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Sisi si ricandida presidente in Egitto: è senza rivali

Il Cairo - Era scontato, ora è ufficiale: il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi si ricandiderà per un altro mandato quadriennale alla guida del più popoloso paese arabo.

Il Cairo - Era scontato, ora è ufficiale: il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi si ricandiderà per un altro mandato quadriennale alla guida del più popoloso paese arabo. Lo ha annunciato lui stesso scendendo come previsto in campo per le presidenziali della prossima primavera in cui, dopo due defezioni, rimangono per ora in lizza solo un candidato poco noto e uno in difficoltà, spianando così la strada ad una nuova vittoria di Sisi. «Vi dico in maniera franca e trasparente che spero che voi permettiate e accettiate la mia candidatura per il posto di presidente», ha detto venerdì sera Sisi fra gli applausi e le ovazioni della platea di una conferenza organizzata per illustrare i risultati della sua amministrazione.

Il voto per il primo turno, stiracchiato su tre giorni per combattere una prevedibile bassa affluenza, è fissato per il 26-28 marzo con eventuale ballottaggio a fine aprile. Sisi, ex generale di 63 anni, era stato eletto nel 2014 col 97% dei voti e quasi nessun reale avversario dopo aver guidato la rivolta popolar-militare che l’anno prima aveva portato alla deposizione di Mohamed Morsi, il presidente islamista restato al potere tra il 2012 e il 2013 dopo le prime elezioni libere del dopo-Mubarak. Dopo la primavera araba del 2011, la gestione di Sisi ha portato sia stabilità - nonostante gli attentati dell’Isis - sia riforme economiche elogiate dal Fondo monetario internazionale ma la popolarità del presidente è chiaramente erosa dall’impatto sociale del risanamento economico. E le ong internazionali criticano spesso la dura repressione di proteste e dissenso.

A sfidare Sisi nelle urne saranno però solo un un altro generale, l’ex capo di Stato maggiore Sami Anan ormai in pensione e da anni fuori dagli schermi, e soprattutto un avvocato di sinistra che però rischia di essere squalificato da un processo in corso per aver fatto un gestaccio in pubblico, Khaled Ali. Dopo aver annunciato l’intenzione di candidarsi, hanno invece rinunciato due volti più noti: l’ex premier Ahmed Shafiq, che perse di misura contro Morsi nel 2012, e Anwar Sadat, un nipote del defunto presidente della pace con Israele. Come Ali, anche questi due potenziali candidati hanno lamentato intimidazioni e ostacoli al loro tentativo di opporsi a Sisi: Sadat in particolare non avrebbe neanche trovato un hotel disposto ad ospitare una sua conferenza stampa.

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