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Cdp, sul piatto 203 miliardi per il rilancio dell’economia

Roma - Sul fronte della privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico o di quote di società partecipate dal Tesoro «non c’è assolutamente nulla sul tavolo».

Roma - Con più risorse da mettere in campo, più «vicinanza» al territorio e più attenzione al sociale ed allo sviluppo sostenibile, Cdp lancia un piano da 203 miliardi in tre anni che - lo sottolinea il ministro dell’Economia, Giovanni Tria - può fare da argine alla «trappola della bassa crescita» e «dare un impulso veramente importante al rilancio dell’economia italiana». La strategia industriale varata dai nuovi vertici, l’ad Fabrizio Palermo ed il presidente Massimo Tononi, sintetizza in un titolo la mission che Cdp intende svolgere per il Paese nel triennio 2019-2021: è un «piano dall’Italia per l’Italia». Prevede di attivare il 32% di risorse in più rispetto al triennio precedente: 110 miliardi di risorse proprie e 90 miliardi di risorse aggiuntive da investitori privati e istituzioni, con «obiettivi di crescita ambiziosi» e - garantisce Palermo - mantenendo ferma la barra «dell’equilibrio economico-finanziario e patrimoniale». Che deve restare «la bussola», come avverte anche Giuseppe Guzzetti a nome delle Fondazioni di origine bancaria, azioniste con il 15,93%, che oltre alla cautela apprezzano «in particolare l’attenzione del piano per un più diffuso radicamento territoriale».

Tononi lo rimarca con nettezza: «Non possiamo sprecare soldi in investimenti in perdita, azzardati, sbagliati», «ci occuperemo anche di operazioni straordinarie, se sarà il caso, ma la nostra attività è di altra natura». Al momento, rispetto alle ipotesi di coinvolgimento di Cdp in diversi dossier del Governo, sul fronte della privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico o di quote di società partecipate dal Tesoro «non c’è assolutamente nulla sul tavolo, nessun dossier allo studio»; e «non è assolutamente ipotizzabile un investimento di Cdp in Alitalia». Così come «non ci sono conversazioni in atto con alcun azionista» di Tim: un eventuale aumento della partecipazione, se dovesse servire un riequilibrio dell’assetto societario, «non è allo studio»; mentre viene vista come «ragionevole» una operazione con Open Fiber per evitare «lo spreco di risorse» di una duplicazione della rete.

In ogni caso, ogni eventuale dossier sarà sempre valutato rispettando «vincoli stringenti» e da «un Cda attento alla convenienza economica». Tria garantisce il «pieno sostegno» del Tesoro (che ha l’82,77%) e «chiama» Cdp «a giocare un ruolo cruciale» per lo sviluppo dell’Italia”: la leva degli investimenti pubblici - sottolinea - serve a contrastare un «rallentamento dell’economia che si sta accentuando» a livello globale ma con un «riflesso anche in Italia». Il piano, delineato punto per punto dall’Ad Fabrizio Palermo, si muove su “quattro linee di intervento”: punta 83 miliardi sul sostegno alle imprese; 25 miliardi sul fronte delle infrastrutture; 3 miliardi per la cooperazione. E le “grandi partecipazioni strategiche”: Cdp lavorerà su «prospettive industriali di lungo termine» (anche rafforzando il centro studi e creando una Fondazione) e riorganizzerà il portafoglio in funzione dei settori delle principali società.

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