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Carige, i Pos verso il gruppo Nexi

Genova - La vendita dei servizi di incasso (Pos),il rilancio della Cesare Ponti, l’andamento commerciale della banca nei primi mesi dell’anno, la convocazione dell’assemblea del 29 marzo e lo sbarco in Carige del nuovo azionista Raffaele Mincione

Genova - La vendita dei servizi di incasso (Pos), il rilancio della Cesare Ponti, l’andamento commerciale della banca nei primi mesi dell’anno, la convocazione dell’assemblea del 29 marzo e lo sbarco in Carige del nuovo azionista Raffaele Mincione. Sono i temi principali affrontati dal consiglio d’amministrazione dell’istituto ligure riunito ieri sotto la presidenza di Giuseppe Tesauro.

Da quanto ricostruito dal Secolo XIX-the MediTelegraph, pur non essendo formalmente all’ordine del giorno, l’ingresso di Mincione in Carige è stato oggetto di alcune riflessioni tra l’ad, Paolo Fiorentino, e i consiglieri del board. L’investimento di mister 8%, l’uomo d’affari che nel 2011 acquistò un pacchetto rilevante della Popolare di Milano, non avrebbe provocato polemiche in consiglio, ma Capital Investment Trust non sarebbe comunque considerato, almeno per ora, «un azionista stabile» dell’istituto ligure. «È anche vero che Mincione da Bpm non è mai uscito, ancora oggi detiene una piccola quota», riflette una fonte. Il finanziere, lo ricordiamo, venerdì scorso ha annunciato di avere acquisito il 5,4% del capitale di Carige, un’operazione realizzata da Capital Investment Trust attraverso le controllate Pop12 e Time & Life. Secondo indiscrezioni, quello di Mincione sarebbe solo il primo di una serie di fondi che «hanno preso o stanno prendendo» posizione in banca: fonti finanziarie sostengono che alla prossima assemblea il fronte degli investitori istituzionali potrebbe pesare «per un 10-15% sull’azionariato».

A proposito dell’assemblea, il cda ha convocato per il 29 marzo quella di approvazione del bilancio 2017. Il consiglio ha poi preso atto dei risultati commerciali della banca in questi primi due mesi dell’anno, che sarebbero «positivi e in linea con le previsioni di piano».

Le migliori notizie si registrano sul fronte delle operazioni straordinarie previste dal piano di risanamento e rilancio di Fiorentino: il board avrebbe definito il progetto di cessione del business dei servizi di incasso (Pos), che a quanto risulta al giornale dovrebbero andare a Nexi (ex Icbpi-CartaSì), gruppo leader nei sistemi di pagamento digitali che gestisce 27 milioni di carte di pagamento e 2,7 miliardi di transazioni ogni anno, contando su 733 mila punti vendita convenzionati.

Il consiglio ha poi affrontato il dossier Cesare Ponti, per la quale è previsto un rilancio che passa attraverso la ricerca di un nuovo ad dopo l’uscita di Daniele Piccolo (andato in Banca Finnat): su questo fronte sarebbero in corso «contatti e dialoghi».

Intanto a Piazza Affari il titolo ieri è rimasto piatto. Dopo il balzo dell’8,2% registrato lunedì, Carige ha chiuso invariata a quota 0,0079 euro. Il prossimo cda si terrà a marzo, Fiorentino e la struttura della banca continuano a lavorare, tra l’altro, sui crediti deteriorati e sulla riorganizzazione commerciale.

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