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Ore d’ansia per i cantieri navali croati Uljank

Trieste - Stipendi in ritardo e minacce di sciopero. Continuità impossibile senza un nuovo partner.

Trieste - Il colosso della cantieristica istriana Scoglio Ulivi (Uljank) è sprofondato in una grave crisi finanziaria e solo l’erogazione di un mutuo bancario da parte del governo croato potrà permettergli di continuare l’attività. Ma per quanto tempo? Il gruppo che gestisce i cantieri di Pola, un tempo vanto della navalmeccanica croata, e Fiume si trova ormai con l’acqua alla gola e non riesce a far fronte ai suoi impegni finanziari. I dipendenti non hanno ricevuto la busta paga di dicembre. Se questo non avverrà entro la settimana in corso i sindacati sono pronti a bloccare l’attività con uno sciopero indetto per martedì prossimo. Inoltre sulla graticola si trovano anche i fornitori e i creditori dell’azienda che non si vedono saldare le fatture dovute. Senza l’aiuto del governo di Zagabria la situazione potrebbe deflagrare da un momento all’altro.

La salvezza (temporanea) è legata all’erogazione di un mutuo di 96 milioni di euro per il quale l’esecutivo ha già fornito le garanzie. Si attende però la luce verde da parte della Commissione europea che permetterebbe alla Scoglio Ulivi di far fronte a tutti i suoi impegni produttivi e finanziari. Ma sarebbe solo un palliativo per un breve periodo visto che la linea di credito, se accordata, andrebbe estinta entro sei mesi. Missione praticamente impossibile se non interverranno nuovi partner per risanare la situazione. L’azienda ha bisogno di una profonda ristrutturazione per sopravvivere e continuare la produzione nel rispetto degli standard comunitari.

Al momento hanno manifestato l’interesse ad entrare nella società il fondo d’investimenti croato Kermas e l’italiana Palumbo Group. Come si è giunti a questa drammatica situazione, visto che fino a pochi anni fa lo Scoglio Ulivi era l’unico cantiere croato in salute capace pure di acquistare il malandato stabilimento 3 maggio di Fiume? In primis l’azienda negli ultimi anni ha fatto fatica a trovare nelle banche croate dei partner che potessero garantire le adeguate garanzie finanziarie per portare a termine le commesse acquisite. Risolto con difficoltà questo problema e riempito il portafoglio ordini, ci si è trovati di fronte alla carenza di manodopera specializzata. Il mercato croato del lavoro fatica a rifornire i cantieri croati con le maestranze che spesso sono allettate dai più remunerativi siti produttivi italiani. Inoltre l’agguerrita concorrenza dei cantieri del Far East (Sud Corea e Cina) sulle costruzioni mercantili costringerà a puntare su un minor numero di commesse ma ad alto contenuto tecnologico. Infatti è in corso di realizzazione nello stabilimento istriano la prima piccola nave da crociera “croata” (che sarà destinata alla nicchia dei costosi viaggi di esplorazione). Parliamo della Scenic Eclipse in consegna ad agosto: la situazione potrebbe avere gravi conseguenze sul rispetto dei tempi di realizzazione con penali da versare all’armatore e conseguenti danni d’immagine. Infatti questa prima nave “bianca” dovrebbe essere una vetrina per Pola che può vantare nel campo delle costruzioni passeggeri soltanto una collaborazione con Fincantieri per la costruzione di alcuni blocchi della Costa Diadema alcuni anni fa. Tutta l’Istria sta incrociando le dita visto che sono migliaia le famiglie (calcolando anche l’indotto) che vivono grazie all’attività dello storico cantiere.

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