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La banda larga, nuovo motore dello sviluppo cinese / FOCUS

Il piano strategico che la Cina sta perseguendo è ormai chiaro da diversi anni e in questa logica rientra il progetto annunciato di recente di voler sviluppare la banda larga.

NON solo industria manifatturiera ma anche servizi, consumi ed economia digitale. Il piano strategico che la Cina sta perseguendo è ormai chiaro da diversi anni e in questa logica rientra il progetto annunciato di recente di voler sviluppare la banda larga. Pechino ha infatti deciso di dare un impulso alla strategia denominata Broadband China, che si basa su tre pilastri: la fibra ottica, le rete mobili 5G e la comunicazione quantistica. I dettagli del piano sono stati resi noti dal National Development and Reform Commission (Ndrc). La fibra ottica con una velocità di 100Mbp verrà portata nelle regioni centrali e occidentali, dove garantirà l’accesso a Internet del 50% della popolazione che vive nei centri più piccoli. Le grandi città nelle zone del fiume delle Perle, del delta dello Yangtze e nella regione Pechino-Tianjin-Hebei verranno invece servite dalle reti mobili 5G, la cui costruzione partirà a breve. Sempre in queste zone più popolate verrà realizzato un backbone per la comunicazione quantistica. Per tutte e tre le modalità di connessione i lavori dureranno dai tre ai cinque anni.

Mentre la fibra ottica e le reti 5G sono ampiamente diffuse in Occidente, la comunicazione quantistica, che è basata sull’invio di fotoni, è un fiore all’occhiello della Cina che, nel 2012, ha lanciato il il progetto Quess: Quantum Experiments of Space Scale. Le caratteristiche principali della comunicazione quantistica sono due, velocità e sicurezza. Si tratta infatti di un’applicazione tecnologica della meccanica quantistica che sfrutta alcune proprietà della materia e in particolare delle particelle descritte dalla fisica dei quanti e non da quella classica. La sicurezza, tanto cara alle autorità cinesi, è assicurata da uno dei principi basilari della quantistica, ovvero che qualsiasi atto di misurazione - in questo caso di intercettazione - perturba ciò che viene osservato, ovvero la comunicazione. Ogni tentativo di violare la sicurezza di una comunicazione porterebbe dunque alla perdita della stessa. Nel giugno scorso la Cina è stato il primo Paese al mondo a fare una telefonata quantistica da un satellite in orbita a tre stazioni terrestri.

L’attenzione delle autorità cinese per Internet non si limita ovviamente solo alla possibilità di accesso ma rientra in una politica molto più ampia. Durante la quarta edizione del World Internet Conference di Wuzhen, che si è tenuta di recente, il presidente Xi Jinping ha promesso maggiori aperture sul Web, anche se ha voluto precisare che lo farà a modo suo, cioè difendendo il concetto di sovranità sulla rete. “Lo sviluppo del cyberspazio della Cina è entrato nella corsia di sorpasso”, ha scritto Xi nel messaggio che ha fatto leggere durante la conferenza. “Le porte della Cina diventeranno sempre più aperte”, ha poi specificato in una frase che riecheggia i toni del discorso di apertura del diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, che si è tenuto nell’ottobre scorso a Pechino. La Cina, ha proseguito Xi, “vuole lavorare con la comunità internazionale per rispettare la sovranità del cyberspazio e promuovere partnership”. Alla conferenza hanno partecipato, fra gli altri, Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, e Sundar Pichai, quello di Alphabet, la compagnia madre di Google, e la cosa non stupisce per nulla: con più di un miliardo di utenti connessi, l’economia digitale cinese si appresta ad oscurare qualsiasi altro mercato.

Oggi sono 710 milioni i Cinesi che hanno accesso a Internet e la metà di questi è servita dalla fibra ottica; di questi, il 74,7% è compreso nella fascia di età fra i 10 e i 39 anni, senza grosse distinzioni in base al sesso. Il numero di coloro che hanno uno smartphone è pari a 656 milioni, con un tasso di crescita di quasi il 10%. Questo significa che ogni anno una popolazione superiore a quella italiana compra per la prima volta uno smartphone. Tutto questo avviene però nelle grandi città. Nelle zone rurali la percentuale di coloro che non è online è molto alta. Ma le cose stanno per cambiare presto.

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