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Carige verso un bond da 400 milioni di euro

Oltre all’attuale situazione economica che correntisti, azionisti e dipendenti di Carige conoscono fin troppo bene, sui conti della banca peserebbero 257 milioni di rettifiche, che non sarebbero state comunicate dal precedente cda all’attuale

Genova - Oggi il consiglio di amministrazione di Carige darà l’ok all’emissione di un’obbligazione da 400 milioni di euro, per mettere in sicurezza i conti della banca genovese. L’operazione sarà condotta col sostegno del Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi, istituzione che riunendo le banche italiane costituisce la rete di sicurezza per i risparmiatori nel caso in cui un istituto finisse in dissesto. Il Ftid agirebbe tramite lo Schema volontario, strumento che opera finanziariamente per la messa in sicurezza delle banche aderenti.

Dopo la seduta straordinaria di ieri, stamattina il cda di Carige a fianco all’approvazione della trimestrale (con una nuova pulizia di bilancio) ufficializzerà la domanda di intervento allo Schema, su cui sempre in giornata dovrebbe arrivare il via libera (condizionato però dall’assemblea) del consiglio di gestione dell’ente romano, che si riunirà a mezzogiorno.

Il bond che Carige doveva emettere per soddisfare i requisiti patrimoniali fissati dalla Banca centrale europea doveva essere di circa 200 milioni, ma l’operazione messa in piedi con lo Schema avrà un orizzonte più ambizioso, essendo propedeutica a un aumento di capitale: secondo fonti qualificate, le cifre discusse informalmente tra Carige e Ftid nei giorni scorsi si aggiravano su 320-370 milioni, cui devono sommarsi - pena lo stop dell’Antitrust Ue - l’impegno dei principali azionisti della banca: Malacalza Investimenti (27,5% di Carige) ieri silente ma nei giorni scorsi data per disposta a investire 50 milioni; Financera Lonestar (9%, ma ieri il telefono di Gabriele Volpi era spento); Pop12 (5,4%) con fonti vicine alla finanziaria di Raffaele Mincione che confermano un impegno nei confronti della banca, ma senza volersi sbilanciare di più.

L’AUMENTO DI CAPITALE

Sarà discusso alla prossima assemblea degli azionisti, probabilmente a primavera 2019. Nei fatti servirà a rimborsare il prestito obbligazionario: dunque, come spiega una fonte finanziaria, allo stato attuale «l’importo del bond non va sommato a quello dell’aumento». Nel caso in cui non venisse sottoscritto interamente, il Ftid potrebbe vedersi rimborsare il prestito in azioni, diventando così azionista della banca. Ma il prossimo giro di boa al momento è il 30 novembre, data entro cui Carige dovrà presentare a Francoforte il piano di conservazione del capitale, con l’obiettivo di presentare una banca salda e in grado di sostenere con minori traumi un’eventuale operazione di accorpamento, su cui sono al lavoro gli esperti del gruppo svizzero Ubs.

RETTIFICHE PER 257 MILIONI

Il titolo di Carige vale 0,0037 euro, nuovo minimo raggiunto venerdì dopo aver perso il 9,7% del suo valore. Oggi probabilmente sarà sospeso per sottrarlo alla volatilità. Oltre all’attuale situazione economica che correntisti, azionisti e dipendenti di Carige conoscono fin troppo bene, sui conti della banca peserebbero 257 milioni di rettifiche, che non sarebbero state comunicate dal precedente cda all’attuale: il risultato dell’ispezione condotta quest’estate da Bankitalia per conto della Bce, e che appesantirebbe in maniera notevole i conti dell’istituto. Non solo: il consiglio dello Schema dovrà presentare la domanda di Carige all’assemblea, l’ok all’acquisto del bond potrà avvenire solo con l’approvazione, non scontata, del 50% dei consorziati Ftid (ma il 90% dei depositi protetti). Nello storico dello Schema si legge che operazioni per importi simili sono state condotte su Banca Tercas e Cassa di Cesena (poi confluita in Crédit Agricole)

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