SERVICES

Carige: 3 domande (e 3 risposte) sull’aumento di capitale da 560 milioni

Mercoledì prossimo ogni azionista Carige si vedrà assegnare 60 diritti di opzione per ogni azione posseduta, sia ordinaria che risparmio.

Come si svolgerà l’aumento di capitale?

Mercoledì prossimo ogni azionista Carige si vedrà assegnare 60 diritti di opzione per ogni azione posseduta, sia ordinaria che risparmio. Esercitando il diritto di opzione, i soci potranno sottoscrivere le nuove azioni al prezzo unitario di 0,01 euro. Chi per esempio ha oggi in portafoglio 1000 azioni Carige riceverà 60mila diritti di opzione e se deciderà di esercitarli tutti, a fronte del pagamento di 600 euro, diventerà proprietario di 60mila nuove azioni, che sommate alle 1000 già detenute, diventeranno 61mila. Esercitare l’opzione è però un diritto e non un obbligo. Chi non ha intenzione di partecipare all’aumento di capitale può provare a vendere i propri diritti di opzione in una finestra temporale che va dal 22 novembre al 6 dicembre. Per vendere i diritti di opzione è sufficiente rivolgersi alla banca dove si ha il deposito titoli e dare l’ordine di vendita. Il prezzo di vendita sarà determinato dall’incontro di domanda e offerta - denaro e lettera nel gergo borsistico - esattamente come avviene per tutte le altre contrattazioni di Borsa. Potrebbe però anche verificarsi il caso che non ci siano compratori e sia quindi impossibile vendere i propri diritti d’opzione. In tal caso, sempre che non si decida di esercitare il diritto, al termine delle contrattazioni del 6 dicembre si avrà in mano carta (elettronica) straccia.

Che ruolo svolge il consorzio di garanzia?
Le banche che costituiscono il consorzio di garanzia hanno il compito di assicurare la riuscita dell’aumento di capitale. Il loro intervento non sarà necessario se tutti gli attuali azionisti di Carige decideranno di esercitare tutti i propri diritti di opzione - esiste anche la facoltà di esercitarne solo una parte. Visto però che questa probabilità è assai remota, il consorzio di garanzia dovrà farsi carico del cosiddetto “inoptato”, ovvero dovrà sottoscrivere tutte le azioni che gli attuali azionisti non hanno voluto comprare. Il loro intervento non è ovviamente a titolo gratuito: Carige pagherà delle commissioni alle banche del consorzio e visto che le commissioni sono parametrate sulla rischiosità dell’operazione, è lecito ipotizzare che le commissioni non saranno basse. Le banche che formano il consorzio sono Credit Suisse, Deutsche Bank, Barclays ed Equita Sim, che si è aggiunta di recente. Fra gli attuali azionisti si sono impegnati a fare la propria parte la famiglia Malacalza per una quota pari a circa il 17,6%, Gabriele Volpi che, oltre ad aver confermato il proprio 6%, si è impegnato a salire al 9,9%, Aldo Spinelli (0,45%) e Gruppo Cooperative Liguria (1,76%).

Se, ipoteticamente, nessun altro azionista decidesse di partecipare all’operazione, le banche del consorzio diventerebbero azionisti di Carige con una quota di oltre il 70%. Che cosa succede a chi è già azionista Carige?
L’aumento di capitale deliberato dal consiglio di amministrazione è tecnicamente “iperdiluitivo”. Questo significa che, al termine dell’operazione, gli attuali azionisti vedranno fortemente ridimensionato il proprio peso all’interno della compagine azionaria nel caso in cui decidessero di non prendervi parte. Questo ovviamente non vale per chi è intenzionato a esercitare tutti i diritti di opzione: la sua quota in Carige rimarrà inalterata. È lecito ipotizzare che il prezzo delle azioni Carige esistenti, quelle dunque presenti nei portafogli dei risparmiatori genovesi, si avvicinerà a quello di emissione delle nuove (0,01 euro), di fatto causando una perdita quasi totale sull’investimento. Una prima importantissima indicazione in merito arriverà però nel momento in cui la Consob riammetterà i titoli Carige alle contrattazioni, che sono state sospese a partire da giovedì scorso quando valevano 0,14 euro. La speranza di recuperare parte delle perdite è legata alla riuscita del piano di rilancio della banca, di cui l’aumento di capitale è una parte fondamentale. L’altro fattore che può dare un certo sostegno ai titoli Carige nel medio periodo è la cessione di un portafoglio di sofferenze da 1,2 miliardi al Credito Fondiario, annuncio dato venerdì sera (senza però specificarne il prezzo).

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››