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Messico, esplode oleodotto: almeno 66 i morti

Città del Messico - Il bilancio dell’esplosione di un oleodotto nello Stato messicano di Hidalgo è salito a 66 morti e 76 feriti.

Città del Messico - Una violenta esplosione in Messico, vicino ad un oleodotto danneggiato da trafficanti di carburante senza scrupoli, ha prodotto la notte scorsa uno spaventoso incendio che, secondo un bilancio ancora provvisorio, ha causato la morte di 66 persone ed il ferimento di altre 76 ricoverate con gravi ustioni in prognosi riservata. Teatro della tragedia è stata la località rurale di San Primitivo, nel municipio di Tlahuelilpan dello Stato di Hidalgo, dove la rottura, quasi certamente provocata da una banda di ladri di carburante, di una conduttura dell’oleodotto Tuxpan-Tula, ha provocato la fuoriuscita di benzina, in quantità tale da formare una specie di lago artificiale. Qui si è immediatamente raccolto un migliaio di residenti della zona che hanno facilmente avuto il sopravvento sui 25 uomini della sicurezza che inutilmente hanno cercato di impedirne l’ingresso nel luogo dell’incidente.

Con ogni tipo di recipiente, uomini, donne e bambini, questo «esercito di disperati», come li ha chiamati una radio locale, si è lanciato a raccogliere il carburante, con il proposito di utilizzarlo in casa propria e magari rivenderlo clandestinamente. Per un paio d’ore l’accaduto si è trasformato in una surreale festa, con la gente che allegramente, come se si trovasse in vacanza su un bagnasciuga marino, si rincorreva per lanciarsi il pericoloso liquido. Ma all’improvviso è stato l’orrore. Quando ormai il sole era tramontato, è avvenuta una potente esplosione da cui si è sprigionata una enorme onda di fuoco che non ha lasciato via di scampo a quanti si erano attardati vicino all’oleodotto. Immagini riprese con telecamere dei media nel frattempo giunti sul posto hanno immortalato le proporzioni della tragedia, registrando le terribili grida di disperazione di decine di persone che, come torce umane avvolte nelle fiamme correvano nella notte verso la loro morte.

L’incidente, il più grave da molti anni, è avvenuto alcune settimane dopo l’annuncio, da parte del presidente Andrès Manuel Lopez Obrador, di una campagna contro le bande di trafficanti che, in tutto il Paese, perforano gli oleodotti per prelevare carburante da rivendere clandestinamente.
Le misure draconiane di sospensione dell’attività degli oleodotti disposta dal governo ogni volta che ne venga segnalato un danneggiamento, ha anche causato una emergenza nazionale, con una decina di Stati, fra cui la capitale, costretti a razionare l’erogazione di combustibile nelle stazioni di servizio.

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