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Da Ginevra a Pechino, Natale per due nel porto senza città

Da un Natale all’altro, si torna nella casella di partenza, tra il vuoto di una campagna elettorale permanente e assordante. Sotto l’alberello le slot machine della politica consociativa: incassa chi mette a profitto maggiore spregiudicatezza, furbizia, abilità nel far girare le carte e capacità di offrire soprattutto voti, non importa se bianchi, neri o sporchi. Incassa il Nord Est dell’effervescente governatrice Debora Serracchiani e dell’abile presidente Zeno D’agostino, fanno man bassa i porti del Sud strappati generosamente dal fallimento, si accoda il terminal di Vado nel quale i privati finora hanno scucito solo pochi centesimi, si accomodano società private con mansioni pubbliche come Ram.

Il problema per Genova, a questo punto, non è neppure più la calpestata leadership nazionale, quanto capire se grazie alla centralità operativa e strategica del terminal Vte-Psa il porto riuscirà a mantenere i traffici di oggi. Buoni per sopravvivere, non per crescere. Del resto l’immobilismo non paga e se non si investe almeno in manutenzione le banchine si sgretolano, i fanghi si accumulano sui fondali, i cantieri mai avviati verranno a costare più di un’opera realizzata. La burocrazia di Palazzo San Giorgio è da tempo il simbolo perverso di un’amministrazione a stipendio garantito che non muove foglia. Da oltre due anni è tutto fermo, la struttura blocca ogni intervento per paura di correre rischi o di incappare nelle ricorrenti verifiche contabili o giudiziarie che sembrano pianificate a tavolino. L’emergenza è la regola. Talune scelte davvero bizzarre: pare, infatti, che il ruolo di ingegnere capo, cioè della figura tecnica più importante dell’Autorità portuale, venga affidato ad un laureato in legge.

Ma c’è anche qualcosa di più impalpabile e incomprensibile nella governance dell’ente se è vero che, mentre Genova arranca tra qualche figuraccia, contemporaneamente tutti i lavori a Savona e Vado procedono spediti, si approvano varianti azzardate (come la sostituzione delle palificazioni con i cassoni), si cambiano in corsa i progetti, si dimentica casualmente che a Vado servirebbe anche una diga. Se fosse vero, come molti insinuano, che sia stata la Maersk a imporre l’accorpamento di Savona con Genova, certo avrebbe fatto un ottimo affare. E intanto la ricchezza è sempre più maldistribuita, il potere economico è sempre più concentrato nelle mani di pochi, il debito è pratica sistematica, il lavoro sui moli è incalzato dall’automazione, non esistono né ricambio generazionale né formazione adeguata. La società del male comune avanza senza un programma, senza aver chiarito quale rapporto c’è – se c’è – tra una visione di futuro e la scelta del gruppo leader, che sembrava individuato in Gianluigi Aponte e nella sua Msc.

Patto già congelato? Boicottato? Aponte ripiega su Calata Bettolo? E’ da attribuire a queste incertezze il robusto posizionamento di Msc nel porto di Voltri-Pra’? Forse non avrebbe cambiato Genova, ma certo il progetto di Aponte appariva davvero strategico, fondato sull’alleanza marittimo ferroviaria tra Msc, Mercitalia e Hupac, sostenuto da fondi internazionali e proiettato a lanciare un nuovo terminal a Sampierdarena verso il corridoio del Gottardo via Alessandria e Milano Smistamento. Genova e Milano trasformate in punti di raccolta del traffico portuale nazionale così ricondotto a sistema. Genova si sarebbe trovata per caso al centro di questo progetto ambizioso. Tra abili navigatori che non investono e non rischiano nulla, tra grilli parlanti e moralizzatori nei confronti di chi invece ha rischiato tanto e spesso perso molto, si muovono con abilità e strategie ben chiare anche i rappresentanti dello shipping cinese. Puntano a Voltri? In questo caso finirebbero per controllare Genova. Forse non accadrà niente, forse cambierà davvero tutto. Una cosa è sicura: Genova non c’è, i terminalisti locali si sono già venduti tutto, ci resta la Compagnia Unica aggrappata al salvagente. E le nuove regole le scriveranno a Pechino e Ginevra.

