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Caos in Libia, gli imprenditori italiani lasciano Tripoli

Tripoli - Il caos improvviso in Libia, dove sono ripresi gli scontri, ha preoccupato i molti italiani che vivono e lavorano nel Paese.

Tripoli - Il caos improvviso in Libia, dove sono ripresi gli scontri, ha preoccupato i molti italiani che vivono e lavorano nel Paese, tanto che alcuni imprenditori hanno già lasciato Tripoli e diverse imprese stanno valutando cosa fare di fronte all’avanzata del generale Haftar. Ma proprio dal portavoce dell’uomo forte della Cirenaica è arrivata una rassicurazione per tutti gli stranieri a Tripoli: quando l’esercito entrerà nella capitale, «un’unità speciale sarà incaricata della sicurezza delle imprese straniere e locali, delle sedi diplomatiche e delle istituzioni economiche straniere». Tra le aziende presenti nel Paese, l’Eni che ha fatto sapere che «la situazione nei campi petroliferi è sotto controllo» e che sta «monitorando l’evolversi della vicenda con molta attenzione». Ma secondo fonti locali in realtà avrebbe già fatto evacuare una decina di dipendenti dalla Libia, anche se l’azienda ha precisato di «non avere attualmente personale presente» a Tripoli. Sempre fonti locali spiegano anche che alcuni imprenditori, anche noti, che si trovavano in questo periodo in Libia per lavoro hanno saputo con anticipo dell’attacco ed hanno lasciato Tripoli già da alcuni giorni.
Ieri è salito su un aereo per Tunisi, secondo le fonti, un gruppo di una decina di italiani. «Al momento comunque - assicura chi è in Libia - qui è tutto tranquillo, ci sono degli scontri, ma sempre fuori Tripoli, a 30-40 km dalla città». Anche se sul sito della Farnesina campeggia ormai da due mesi l’allerta che sconsiglia di andare in Libia per «le precarie condizioni di sicurezza nel Paese», dove vivono e lavorano diverse centinaia di italiani

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