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Ex Ilva, il caso immunità torna alla Consulta

Taranto - Il giudice per le indagini preliminari di Taranto, Benedetto Ruberto, ha sollevato davanti alla Corte Costituzionale - inviando gli atti - il tema della legittimità costituzionale della norma che assegna l’immunità giudiziaria ai commissari dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva, ai loro delegati e agli acquirenti

Taranto - Il giudice per le indagini preliminari di Taranto, Benedetto Ruberto, ha sollevato davanti alla Corte Costituzionale - inviando gli atti - il tema della legittimità costituzionale della norma che assegna l’immunità giudiziaria ai commissari dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva, ai loro delegati e agli acquirenti (in questo caso ArcelorMittal Italia subentrato ai commissari dal 1 novembre) per quanto attiene le condotte poste in essere nell’attuazione del piano di risanamento ambientale dell’azienda. Il gip ha sollevato questione di legittimità costituzionale. Ruberto è titolare di tre procedimenti giudiziari che riguardano l’Ilva, ora riunificati, tutti relativi a inquinamento e problemi ambientali.

Sull’immunità giudiziaria prevista per commissari e acquirenti, diverse associazioni ambientaliste hanno intrapreso una battaglia negli ultimi tempi e invitato ripetutamente il governo a cancellare con una nuova legge quanto un’altra legge aveva disposto. Raccolte anche firme a tal proposito e presentate delle interrogazioni parlamentari da esponenti Cinque Stelle.

Anche il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha avanzato questa richiesta all’esecutivo, l’ultima volta ieri sera quando ha chiesto al Governo ed ad Arcelor Mittal risposte sul sequestro delle collinette ecologiche del siderurgico. Sequestro effettuato giorni fa dai Carabinieri del Noe, su disposizione della Procura, in quanto, a seguito di indagini svolte, anche con l’apporto di Arpa Puglia, si è scoperto che queste collinette, create negli anni Settanta col presupposto di realizzare un filtro tra acciaieria e città e quindi mitigare gli effetti nocivi dell’inquinamento, in realtà non hanno avuto nessuna finalità ecologica ma creato ulteriore inquinamento. Sonon stati infatti rinvenuti quantitativi ingenti di rifiuti pericolosi e nocivi tra furani, diossine, pcb, metalli pesanti. Non è la prima volta che la Magistratura impugna alla Consulta norme che riguardano l’Ilva. ù

Ad aprile 2013 infatti la Consulta respinse il ricorso dei magistrati di Taranto contro la prima legge Salva Ilva di fine 2012,a valle del sequestro senza facoltà d’uso deciso dal gip Patrizia Todisco, affermando che la tutela dell’ambiente e della salute è quella del lavoro avevano pari rilievo e che la legge approvata dal Parlamento, su decreto del governo, si muoveva in questo solco. All’impugnazione sollevata ora dal gip Ruberto, nessun commento da parte di ArcelorMittal. L’azienda, tuttavia, mesi addietro, quando era al tavolo del ministero dello Sviluppo economico in fase di negoziato con le parti, ha sempre attribuito importanza a questa norma. Giudizio positivo per il ricorso alla Consulta viene invece da Alessandro Marescotti, portavoce dell’associazione ambientalista Peacelink: «Aspettavamo uno sviluppo del genere - commenta Marescotti - era nelle cose che un magistrato prima o poi sollevasse il tema dell’incostituzionalità della norma relativa all’immunità penale».

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