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Cavo Dragone alla guida della Marina militare

Roma - La nomina è arrivata mercoledì sera,alla fine del Consiglio dei ministri. Quando mancavano appena 40 ore alla cerimonia di avvicendamento (fissata per oggi) tra il vecchio e il nuovo capo di Stato Maggiore della Marina

Roma - La nomina è arrivata mercoledì sera, alla fine del Consiglio dei ministri. Quando mancavano appena 40 ore alla cerimonia di avvicendamento (fissata per oggi) tra il vecchio e il nuovo capo di Stato Maggiore della Marina. A succedere a Valter Girardelli sarà l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, 62 anni, nato ad Arquata Scrivia e cresciuto a Novi Ligure. Un nuovo braccio di ferro tra Lega e Cinquestelle, è stato detto. La vittoria di Matteo Salvini sul ministro della Difesa, Elisabetta Trenta che avrebbe preferito Paolo Treu, ammiraglio che più volte è stato considerato il prescelto per la guida della Marina, sostenuto fino all’ultimo con tenacia. In realtà a mettere tutti d’accordo sarebbe stato il Colle.

Una discreta opera di moral suasion del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in qualità di comandante supremo delle Forze Armate avrebbe messo in campo tutto il proprio peso politico nella designazione del nuovo capo di Stato Maggiore, coagulando appoggi trasversali su una nomina che indica la volontà della Difesa di proseguire nel cammino del Libro Bianco definito dalle ultime amministrazioni, ma anche dal desiderio di aumentare la capacità del mondo militare italiano di operare in maniera interforze. Che poi è l’identikit di Cavo Dragone: nell’ultima fase della sua carriera l’ammiraglio di squadra ha avuto la gestione dei più delicati comandi interforze, quelli in cui Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri agiscono in un’unica struttura mettendo in comune uomini e risorse.

Cavo Dragone, che per molti in futuro potrebbe addirittura puntare all’incarico più prestigioso, il top, quello di capo di Stato Maggiore della Difesa, non era l’unica alternativa al candidato del ministro Trenta. Il blocco pentastellato premeva anche per un altro ammiraglio, Carlo Massagli, molto apprezzato a palazzo Chigi da alcuni uomini vicini al premier Giuseppe Conte. Massagli era già stato consigliere di Paolo Gentiloni e Matteo Renzi e ora del presidente del Consiglio giallo-verde. Per altri, sulla nomina potrebbe aver inciso oltre all’inedito asse tra Quirinale e Viminale, anche l’apprezzamento di Stati Uniti e Nato per Cavo Dragone, di cui conoscono perfettamente il profilo di pilota di aerei ed elicotteri, comandante della portaerei Garibaldi, comandante degli Incursori di Marina e, dell’Accademia navale e delle Forze speciali del Coi. Un curriculum di tutto rispetto, con molte missioni internazionali portate a termine, a cominciare da quella che lo ha visto impegnato in Libano nel 1982. Ieri mattina il nuovo capo di Stato maggiore è stato ricevuto dal presidente Mattarella. E con un lungo post sui social sono arrivate le congratulazioni del ministro Trenta: «Nella sua lunga carriera ha ricoperto prestigiosi incarichi dimostrando elevatissima professionalità e doti umane, abbinate ad una profonda conoscenza della forza armata della quale assumerà il comando». E anche di Roberta Pinotti (Pd), ex ministro della Difesa: «rinnoviamo la nostra stima e fiducia nei confronti delle nostre Forze Armate che operano con grandissima professionalità e massima dedizione nei contesti più difficili in difesa della sicurezza e dei valori democratici della nostra nazione».

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