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Commenti inseriti: 691 — pagina 1 di 28

Spedito da: genova Pubblicato il: 01 aprile 2018 alle 09:26

marco

Purchè tutto non cambi per restare come prima.
Organo di regia dovrebbe essere il Comitato portuale inteso come punto di sintesi città porto e non come punto di composizione dei vari interessi. Organo di governo del cambiamento l'Autorità portuale capace d'infrangere le situazioni di monopolio con una deregulation regolata e non organo di esternazioni improvvisate del tipo il traghetto dove lo metto dove lo metto non si sa o di idee magari partorite in qualche caminetto (a Genova sono più attendibili le ribotte polceverasche).
E poi c'è il blu print, gli affreschi al Galata e Palazzo San Giorgio a far cornice museale come le nature morte al Louvre.
Francamente vedo troppe incrostazioni croniche, un circuito vizioso di interessi consociativi, di quelli all'O.d.g. nei caminetti, che solo persone di livello operanti fuori da questi schemi per un interesse, "Alto" si direbbe, sia a Genova che a Roma, possano intaccare.
Ma ce ne sono?
Al rituale del vecchio andazzo si ascrivono anche le recenti, non nuove, dichiarazioni di Mondini. Qualcuno faceva presente nel precedente post, provocatoriamente, a Sori e Pieve come location per i depositi.
Io aggiungerei Bogliasco viste le frequentazioni della cupola di Confindustria. Perché no, i tabù sono fatti per essere infranti, anche a Cornigliano e Sampierdarena una volta c'erano mare e spiagge.
Per quanto attiene l'agenzia del lavoro potrebbe essere un ottimo viatico per il cambiamento di un porto che si apre alla città, per dare opportunità di lavoro a tutti, sempre che non sia una boutade strumentale al realizzo di sfracelli occupazionali.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 31 marzo 2018 alle 21:46

Randazzo

@vigo
Certo, i depositi mettiamoli tra Sori e Pieve.
Bravo!

Spedito da: italia Pubblicato il: 31 marzo 2018 alle 18:22

gerry

lunedi 2 aprile il vertice dell'Autorita' Portuale di Napoli si rechera' a Miami. Oramai i vari saloni sono stati fatti,ma che significa. A riveder i vecchi amici a stelle e strisce e' sempre bello,specialmente se vanno a carico dell'utenza tutta.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 31 marzo 2018 alle 14:40

G. Merello

Leggendo l'esperienza diretta di Piero all'arrivo del volo inaugurale Manchester-Genova al Colombo si ha solo l'ennesima conferma di una struttura, che dovrebbe essere di grande importanza per Genova, in pessime mani, dalla dirigenza al personale...
Il commento del comandante dell'aereo, accolto da grande risata dei passeggeri, induce a chiedersi se esiste nel personale e nella dirigenza dell'aeroporto ancora un senso di dignità.
Naturalmente a parlare di privatizzazione si levano voci sdegnate e minacce di sciopero...

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 31 marzo 2018 alle 13:47

Enrico Vigo

L'UOVO DI PASQUA DI MONDINI (CONFINDUSTRIA) CON SORPRESA AVVELENATA.

Mondini vorrebbe il GAS-GLN per le navi a Ponente. La risposta è NO, "abbiamo già dato".

Buona Pasqua 2018 Timoniere e Ciurma.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 31 marzo 2018 alle 11:50

Mojo Hand


Comitato di gestione: complimenti a chi ha scritto e approvato queste leggi demenziali.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 marzo 2018 alle 19:16

Piero

Ieri ero sul volo inaugurale Manchester Genova, aereo praticamente pieno , un buon inizio per questa linea, arrivati a Genova siamo rimasti in attesa della scaletta per circa dieci minuti inspiegabilmente, il comandante all'arrivo della scaletta ha così' giustamente commentato: sorry for the dilay, in spite of being the only aircraft in the airport (vero aeroporto vuoto) it looks like we took them by surprise . Commento accolto con grande risata dai passeggeri
Non è la prima volta che all'arrivo o alla partenza dal Colombo succedono disguidi squalificanti tipo indicazioni ritiro bagagli su un nastro sbagliato, informazioni sui tabelloni errati, disorganizzazione su dirottamenti.
Io ho fatto il comandante sui traghetti passeggeri per 25 anni e vi posso garantire che errori del genere li avrei pagati se reiterati
Un consiglio al presidente Odone, una macchinetta per comprare i biglietti ferroviari e' insufficiente, ieri i passeggeri in coda per l'acquisto di suddetti biglietti erano molto seccati
Il Colombo può essere un aeroporto di alto livello ma non lo è a causa di queste deficienze inspiegabili visto anche lo scarso traffico

