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Polonia in crescita, in arrivo 30 mila lavoratori dall’India

Genova - I n Polonia non si trovano più saldatori (una figura di cui ad esempio nei cantieri navali c’è bisogno come il pane), ma anche muratori, sarte e altri tipi di lavoratori. E così il paese non ha chiuso del tutto le frontiere, ma sta portando avanti una propria politica migratoria

Genova - I n Polonia non si trovano più saldatori (una figura di cui ad esempio nei cantieri navali c’è bisogno come il pane), ma anche muratori, sarte e altri tipi di lavoratori. E così il paese, che pure guida il gruppo di Visegrad che è contrario alle attuali politiche sui rifugiati dell’Unione europea, non ha chiuso del tutto le frontiere, ma sta portando avanti una propria politica migratoria perché è alla ricerca di braccia straniere disponibili a lavorare a basso prezzo, per rendere le proprie aziende competitive con la concorrenza soprattutto asiatica.

Come racconta una nota dell’Ice (Istituto italiano del commercio con l’estero), proprio in Asia si va a pescare per coprire le lacune. Jacek Zieliski, presidente di Promoman, azienda specializzata nel reperire lavoratori asiatici per le imprese polacche, dice che ci sarebbero almeno 30 mila indiani in attesa di trasferirsi in Polonia per lavorare.

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