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La Danimarca guarda al futuro e cerca nuove terre in mare / LA STORIA

Genova - Nove isole artificiali al largo di Copenaghen per una superficie complessiva totale di oltre tre milioni di metri quadrati: è quanto pianificano di realizzare le autorità danesi nei prossimi due decenni.

Genova - La Danimarca guarda al futuro e cerca nuove terre in mare, nuovi spazi dedicati al tempo libero a ai settori emergenti e innovativi, ma anche alla produzione di energia.

Nove isole artificiali al largo di Copenaghen per una superficie complessiva totale di oltre tre milioni di metri quadrati: è quanto pianificano di realizzare le autorità danesi nei prossimi due decenni. Il progetto, denominato Holmene (che in danese significa appunto “isolette”) sarà multi-funzione. Le isole, secondo il disegno progettuale, dovrebbero diventare un vero e proprio abitato futuristico, un luogo per ospitare nuovi insediamenti produttivi sostenibili e attività commerciali ma che prevede anche la realizzazione di ambienti naturali completamente dedicati alle cosiddette attività di svago, in particolare allo sport e alle attività all’aperto:

«Vogliamo creare una sorta di Silicon Valley con caratteristiche uniche» dichiara Brian Mikkelsen, a capo della Camera di Commercio danese, nel corso di un’intervista a quotidiano britannico The Guardian. In mare, a poca distanza - circa 10 chilometri - dalla capitale danese: le isole, secondo quanto dichiarato, verranno realizzate utilizzando i detriti in surplus prodotti nell’area da altri progetti di costruzione, per un totale di circa 26 milioni di metri cubi di materiale.

Il progetto dovrebbe essere avviato nel 2022 e la prima isola che potrebbe essere operativa in circa sei anni. Secondo la tempistica prevista dalla pianificazione, l’intero progetto sarà completato nel 2040. Il disegno prevede anche l’attuazione di scogliere e isolette, appositamente create per sostenere lo sviluppo armonico della fauna, così come l’installazione di turbine eoliche per la generazione di energia elettrica destinata alla realizzazione di quello che Urban Power, la società danese che gestisce il progetto, definisce il più vasto impianto Waste-to-Energy del Nord Europa.

Il preventivo sui lavori di realizzazione delle nove isole è stimato intorno ai 425 milioni di euro. Queste verranno costruite una alla volta: «Una strategia che presenta numerosi vantaggi - spiega Arne Cermak Nielsen, consulente architettonica che lavora al progetto con la società Urban Power -. In questo modo infatti, il programma verrà realizzato passo dopo passo, e non si presenterà mai il rischio di dover fare i conti con un lavoro lasciato a metà, nel caso fortuito che gli interventi dovessero essere improvvisamente interrotti a causa di una recessione economica. Grazie a questa strategia inoltre, le isole potrebbero essere sviluppate in modo differenziato e a tema, realizzando in ognuna le condizioni migliori per potenziare settori innovativi e di ricerca, come le tecnologie verdi e legate al settore biologico, oppure su possibili settori ancora sconosciuti - spiega Nielsen -. Anche la qualità dell’acqua non dovrà essere sottostimata, ma attentamente considerata, perché il litorale potrà avere un immenso potenziale».

Le aree urbane, negli ultimi decenni, sono state e sono protagoniste di profondi cambiamenti correlati alle evoluzioni industriali e sociali che le hanno riguardate. La gestione strategica e sostenibile degli spazi in queste aree è una delle sfide più importanti dei prossimi anni.

Urban Power è una società danese tra le più importanti nel settore della trasformazione e lo sviluppo di aree urbane esistenti, specializzata nella creazione di ambienti ad alto livello di vivibilità e di soluzioni ottimizzate per l’interazione sociale.

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