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Processo Carige da rifare, Berneschi: «Chiederò i danni»

Genova - «C’è ancora un procedimento a Milano da affrontare, ma una cosa posso dirla fin d’ora: chiederò milioni di euro di risarcimento alla giustizia per quello che ho passato con la mia famiglia, per tutta la sofferenza che abbiamo sopportato».

Genova - «C’è ancora un procedimento a Milano da affrontare, ma una cosa posso dirla fin d’ora: chiederò milioni di euro di risarcimento alla giustizia per quello che ho passato con la mia famiglia, per tutta la sofferenza che abbiamo sopportato». Lo dichiara l’ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi in un’intervista al Secolo XIX. Ieri sera i giudici della Cassazione ieri hanno annullato tutte le condanne nel filone principale delle inchieste che nel 2014 portarono all’arresto del banchiere e di alcuni ex manager della cassa di risparmio, dichiarando l’incompetenza territoriale di Genova e ordinando la trasmissione degli atti a Milano. «È ancora prematuro, il processo non è terminato - aggiunge -. Mi aspetto innanzitutto che cadano i sequestri e che mi venga restituito ciò che mi è stato tolto. Poi, se tutto finirà, come mi auguro, allora chiederò il conto alla giustizia per tutto ciò che ho sofferto». «Avevo nove milioni di correntisti, adesso la gente mi insulta e mi sputa per strada. Come mi sento? Ho un grande sonno, un sonno che avevo perso improvvisamente a partire dal 2014», dichiara Berneschi.

«Quando il mio avvocato mi ha comunicato la notizia, ho pensato solo a questo: finalmente questa notte dormirò». Berneschi spiega di aver vissuto negli ultimi a casa «come un recluso». «Appena esco incontro qualcuno che mi accusa di essere un ladro», racconta. «Talvolta mi capita di pensarci: tutti i principali progetti avviati a Genova negli ultimi anni li ho finanziati io. Invece mi hanno trattato come un delinquente comune». Nella lunga intervista il banchiere commenta anche gli ultimi sviluppi in Carige: «Ho piena fiducia nei commissari - dice -, sono persone competenti che conosco bene. Ma basta vedere quanto valeva l’istituto e in che situazione versa oggi per circoscrivere il disastro. Mi dispiace molto per Vittorio Malacalza, per tutti i soldi che ci ha rimesso in questi anni».

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