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Ubs declassa Deutsche Bank, che crolla a minimi storici

Berlino - Ubs declassa Deutsche Bank e il colosso tedesco crolla in Borsa ai suoi minimi storici a 6,617 euro.

Berlino - Ubs declassa Deutsche Bank e il colosso tedesco crolla in Borsa ai suoi minimi storici a 6,617 euro. Per Deutsche Bank si tratta di una nuova doccia fredda dopo che le trattative con Commerzbank sono naufragate e in vista dell’assemblea annuale in calendario giovedì a Francoforte. Un’assemblea che si preannuncia tutta in salita per i vertici della società anche alla luce del pressing dei due colossi del proxy advisor, Glass Lewis e Institutional Shareholder Services, secondo i quali gli investitori dovrebbero punire i top manager per la loro perfomance.

Nel mirino - riporta il Wall Street Journal - ci sono soprattutto il presidente Paul Achleitner e il co-presidente Garth Ritchie: proprio Achleitner e l’amministratore delegato Christian Sewing hanno scritto di recente a BlackRock e altri investitori chiedendo loro di sostenere il board all’assemblea. A pochi giorni dall’appuntamento arriva la gelata di Ubs. L’analista Daniele Brupbacher declassa Deutsche Bank a sell da neutral, rivedendo al ribasso anche il prezzo di riferimento a 5,70 dollari per azione. Le condizioni operative per Deutsche Bank resteranno difficili: all’istituto mancano opzioni strategiche e la sua divisione di banca di investimento per «ricavi sia in termini assoluti sia in termini relativi» spiega Ubs che ha tagliato anche le stime per l’utile per azione del 25% per il 2020, del 18% per il 2021 e del 12% per il 2022. «Con i prezzi dei titoli vicino ai minimi storici, gli spread e i cds elevati e una redditività» in calo «riteniamo che sia un’urgenza di agire» aggiunge Ubs.
Come se non bastasse Deutsche Bank è anche finita nuovamente nel mirino per i suoi rapporti con il presidente americano, Donald Trump. Il New York Times rivela che alcuni funzionari della banca nel 2016 e nel 2017 avevano raccomandato di denunciare alcune transazioni alle autorità ma sono stati respinti. Il tycoon in una serie di tweet bolla come “falsità” le ricostruzioni del quotidiano. Deutsche Bank si difende e respinge le accuse: «Abbiamo rafforzato i controlli negli ultimi anni e prendiamo molto seriamente le norme anti riciclaggio. L’allusione che qualcuno sia stato licenziato o assegnato» a compiti diversi «nel tentativo di reprimere timori su un cliente è categoricamente falso».

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