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Autonomia, la Liguria vara il comitato tecnico

Genova - Tra la legge delega invocata dal veneto Luca Zaia e l’ intesa globale prospettata da Roberto Calderoli, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna scelgono una terza via per arrivare in tempi brevi all’approvazione dell’autonomia differenziata richiesta per gestire alcune materie

Genova - Tra la legge delega invocata dal veneto Luca Zaia e l’ intesa globale prospettata da Roberto Calderoli, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna scelgono una terza via per arrivare in tempi brevi all’approvazione dell’autonomia differenziata richiesta per gestire alcune materie individuate dalla Costituzione: ogni Regione procederà con singole intese bilaterali con lo Stato che dovranno poi essere approvate dal parlamento a maggioranza assoluta. È il patto di Montemarcello Magra dove, venerdì sera, Giovanni Toti, Attilio Fontana e Stefano Bonaccini si sono incontrati nel salotto di Liguria D’Autore per parlare di autonomia differenziata. A tarda notte, davanti ad un piatto di spaghetti, i tre governatori hanno pianificato la strategia comune che, entro la fine dell’anno, dovrebbe portarli a chiudere le trattative con lo Stato.

Emilia Romagna (la prima a firmare l’accordo preliminare con il governo per avere maggiore autonomia), Lombardia e Veneto avevano già avviato l’iter con il vecchio governo. Liguria e Piemonte, a ruota, prima della fine della scorsa legislatura avevano depositato gli atti. Ora con il governo legastellato i governatori vanno all'incasso, ma non sono completamente d’accordo sull’iter da seguire. Zaia, ad esempio, per accelerare i tempi vorrebbe una legge delega; Fontana, durante il dibattito pubblico a Montemarcello, tra il serio e il faceto non ha rinunciato a pungere: «Non mi fido di nessun governo romano».

Sulla via dell’autonomia differenziata la Liguria nei giorni scorsi si è dotata di un comitato scientifico di esperti per formulare la proposta ligure. Sarà composto da Lorenzo Cuocolo, titolare della cattedra di Diritto pubblico alla Bocconi; da Gabriella Laiolo, direttore degli affari legislativi e legali della Regione; da Iacopo Avegno, vice direttore alla Presidenza e Informatica; da Paolo Emilio Signorini; da un esperto di ogni assessorato coinvolto. Mentre il referente politico sarà la vice presidente della Regione, la leghista Sonia Viale. La Liguria seguirà il solco di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto per quanto riguarda gli argomenti comuni (ambiente, salute, scuola e lavoro), mentre su logistica e portualità, la materia di punta, entro settembre varerà il documento delle proposte da presentare al governo. In embrione: deviare sulla Liguria un po’ del fiume di soldi, circa 8 miliardi all’anno, generati dai porti liguri.

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