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Usa e Singapore vincono gli Oscar della competitività / FOCUS

Roma - Gli Usa tornano leader mondiali della competitività dopo dieci anni, seguiti da Singapore e Germania.

Roma - Gli Usa tornano leader mondiali della competitività dopo dieci anni, seguiti da Singapore e Germania. L’Italia è stabile al 31° posto, come nel 2017, con alcuni punti forti come l’innovazione, e deboli come un basso dinamismo delle imprese e una bassa propensione a imporsi sul mercato con idee dirompenti.

A dirlo è il Global Competitiveness Report del Forum economico mondiale (Wef), nella cornice di una trasformazione dettata dalla Quarta rivoluzione industriale che molte economie trascurano: «molti dei fattori che avranno il massimo impatto nel determinare la competitività in futuro non sono mai stati al centro delle principali decisioni politiche finora», si legge nel rapporto, che punta il dito sulle carenze in termini di generazione di idee, cultura imprenditoriale, apertura e agilità dell’ecosistema d’impresa. E che avverte - nell’attuale escalation delle tensioni commerciali e di pulsioni anti-globaliste - che le economie più aperte, con minori barriere come i dazi e più disponibilità ad assumere stranieri, «tendono ad andare meglio intermini di innovazione ed efficienza di mercato». Senza dimenticare le politiche d’inclusione, dove il Forum di Davos fa un appello alla redistribuzione dei redditi, alle reti di sicurezza socio-economiche, alla formazione continua e a una tassazione progressiva contro le diseguaglianze.

Fra le 140 economie prese in considerazione, l’Italia mantiene lo stesso posto del 2017 con un punteggio di 71. Con una buona stabilità macroeconomica (a parte il debito pubblico, che la vede sessantesima), un buon sistema sanitario (quinta per aspettativa di vita in salute), è 22esima in innovazione grazie a distretti imprenditoriali dell’eccellenza (quarto posto) e istituti di ricerca di qualità. Ma soffre una forza lavoro desertificata in termini di diversità (137 su 140), un basso dinamismo d’impresa (40), un numero di imprese dirompenti nel gruppo di coda delle principali economie mondiali (104), competenze della forza lavoro relativamente basse (40) e formazione del personale arretrata (104).

Se la Germania è prima al mondo per ecosistema dell’innovazione, gli Usa strappano alla Svizzera il primato di Paese «più vicino alla frontiera della competitività, con un dinamismo e una cultura imprenditoriale «vibrante», un sistema finanziario e mercato del lavoro adeguati, e un ecosistema innovativo al secondo posto. Germania terza nella classifica generale di competitività, dietro a Singapore e prima della Svizzera. L’Europa, nello studio del Wef, è divisa fra un nord-ovest molto competitivo, un nord-est in ascesa, un sud-ovest «relativamente competitivo» (la Francia è al numero 17) e un sud-est che rimane indietro: forte su educazione, salute, infrastrutture, competenze, il Continente è meno competitivo, nel complesso, rispetto alle aree economiche dell’Asia orientale e del Pacifico.

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