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Maxi commessa per Ansaldo Energia

Genova - Ansaldo Energia rialza la testa e dopo oltre un anno di difficoltà torna a incassare una grande commessa. Con la Sociètè Tunisienne de l’Èlecriticitè et du Gaz, l’azienda genovese controllata da Cdp (60%) e partecipata da Shanghai Electric (40%) ha siglato un contratto da 240 milioni

Genova - Ansaldo Energia rialza la testa e dopo oltre un anno di difficoltà torna a incassare una grande commessa. Con la Sociètè Tunisienne de l’Èlecriticitè et du Gaz, l’azienda genovese controllata da Cdp (60%) e partecipata da Shanghai Electric (40%) ha siglato un contratto da 240 milioni per la costruzione di un impianto chiavi in mano a Mornaguia, a sud ovest di Tunisi: è una centrale termoelettrica a gas a ciclo aperto, potenza installata di 625 megawatt, con relativo contratto di service a lungo termine di manutenzione e assistenza. Più che una boccata, una bombola di ossigeno per il produttore di turbine recentemente costretto a ricorrere ai contratti di solidarietà a causa dei carichi di lavoro insufficienti a impiegare tutti i 2.100 addetti di Genova (4.400 i dipendenti complessivi del gruppo).

A questo primo risultato incassato, Ansaldo Energia affianca la fiducia riposta in diverse offerte presentate in giro per il mondo e, in vista dell’atteso risveglio l’anno prossimo, l’intenzione di tornare sul mercato italiano in grande stile, con la tecnologia acquisita da Alstom, le turbine di ultima generazione.

«Se non siamo al giro di boa, questa commessa è una prima sterzata. Ringrazio il governo per il supporto all’industria italiana», riflette Giuseppe Zampini, storico ad che ha ripreso le redini dell’azienda dopo l’uscita di Filippo Abba’. Zampini parla di ordine «psicologicamente importante anche se non risolutivo» e al Secolo XIX annuncia che presto potrebbero arrivare altre buone notizie, a fronte della molta carne messa al fuoco: «Abbiamo diverse offerte in ballo. In Italia speriamo di chiudere con Terna (generatori), abbiamo poi fatto offerte in Inghilterra e in Libano. Siamo molto impegnati su questi obiettivi, la struttura sta rispondendo positivamente».

Discorso a parte va riservato alle turbine di ultima generazione ex Alstom, potenti, ad alta efficienza, più difficili da vendere: «Contiamo di chiudere un ordine in Cina e abbiamo altre tre offerte, tra cui la Grecia. Può darsi che arrivi pure l’Italia l’anno prossimo». A fronte del piano nazionale di dismissione di vecchi impianti al 2022, gli operatori stanno pensando alla costruzione di «uno o due impianti ad alta efficienza». «Partire nel 2019 significa avere l’impianto pronto nel 2022. Noi siamo pronti, stiamo lavorando in questa direzione». Enel? «Sì, ma non solo», risponde l’ad.

Con il nuovo impianto appena venduto in Tunisia, Ansaldo Energia salirà al 30% della capacità installata in quel Paese. La quota di mercato media della società è del 10-11%. Nel 2008, quando in Italia si costruivano centrali, Ansaldo aveva il 60% del mercato.

L’impianto di Mornaguia sarà equipaggiato da due turbine a gas modello AE94.3A più relativi generatori e sistemi ausiliari realizzati negli stabilimenti di Genova Campi, Fegino e Cornigliano: i prodotti saranno imbarcati dalle banchine dell’Ilva e non più da Massa Carrara. I lavori dureranno ventidue mesi.

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