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«Ecco il progetto per la creazione dello Stato islamico» / IL CASO

Beirut - Non un’orda di miliziani fanatici, ma un’organizzazione che punta alla creazione di un vero e proprio Stato, con una struttura burocratica, un’economia indipendente e una politica estera.

Beirut - Non un’orda di miliziani fanatici, ma un’organizzazione che punta alla creazione di un vero e proprio Stato, con una struttura burocratica, un’economia indipendente e una politica estera. È questa l’immagine che esce dell’Isis da un documento programmatico di cui il quotidiano britannico Guardian è entrato in possesso. Il documento di 24 pagine, intitolato “Principi di amministrazione dello Stato islamico”, è stato redatto da un egiziano identificato come Abu Abdullah tra il luglio e l’ottobre del 2014, dopo che, in giugno, Abu Bakr al Baghdadi aveva annunciato da Mosul la nascita del “Califfato” nei territori conquistati in Siria e Iraq.

Il Guardian dice di averlo ricevuto da Aymenn al Tamimi, uno studioso del fenomeno Isis che a sua volta lo ha ricevuto da un uomo d’affari, di cui non è resta nota l’identità, che lavora con lo Stato islamico. Il programma prevede la creazione di dipartimenti governativi, di un’autorità con competenze sulle finanze, altre incaricate di sovrintendere alla propaganda, alla formazione dei combattenti - tra i quali anche bambini - e all’amministrazione centralizzata del petrolio e del gas estratto dai giacimenti sotto il controllo dell’organizzazione. Il dipartimento responsabile dei campi di addestramento, tra l’altro, dovrà organizzare corsi di aggiornamento anche per i combattenti più esperti, che comprenderanno lo studio delle «ultime novità sull’uso delle armi» e delle tecnologie impiegate dal nemico. «Se l’Occidente guarda all’Isis come a una banda di killer psicopatici, rischiamo di sottovalutarli in modo drammatico», ha detto, dopo aver preso visione del documento, il generale americano in pensione Stanley McChrystalm, impegnato tra il 2006 e il 2008 nella guerra americana contro il progenitore del Califfato, lo Stato islamico in Iraq, a sua volta nato da Al Qaida. Il programma dell’Isis, ha aggiunto l’ex alto ufficiale, «non è molto lontano dagli scritti di Mao e dalle pratiche dei Viet Minh in Indocina».

Il generale britannico Graeme Lamb, ex capo delle forze speciali di Londra, sottolinea invece le parti del documento in cui l’Isis si presenta come l’unico vero rappresentante dei sunniti nella regione. Ne consegue, sottolinea Lamb, che la lotta contro lo Stato islamico «deve essere condotta dalle leadership arabe sunnite e i molti clan tribali di questa confessione», mentre «l’Occidente e le altre fazioni religiose del Medio Oriente (gli sciiti, ndr) devono agire in funzioni di sostegno».