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Collaborazione Italia-Cina sui pattugliamenti

Milano - Tornano a Pechino i pattugliamenti congiunti tra le forze di polizia italiane e cinesi, il progetto che vede uniti i due Paesi in un’attività di pattugliamento nelle città orientali della Cina. L’obiettivo comune è quello di assistere i viaggiatori italiani in Cina e facilitare la comunicazione con le forze di polizia locali

Milano - Tornano a Pechino i pattugliamenti congiunti tra le forze di polizia italiane e cinesi, il progetto che vede uniti i due Paesi in un’attività di pattugliamento nelle città orientali della Cina. L’obiettivo comune, fanno sapere dalla Polizia di Stato, è quello di assistere i viaggiatori italiani in Cina e facilitare la comunicazione con le forze di polizia locali in caso di necessità.

L’iniziativa è alla sua terza edizione in Cina con una collaborazione che ha contribuito ad accrescere sicurezza e fiducia, scrive la polizia, se è vero che negli ultimi due anni il numero dei visti italiani per la Cina è cresciuto del 18%, e anche nel 2019 i dati parlano di un incremento del 16% se confrontati con lo stesso periodo dell’anno scorso. I servizi coinvolgeranno personale della polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri, che insieme agli operatori della polizia cinese, pattuglieranno congiuntamente quattro città della Repubblica popolare: Pechino, Shanghai, Chongqing e Guangzhou, mete turistiche per decine di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo.

Il programma è stato presentato oggi a Pechino, con gli inni nazionali suonati dalla banda della polizia locale, nel corso di una cerimonia organizzata dal ministero della Pubblica sicurezza, alla presenza dell’ambasciatore italiano Ettore Sequi e del vice capo della polizia, vice direttore generale della pubblica sicurezza, prefetto Vittorio Rizzi. L’ambasciatore Sequi ha affermato: «I pattugliamenti congiunti sono un ottimo esempio della cooperazione tra i nostri due Paesi. Negli ultimi tre anni pattugliatori italiani e cinesi hanno contribuito a rafforzare la collaborazione nel settore della pubblica sicurezza e ad aumentare i flussi turistici nei due Paesi. Anche grazie a iniziative come questa l’ Italia si è affermata quale prima destinazione turistica nell’Unione europea dei viaggiatori cinesi. Si tratta di un risultato che vogliamo consolidare soprattutto in vista dellanno bilaterale della Cultura e del Turismo che celebreremo nel 2020». Soddisfazione nelle parole del prefetto Rizzi: «Consolidare l’alleanza Italia- Cina in materia di sicurezza anche attraverso i pattugliamenti congiunti nei nostri Paesi rappresenta una priorità per contrastare le minacce criminali, che oggi non hanno confini, e accrescere la fiducia necessaria per elevare gli standard culturali ed economici. I nostri poliziotti e carabinieri lavoreranno con i colleghi cinesi, e al rientro, se non scriveranno “Il Milione” di Marco Polo, porteranno a casa un’esperienza professionale e umana straordinaria». Negli anni scorsi anche in Italia sono stati accolti gli operatori della polizia cinese, che insieme alle forze di polizia italiane hanno effettuato pattugliamenti nella città di Roma, Milano, Firenze, Venezia e Prato.

Per rafforzare lo scambio di informazioni e di reciproca fiducia saranno alcuni degli stessi operatori che hanno già lavorato in Italia a raggiungere quest’anno i colleghi cinesi nelle quattro città interessate dai pattugliamenti, così da proseguire il rapporto professionale e umano.

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