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Carige, ok dei soci all’azione di responsabilità / GALLERY

Genova - Spavento,addolcire la delusione, sacrifici, sforzo. Tocca al presidente di Banca Carige trovare le parole per aprire l’assemblea davanti a un pubblico di poco più di 400 azionisti chiamati a votare il bilancio 2016 e le azioni di responsabilità contro Apollo e gli ex vertici

Genova - Spavento, addolcire la delusione, sacrifici, sforzo. Tocca al presidente di Banca Carige trovare le parole per aprire l’assemblea davanti a un pubblico di poco più di 400 azionisti chiamati a votare il bilancio 2016 e le azioni di responsabilità contro Apollo e gli ex vertici. Giuseppe Tesauro lo fa con la qualità che più lo identifica, la capacità di parlare alla gente con parole semplici.

«Sono numeri che possono anche spaventare se riferiti solo a questo anno di gestione - dice Tesauro alla platea, prima di passare la parola all’amministratore delegato Guido Bastianini per l’illustrazione dei conti 2016 -. Ma se valutati correttamente possono addolcire la delusione. I 297 milioni di perdita si riferiscono quasi totalmente a rettifiche su crediti pregressi. Vi assicuro che c’è tutto uno sforzo perché i numeri volgano in positivo. Tutti noi siamo impegnati al massimo delle nostre forze, entusiasmo, competenze e capacità per portare non solo speranza, ma anche soddisfazione nei risultati dei prossimi esercizi».

Il resto dell’assemblea, a cominciare dai picchi di tensione negli interventi pro e contro l’azione di responsabilità contro Apollo-Amissima, l’ex presidente Cesare Castelbarco e l’ex a.d. Piero Montani, saranno gestiti da un Tesauro rigoroso nel non ammettere che in assemblea vada in scena il dibattimento sull’azione legale. Il bilancio 2016 e le due azioni di responsabilità (Berneschi e Apollo) sono state approvate a larga maggioranza.

«Abbiamo delegato alla magistratura ogni valutazione su comportamenti per noi anomali da parte dei precedenti amministratori e del fondo Apollo», dice Tesauro. Mattia Barnaba, tra gli altri, prova a chiedere chiarimenti entrando nel merito dell’azione legale ma Tesauro lo stoppa: «Non è questa l’aula dibattimentale».

Il clima si surriscalda con l’intervento di Emanuele Rizzi, il legale che prende la parola su delega di Amissima (così si chiamano ora le assicurazioni vendute da Carige ad Apollo). «Siamo davanti a una situazione abnorme - dice Rizzi - dove per sviare l’attenzione sulla gravità delle scelte assunte dal cda al fine di proteggere il ruolo di azionista di controllo di Malacalza Investimenti si vuole addossare a terzi, ad Amissima e Apollo, la responsabilità di scelte manageriali errate». A quel punto Tesauro sbotta: «Avete insultato gli azionisti, gli amministratori della banca e i dipendenti con delle volgarità che non possono essere consentite. Andate a difendere i vostri interessi in tribunale, questa non è la sede. Lei è anche avvocato e deve saperlo, perciò siete ancora più colpevoli». A quel punto la sala esplode in un primo applauso al presidente.

A margine dell’assemblea il vice presidente Vittorio Malacalza, azionista di Carige con il 17,6% attraverso la holding di famiglia Malacalza Investimenti, confida al Secolo XIX-the MediTelegraph: «Non avrei voluto personalizzare lo scontro, ma abbiamo dovuto farlo». Il figlio Mattia osserva: «Aspettiamo fiduciosi l’esito della magistratura da cui poi eventualmente la banca e tutti gli azionisti potranno averne un beneficio». Mentre a proposito dell’aumento di capitale sino a 450 milioni che il cda approverà a maggio e gli azionisti saranno chiamati a votare in una prossima assemblea in estate, riferendosi alla posizione di Malacalza Investimenti Mattia dice: «Quando ci sarà l’assemblea noi, al pari di tutti gli azionisti, lo valuteremo nell’interesse degli azionisti e della risoluzione dei problemi della banca». Di aumento di capitale parla anche Bastianini, spiegando che i soci che non approveranno l’operazione di scorporo dei crediti in sofferenza in un veicolo ad hoc potranno esercitare il diritto di recesso. «L’aumento sino a 450 milioni non è capitale destinato a coprire un buco di bilancio, ma a gestire nella maniera migliore i crediti in sofferenza», dice il manager

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