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Malacalza e Gallazzi in campo sulla scelta del nuovo ad Carige

Genova - Sarà il comitato nomine a occuparsi dell’individuazione del prossimo amministratore delegato di banca Carige. Il consiglio d’amministrazione ha deliberato di procedere «immediatamente» a tale compito, demandando al comitato nomine - «allo scopo integrato da due consiglieri» - di «attivarsi sollecitamente»

Genova - Sarà il comitato nomine a occuparsi dell’individuazione del prossimo amministratore delegato di banca Carige. Il consiglio d’amministrazione ha deliberato di procedere «immediatamente» a tale compito, demandando al comitato nomine - «allo scopo integrato da due consiglieri» - di «attivarsi sollecitamente».

La banca non lo dice, ma da quanto ricostruito dal Secolo XIX -the MediTelegraph l’integrazione di tale comitato risponde a una precisa esigenza “politica”, cioè permettere all’istituto ligure in difficoltà dopo la defenestrazione di Guido Bastianini a colpi di maggioranza di ritrovare coesione. Composto dai consiglieri malacalziani Giuseppe Pericu, Massimo Pezzolo e Lucia Venuti, il comitato è stato infatti integrato da due nomi-bandiera: Vittorio Malacalza, azionista di controllo (con il 17,6%) e vice presidente della banca, e Giulio Gallazzi, eletto nella lista di Assogestioni, uno dei quattro amministratori che hanno votato contro la sfiducia a Bastianini ma il solo che non si è dimesso e ormai unico rappresentante dei soci di minoranza, nonché consigliere indipendente. Malacalza e Gallazzi, cioè l’azionista di maggioranza e il rappresentante delle minoranze: sono gli uomini chiave incaricati di ricostruire il futuro di Carige attraverso l’individuazione del nuovo capo azienda, al quale le deleghe saranno poi conferite dal cda con delibera.

A tale scopo è già stato affidato incarico a una società di cacciatori di teste. La ricerca è in corso. Il comitato si riunirà la prossima settimana per un aggiornamento. I nomi circolati sinora sembrano destituiti di fondamento: Roberto Incastro ha già smentito, Francesco Iorio e Marina Natale vengono considerati improbabili, e l’ex ministro banchiere Corrado Passera rispetto alle voci circolate nelle ultime ore dichiara al Decimonono che «un mio coinvolgimento in Carige non è vero».

«L’azionista di maggioranza ha il diritto di scegliere l’amministratore delegato - fa notare una fonte finanziaria - ma in questo caso, a fronte dello strappo sulla governance registrato in cda, la forma è importante. Nella vicenda Carige, l’individuazione del nuovo a.d. è probabile sia condivisa tra azionista di maggioranza e minoranze. Questo è il dato. Anche perché la banca non è nella condizione di andare avanti a colpi di maggioranza, visto l’importante lavoro di risanamento che urge». Ieri il titolo della banca ha chiuso con una leggera ripresa (+0,2%).

Oggi intanto nella sede della banca a Genova (ore 18.30) si svolgerà un convegno dal titolo “Gestione del cambiamento: leadership, flessibilità aziendale e gioco di squadra. Le turbolenze contemporanee dell’ambiente economico e sociale” con il professor Severino Salvemini.

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