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Ilva, bocciate ai Riva le richieste di patteggiamento

Genova - l gip di Milano Maria Vicidomini ha bocciato le richieste di patteggiamento di Adriano, Fabio e Nicola Riva in uno dei procedimenti milanesi su Ilva.

Genova - Il gip di Milano Maria Vicidomini ha bocciato le richieste di patteggiamento di Adriano, Fabio e Nicola Riva in uno dei procedimenti milanesi su Ilva. Nelle settimane scorse, la Procura di Milano aveva dato il via libera a questi patteggiamenti in seguito alla decisione della famiglia Riva di rinunciare a ogni contenzioso con lo Stato italiano sul “tesoretto” da 1,3 miliardi di euro, attualmente “bloccato” in Svizzera, dopo il sequestro effettuato nel 2013 dalla Guardia di Finanza. Soldi destinati al risanamento ambientale dello stabilimento di Taranto. Per il gip però le pene patteggiate sono troppo basse per ratificare il patteggiamento. L’intesa tra lo Stato e la famiglia Riva con la rinuncia a ogni contenzioso era stata annunciata dall’allora premier Matteo Renzi nel novembre scorso. I pm Mauro Clerici e Stefano Clerici assieme al procuratore capo Francesco Greco avevano dato il placet al patteggiamento dopo la decisione della famiglia Riva di rinunciare ai contenziosi che, di fatto, apriva al rientro in Italia dei capitali destinati ai progetti di risanamento e riqualificazione degli impianti dell’Ilva. Adriano Riva, accusato di bancarotta, truffa ai danni dello Stato e trasferimento fittizio di valori, aveva concordato con i magistrati una pena pari a 2 anni e 6 mesi di carcere. Suo nipote, Fabio, accusato di reato di bancarotta, aveva invece proposto un patteggiamento della pena compresa tra i 4 e i 5 anni di reclusione, in continuazione con una condanna già diventata definitiva. L’altro nipote di Adriano, Nicola, anche lui indagato per bancarotta, voleva invece patteggiare una pena inferiore ai due anni di carcere.

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