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Maersk testa la petroliera a vela

Roma - Una petroliera a vela.Sembra uno scherzo, ma è l’esperimento che compirà l’anno prossimo il colosso dello shipping Maersk, per ridurre del 10% il consumo di carburante e quindi l’inquinamento delle sue navi

Roma - Una petroliera a vela. Sembra uno scherzo, ma è l’esperimento che compirà l’anno prossimo il colosso dello shipping Maersk, per ridurre del 10% il consumo di carburante e quindi l’inquinamento delle sue navi. Maersk userà una vecchia tecnologia degli anni Venti, le vele rotanti, inventate dall’ingegnere tedesco Anton Flettner (e usate in seguito da Jacques Cousteau).

Si tratta di due cilindri di metallo leggero alti 30 metri, che vengono fatti ruotare con un motore. Per una legge fisica detta «effetto Magnus», un corpo rotante investito da una corrente d’aria (in questo caso il vento) genera una zona di bassa pressione da un lato e di alta pressione dall’altro. Questa differenza di pressione fa sì che l’aria spinga il cilindro con una energia ben superiore a quella usata per farlo girare. I cilindri possono essere usati come vele per far avanzare una nave. A seconda della direzione del vento, basta cambiare il senso di rotazione per mantenere la rotta. Flettner nel 1926 attraversò l’Atlantico con una nave equipaggiata con due vele simili, la “Buckau”. Il sistema fu poi abbandonato perché la propulsione diesel era più efficiente.

Ma oggi, con la necessità di ridurre le emissioni di gas serra dai motori, le vele rotanti sono tornate di attualità. I due cilindri saranno installati su di una petroliera Maersk di 240 metri dalla società finlandese Norsepower, che ha rielaborato con nuovi materiali ultraleggeri il vecchio progetto degli anni Venti. Ogni rotore per girare richiede 50 kilowatt di energia, ma produce una spinta equivalente a tre megawatt. Questo comporta un risparmio sul carburante del 10%, circa 1.000 tonnellate all’anno. La sperimentazione in mare comincerà nella prima metà dell’anno prossimo e si concluderà alla fine del 2019.

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