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Lo spettro dell’Hindenburg Omen spaventa i mercati / IL CASO

New York - Gli esperti avvertono che l’Hindenburg Omen non è previsione sicura, spesso si dimostra un falso allarme, tuttavia è un segnale di debolezza del mercato, che contrasta con le chiusure record registrate ultimamente a Wall Street.

New York - Scaramanzia o pericolo reale? Gli esperti avvertono che a Wall Street è tornato a farsi vivo l’Hindenburg Omen. E pare proprio che non sia un buon segno. Si tratta di un segnale di analisi tecnica che prende il nome dal tragico incidente del dirigibile Hindenburg del maggio 1937 e che predice un crack incombente sul mercato azionario, o quanto meno una fragilità dei mercati.
In pratica la previsione si basa su un campione delle ultime 52 settimane al Nyse (New Stock Exchange) e osserva quei titoli che fanno nuovi massimi e nuovi minimi. Un mercato sano mostra una certa omogeneità tra le oscillazioni dei titoli, mentre un mercato fragile, a rischio crack, registra molti titoli ai massimi e molti titoli ai minimi, contemporaneamente. Questa divergenza segnala l’Hindeburg Omen.

Nel 2017 questi alti e bassi, detti omen, sono stati segnalati 5 volte nelle ultime 6 sessioni sullo S&P di Wall Street. In precedenza un simile segnale, nota Jason Goepfert di Sundial Capital Research, «si era manifestato solo nel 2007 e nel 2000». Nel 2017 Goepfert ha registrato finora 74 omen, contro i 78 del 2007, i 57 del 2000 e i 54 del 2015. Sul Nasdaq il fenomeno è meno frequente. Gli esperti avvertono che l’Hindenburg Omen non è previsione sicura, spesso si dimostra un falso allarme, tuttavia è un segnale di debolezza del mercato, che contrasta con le chiusure record registrate ultimamente a Wall Street.

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