota Antonio Satta, segretario del movimento Unione Popolare Cristiana (Upc) Antonio Satta, componente del direttivo dell’Associazione nazionale comuni italiani: «Mi auguro che presto siano identificati gli autori di questo scellerato gesto. I sindaci di tutta Italia sono con Ollivier», conclude Satta. «Esprimo la mia piena solidarietà a Silvano Ollivier, sindaco di Chiomonte. Non saranno certo gli atti intimidatori a fermare la consapevolezza che sta emergendo in tutto il paese sull’importanza strategica della realizzazione della Tav». Ad affermarlo, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, a proposito dell’atto di l’intimidazione di cui è stato oggetto il sindaco di Chiomonte, Silvano Ollivier, uno degli amministratori della Valle di Susa favorevoli alla Torino-Lione.

«UNA MOZIONE PER SBLOCCARE GLI APPALTI»
«Finché il Parlamento esiste, usiamolo. Lunedì depositerò, come primo firmatario, una mozione che impegna il governo a procedere, in tempi brevi, alla prosecuzione dei lavori della linea ferroviaria Torino-Lione sbloccando gli appalti in capo a Telt». Ad annunciare l’iniziativa è il senatore torinese del Pd, Mauro Laus. «Tra i manifestanti di ieri a Torino erano presenti esponenti di maggioranza del Governo - osserva -. È questo il momento per chiedere un’assunzione di responsabilità politica. Sono migliaia i cittadini piemontesi, amministratori, sindaci, esponenti politici di tutta Italia che chiedono il completamento e la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione - aggiunge l’esponente dem -. È questo il momento per chiedere un’assunzione di responsabilità politica a chi, fino a oggi, ha giocato a nascondino e al gioco delle tre carte solo per prendere tempo e tenere insieme una maggioranza destinata ad implodere». «Le dichiarazioni fatte in piazza a Torino dalla Lega, si traducano in atti concreti attraverso il voto in aula - aggiunge -. Che ogni forza politica prenda posizione, siamo pagati per questo Salvini. I referendum si fanno prima dell’avvio di un’opera. Ora è tempo semplicemente di decidere mettendoci la faccia».

TONINELLI: «TROVEREMO UN ACCORDO»
«Ben vengano tutte le manifestazioni di cittadini. Ovviamente, siano 10 o 20 mila, per noi i numeri contano soprattutto perché la Tav verrà pagata, se venisse fatta, da tutti i 60 milioni di cittadini italiani». Lo ribadisce il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli intervistato sul Gr1 di Radio Rai. Si parla di referendum è un’ipotesi che temete? «Assolutamente no, - replica Toninelli - è un’ipotesi che deve arrivare dal basso: se arrivasse dai cittadini lo accetteremmo e laddove ci fosse vogliamo che siano consapevoli, cioè con l’analisi costi-benefici ben conosciuta da tutti». Quando sarà resa pubblica l’analisi? «A fine gennaio sarà completa perché sottoposta al vaglio di conformità. Dopo di che si andrà a Bruxelles e dovrò aspettare che anche la Francia insieme ai tecnici della Commissione europea la vaglino, poi sarà pubblicata sul sito del Mit e conosciuta a tutti. Basta con le opinioni inutili: si parla partendo dai numeri che significano soldi pubblici». Quanto pesa sul governo la questione della Tav? «In 7 mesi - dice Toninelli - Movimento 5 Stelle e Lega hanno sempre fatto sintesi, trovato un accordo, io sono certo che lo troveremo anche sulla Tav».

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