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Indagine ex Ilva, distrazione di beni tra le ipotesi di reato

Milano - Il fascicolo aperto dalla procura di Milano in relazione alle vicende dell’ex Ilva di Taranto contempla due ipotesi di reato, le false comunicazioni al mercato (aggiotaggio informativo) e il reato contemplato dall’articolo 232 della legge fallimentare comma 2

Milano - Il fascicolo aperto dalla procura di Milano in relazione alle vicende dell’ex Ilva di Taranto contempla due ipotesi di reato, le false comunicazioni al mercato (aggiotaggio informativo) e il reato contemplato dall’articolo 232 della legge fallimentare comma 2. Ovvero, un reato che si contesta a chi “senza concorso con il fallito” commette comunque un reato di bancarotta per distrazione. In particolare, il comma 2 dell’articolo riguarda chi “essendo consapevole dello stato di dissesto dell’imprenditore distrae o ricetta merci o altri beni dello stesso o li acquista a prezzo notevolmente inferiore al valore corrente, se il fallimento si verifica”. L’aggiotaggio informativo viene invece contestato perché ArcelorMittal è una società quotata, anche se la controllata italiana non lo è. Allo stato il fascicolo risulta ancora senza indagati. Intanto i magistrati hanno avviato l’attività istruttoria e già da ieri hanno iniziato a sentire persone informate dei fatti (ieri è stato sentito un dirigente dell’amministrazione straordinaria). È prevista, nello stesso ambito, anche una attività della Guardia di Finanza di acquisizione di documenti. La Guardia di Finanza intanto sta effettuando delle acquisizioni di documenti nello stabilimento di Taranto dell’Ilva. È quanto si apprende da fonti vicine al dossier. L’operazione delle Fiamme Gialle è su delega della procura di Taranto, che ha aperto un fascicolo in seguito all’esposto presentato dai commissari Ilva.

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