SERVICES

Droni “parlanti” per controllare il lavoro

Genova - Le prove sono durate due anni. I droni hanno cominciato a volare nel 2016 e mentre la tecnologia migliorava sempre di più i mini velivoli, di pari passo aumentavano i compiti affidati ai “sorveglianti dal cielo”

Genova - Le prove sono durate due anni. I droni hanno cominciato a volare nel 2016 e mentre la tecnologia migliorava sempre di più i mini velivoli, di pari passo aumentavano i compiti affidati ai “sorveglianti dal cielo”.

Adesso Apm Terminals ha ufficialmente introdotto i controlli volanti: tre droni sorvoleranno i piazzali di due centri logistici che il gruppo controlla in Cile, a San Antonio e Santiago. «Aumenteremo così la sicurezza delle operazioni» spiega il colosso dei terminal, che fa parte del gruppo danese Maersk, primo armatore al mondo. Dall’alto i droni controlleranno che tutte le operazioni di carico e scarico dei container si svolgano secondo le regole. I mezzi sono guidati da remoto dagli addetti alla sicurezza, comodamente seduti in ufficio, e sorvolano corridoi aerei precisi, per evitare eventuali collisioni e paradossalmente diventare la causa di quello che con la loro introduzione, l’azienda si propone di eliminare: il rischio di incidenti nei piazzali. Il drone non si limiterà a guardare, ma sarà anche dotato di voce: con due grandi altoparlanti installati nella mini carlinga, i tecnici della sicurezza che pilotano i velivoli, potranno fornire indicazioni vocali ai lavoratori e segnalare comportamenti scorretti che «possano provocare incidenti», come spiega il gruppo.

Nella logistica portuale è il primo caso al mondo e la rivoluzione è stata portata avanti da un colosso dello shipping: «Abbiamo studiato gli esempi positivi che venivano dal settore minerario e li abbiamo applicati alle nostre banchine» ha spiegato il direttore di Apm Terminals dell’America Latina. Nei due anni di test è stato registrato tutto: dall’operatività con le gru, al comportamento dei camionisti «quando lasciavano le cabine»: tutti i movimenti che possono mettere a rischio la sicurezza. Sono state condotte persino «ispezioni negli angoli ciechi, come i tetti dei container che normalmente non possono essere visualizzati dagli operatori a terra». I droni più evoluti introdotti per la piena operatività, sono dotati anche di speciali telecamere che consentono la visuale notturna per operare tutto il giorno: «I comportamenti scorretti possono essere così sanzionati subito» ha spiegato il direttore.


«MAI IN ITALIA»

Apm Terminals oltre che sulla sicurezza, ha ottenuto risultati anche «sull’efficienza», come ha spiegato il gruppo: «Siamo pronti ad estendere l’iniziativa velocemente anche su altri terminal», magari anche nei porti. «In Italia è impossibile - spiega Enrico Ascheri, responsabile porti della Cgil - Perché secondo noi, invece di aiutare il lavoratore, in questo caso il portuale, il rischio è l’aumento di stress per il costante controllo a cui viene sottoposto. Così l’effetto prodotto è contrario a quello per cui i droni vengono introdotti». In Italia Apm Terminals gestisce, insieme ai soci cinesi di Cosco e del porto di Qingdao, le banchine della nuova piattaforma container di Vado.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››