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Banca Carige perde la maxi-causa contro Montani, Castelbarco e fondo Apollo

Genova - Il tribunale civile di Genova, sezione Imprese, ha rigettato la richiesta danni (azione responsabilità) di Banca Carige contro gli ex amministratori Piero Montani e Cesare Castelbarco Albani e contro Amissima Holding.

Genova - Il tribunale civile di Genova, sezione Imprese, ha rigettato la richiesta danni (azione responsabilità) di Banca Carige contro gli ex amministratori Piero Montani e Cesare Castelbarco Albani e contro Amissima Holding (gruppo Apollo) e ha condannato l’istituto al pagamento delle spese legali sostenute dalle controparti per oltre 1 milione di euro.

Il procedimento civile era stato promosso da Carige (difesa dagli avvocati Andrea D’Angelo e Vincenzo Mariconda) contro l’allora amministratore delegato Piero Montani (difeso dall’avvocato Antonio Scala), il presidente Cesare Castelbarco Albani (avvocati Carlo Pedersoli , Valentina Canepa e Alessandra Fotticchia), Amissima Holdings (avvocati Arturo Flick e Matteo Rescigno), Amissima Vita e Amissima Assicurazioni (avvocati Alessandro Morini e Gaetano Maria Giovanni Presti).

Il collegio formato dai magistrati Mario Tuttobene, Cristina Scarzella e Pietro Spera ha altresì rigettato le domande riconvenzionali delle controparti, fatto che comunque «non esclude - si legge nella sentenza - la piena sostanziale soccombenza della parte attrice».

Nel dettaglio, il tribunale ha condannato Carige alla rifusione delle spese così sostenute: - Castelbarco Albani 329.997 euro
- Montani 329.997 euro
- Amissima Holdings 428.996 euro
- Amissima Vita e Amissima Assicurazioni 362.996 euro

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Tesauro in assemblea: «Convinti delle nostre ragioni»
Il 29 marzo scorso, rispondendo alla domanda di un piccolo azionista, l’allora presidente della banca Giuseppe Tesauro aveva detto: «L’azione deliberata dall’assemblea dei soci il 28 marzo 2017 nei confronti di Castelbarco Albani, Montani e di alcuni soggetti del gruppo Apollo è stata promossa dalla banca per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla cessione delle partecipazioni di Carige nelle compagnie assicurative, e ad altri comportamenti successivamente tenuti da questi soggetti. Le controparti hanno formulato domande riconvenzionali volte a ottenere risarcimento per danni reputazionali e per lite temeraria. In virtù della serietà della sua impostazione difensiva, la banca, supportata dal parere dei legali, ritiene che non sussistano i presupposti per una sua condanna risarcitoria. Non sono, di conseguenza, stati effettuati accantonamenti a fondo rischi. Banca Carige ha chiesto a sua volta la condanna per lite temeraria delle parti convenute».

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