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Piovono acquisti su Carige, balzo dell’8,2% in Borsa

Genova - Malacalza e i fondi sono i principali “indiziati” come compratori. Parte l’aumento di capitale del Creval: diritti in caduta libera.

Genova - Grandi manovre su Carige. Con una reazione a scoppio ritardato rispetto allo sbarco a Genova del finanziere Raffaele Mincione, che venerdì ha annunciato l’acquisto del 5,4% senza che Piazza Affari quasi se ne accorgesse, ieri il titolo è stato travolto dagli acquisti. Dopo aver segnato un massimo a +11%, Carige ha chiuso in rialzo del 8,22% a 0,0079 euro. In mattinata sono stati scambiati quasi 1,5 miliardi di titoli, pari al 2,7% del capitale. Chi compra azioni della banca ligure? Molti osservatori se lo chiedono, rispondere adesso è prematuro: il quadro completo del nuovo assetto azionario si avrà all’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio 2017 convocata il prossimo 29 marzo. Un appuntamento che potrebbe, secondo rumor, riservare qualche colpo di scena sul capitale. Nell’attesa, fioriscono le ipotesi. Le più fondate sembrano essere quelle che indicano come possibili acquirenti due realtà antagoniste. Da un lato l’azionista di maggioranza Malacalza Investimenti, che attualmente controlla il 20,6% del capitale ma che è autorizzato dalla Bce a salire sino al 28% - e potrebbe decidere di farlo per difendere la propria posizione di rilievo nella banca ligure.

Dall’altro lato, si fanno sempre più insistenti le voci che raccontano di una probabile ascesa dei fondi. Oltre al finanziere Mincione, infatti, più di una fonte sostiene che gli investitori istituzionali «hanno preso o stanno prendendo posizione perché considerano Carige un buon investimento». Secondo indiscrezioni, altri fondi avrebbero messo in portafoglio di recente azioni Carige, accumulando complessivamente circa il 10%, se si considera anche la quota di Mincione. Ma l’incidenza complessiva dei fondi potrebbe essere superiore: «Il 10% è un valore sottostimato. - spiega una fonte finanziaria al Secolo XIX - All’assemblea di fine marzo potrebbe emergere che il peso degli istituzionali è maggiore». Gli effetti sul titolo, che da metà gennaio è passato da 0,009 a 0,007 euro, secondo alcuni analisti potrebbero essere stati, fino a questo momento, mitigati dal fatto che, contestualmente, Credito Fondiario e Chenavari «hanno fortemente ridotto l’esposizione». L’avanzata di Malacalza o dei fondi è connessa alla prospettiva di una aggregazione per Carige: il tema sembra destinato ad accompagnare i movimenti di Borsa fino all’assemblea.

Creval

Il primo giorno dell’aumento di capitale da 700 milioni di euro del Creval non è andato bene. Quella della banca valtellinese è un’operazione fortemente diluitiva e con un prezzo dell’offerta corrispondente a uno sconto del 99% rispetto alla chiusura di venerdì. Il prezzo delle azioni è stato rettificato a 11,22 centesimi, mentre quello iniziale dei diritti è stato fissato in 7,688 euro. A fine giornata il titolo ha lasciato sul terreno il 7% a 10,4 centesimi mentre i diritti sono crollati del 66% a 2,5 euro. Ogni diritto consente di acquistare 631 nuove azioni a 10 cent. I diritti saranno negoziati fino a venerdì 2 marzo, mentre l’esercizio deve essere effettuato entro l’8 marzo. L’aumento, secondo le stime, costerà 52 milioni, soldi che andranno a coprire le spese in cui rientrano le commissioni da riconoscere al consorzio di garanzia nonchè i compensi dei consulenti.

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