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Assise Abi, il convitato di pietra è Carige / RETROSCENA

Milano -Molto degli interventi di Patuelli e Visco, ieri all’assemblea dell’Abi, ruotava sul problema dei salvataggi. Tra la platea di Palazzo Mezzanotte c’era il gotha della finanza italiana. Mancava, e l’assenza è stata notata, la terna commissariale di Carige, alle prese con i trentini di Cassa Centrale

Milano -Molto degli interventi di Patuelli e Visco, ieri all’assemblea dell’Abi, ruotava sul problema dei salvataggi. Tra la platea di Palazzo Mezzanotte, dietro a Mattarella, Conte e Tria, c’era il gotha della finanza italiana. Mancava, e l’assenza è stata notata, la terna commissariale di Carige.

Nessuno sgarbo istituzionale: Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener erano alle prese con uno dei numerosi incontri che hanno scandito la settimana, perché si avvicina il 25 luglio, data entro cui la Bce vuole sul tavolo un’offerta vincolante per l’istituto ligure - c’è forse l’ipotesi di una proroga fino al 30, ma ormai Francoforte è intenzionata a chiudere il dossier, con una soluzione o la liquidazione.

I tre, secondo quanto si diceva tra i marmi della Borsa, sarebbero stati a un incontro, insieme al Fondo Interbancario, con Cassa Centrale Banca, l’istituto cooperativo di Trento interessato a partecipare all’aumento di capitale, con una quota che secondo le ultime stime dovrebbe aggirarsi sui 70-80 milioni di euro.

Le diverse riunioni che stanno affrontando i commissari servono a cementare le basi del rafforzamento patrimoniale: la cornice è costituita da 700 milioni cui dovrebbe aggiungersi la sottoscrizione di un bond subordinato da circa 200 milioni da parte di due istituti finanziari controllati dal ministero dell’Economia - Credito Sportivo e Mediocredito Centrale - ma sarà la prossima settimana quella in cui si stringeranno i bulloni dell’impalcatura, come confermava il presidente del Fitd, Salvatore Maccarone, entrando all’assemblea: lunedì proprio il Fitd convocherà il consiglio di gestione, per fissare l’assemblea che dovrà convertire in azioni il bond Carige sottoscritto dallo Schema volontario: sin qui la cifra più solida dell’aumento, 320 milioni di euro. Dagli attuali azionisti (in primis Malacalza Investimenti) ci si attende un impegno sui 100 milioni.

Il Fondo interbancario potrebbe sottoscrivere una quota fino a 200 milioni, ma oltre a Cassa Centrale si stanno cercando altri soggetti interessati a intervenire: più saranno, meno sarà l’impegno del Fitd. Così negli ultimi giorni sono ripresi a circolare nomi e ipotesi.

C’è chi scommette sul fondo Apollo, che a fine giugno aveva presentato e poi rilanciato una proposta in autonomia, ora forse destinata a convergere in quest’ultimo rafforzamento di capitale coordinato da commissari e Fitd.

Del resto, è stato fatto notare, la dura presa di posizione di Vittorio Malacalza nei confronti della prima offerta Apollo (l’impegno del fondo di 120 milioni sulla banca, sottolineava l’imprenditore, corrispondeva alla penale chiesta a Carige per chiudere la partita sulla cessione della assicurazioni Amissima) fu a titolo personale, mentre su questo tema Malacalza Investimenti (controllata dai figli Mattia e Davide, ieri all’Abi) non si è mai espressa. Si parla pure della presenza di un’altra banca a fianco di Cassa Centrale. Rumors: nel catino assolato di Piazza Affari i top bankers tirano dritto e non commentano, lasciando aperte dietro di loro tutte le ipotesi sin qui circolate. «Stiamo facendo quello che avevamo detto - taglia corto Maccarone, dando per probabile, non certa, la partecipazione di Cassa Centrale alla partita -. Non sappiamo ancorale le dimensioni esatte dell’aumento di capitale, lo stiamo definendo» aggiunge il presidente del Fitd, che tra l’altro sull’esattezza del termine del 25 luglio per definire il piano di salvataggio commenta: «Così pare».

Dagli interventi di Visco e Patuelli, passando per rumors, assenze e silenzi, ieri il tema Carige era nell’aria, come ha notato a margine il segretario della Uilca, Massimo Masi, «insieme a quello di Mps. Sono i due grossi problemi del momento. Una soluzione va trovata al più presto». —

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