Spedito da: genova Pubblicato il: 30 marzo 2018 alle 18:34

marco

Premesso che il diritto di sciopero è sacro ma non le modalità, i giorni di blocco del traffico non hanno danneggiato solo la comunità portuale ma moltissimi altri lavoratori e cittadini comuni. Un danno silente difficile da quantificare e che non emerge solo per l'impossibilità o l'incapacità di questo anonimato diffuso di farsi sentire.
Sarà rassegnazione, sarà l'ineluttabilità del fato. Sia ben chiaro che bloccare i varchi non è bloccare le strade anche se il risultato per Genova è lo stesso. Ricordo tanti anni fa che ebbi la casualità di assistere ad un blocco dell'Aurelia da parte dei lavoratori della Fit Ferrotubi di Sestri Levante, con i quali solidarizzavo da esterno, Arrivò la polizia con le autoblindo e forzò lo sgombero nonostante la presenza di un boxeur di fama mondiale tra le fila dei manifestanti.
Quante dittarelle vanno in crisi ed i lavoratori finiscono in mobilità quasi in silenzio forse perché non hanno strade importanti da bloccare o semplicemente per paura di essere sgomberati. Sono curiose queste difformità per situazioni analoghe, eppure accade e la morale che se ne trae è che taluno può farlo e tal altro no, taluno può farlo di più e tal altro di meno. Lo si dicesse chiaramente almeno senza ipocrisie come nella canzone vengo anch'io no tu no. Non riesco a trovare un'altra chiosa meno amara. Per dirla alla Totò è solo la livella che ci rende eguali.

Spedito da: Viterbo Pubblicato il: 30 marzo 2018 alle 18:01

Dudù

Mentre la ciurma si scanna il porto di Spezia si svuota.
Bravi tutti

Spedito da: italia Pubblicato il: 30 marzo 2018 alle 12:52

gerry

CRISCUOLO da Salerno CI SEI ?

Spedito da: italia Pubblicato il: 30 marzo 2018 alle 11:08

Bruno Marelli

Pietro Chiesa/camalli
Scusate, la butto lì, ma non potrebbe essere che i 28 soci della Pietro Chiesa vengono assorbiti e entrano in Culmv però vanno a libro paga dei due o tre terminalisti che li avrebbero assunti? Mi sembra una soluzione ragionevole che non pregiudica i conti di nessuno...

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 19:07

gerry

Ho avuto modo di leggere che uno dei quattro che amministrano i nuovi enti portuali, non possono avere questo''piacere''subito perche' devono passare 3 anni tre anni dalla carica pubblica. Ebbene ho constatato che l'ex sindacalista Criscuolo ha lasciato la carica di presidente della novella Stazione Marittima di Salerno per entrare nella stanza dei bottoni di Napoli e Salerno. Si e' messo alla fine del 2017. Vi chiedo ci fa o...lo e' ?

Spedito da: Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 18:21

giorgio.carozzi

@giachino, vigo & c.
In una città normale e in un porto moderno, riformato e riformatore, il problema della Pietro Chiesa sarebbe stato risolto positivamente già due o tre mesi fa. Da chi è deputato a farlo e per questo profumatamente pagato: la struttura dirigenziale di vertice di Palazzo San Giorgio. Portare per la milionesima volta simili casi sui tavoli del Prefetto, significa riconoscere la propria inadeguatezza e ammettere pubblicamente che a Genova non esiste altra strada percorribile che quella dei caminetti (mi pare che adesso si dica così, no...?!?).

Spedito da: italia Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 18:11

Mino Giachino

BLOCCO PORTO DI SAMPIERDARENA (PIETRO CHIESA).

Vigo ha ragione da vendere.
Se anche il sindacato perde il senso dello Stato e il riferimento al “bene comune” e non capisce che è da irresponsabili bloccare per il secondo giorno il primo porto d’Italia, siamo messi male. Il lavoro si difende favorendo lo sviluppo e la crescita.
Sono stupito che in Prefettura non si sia capito già lunedì sera cosa stava per succedere. Convocare le parti solo dopo che è stato bloccato il porto non è il massimo.
Ruolo del Governo e’ prevenire, garantendo il funzionamento della economia, il bene supremo del Paese.
Morale : Genova e’ una gran bella Città con grandi potenzialità , a partire dal porto, ma mi pare che non sappia difenderle bene.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 17:53

G. Merello

GENOVA, IL PORTO DEL FUTURO e...I GUAI PRESENTI

- Si legge sul Secolo XIX odierno dell'incontro di ieri in Regione presenti oltre a Toti e Signorini i vertici del consorzio che gestirà Bettolo, ossia Aponte/MSC e Schenone/GIP. Pare che presto si firmerà la concessione per Bettolo, dopo che i due soci avranno limato le ultime divergenze sul relativo layout del terminal.
Ma la prossima settimana è prevista a Copenaghen la simulazione dell'accosto a Bettolo (con l'attuale diga) di una portacontainer da 14.000 teu. Il problema, data la larghezza di tale tipo di nave, è quanto resta per il passaggio di altre navi al bacino di Sampierdarena, in attesa della nuova diga spostata a mare e con nuovo sbocco a Ponente, evento storico che darà respiro e nuove prospettive all'intero bacino!
Ma collegato a quanto sopra c'è pure l'allungamento della concessione al Sech...
Parliamo di scelte strategiche che richiedono conoscenze e lungimiranza a Signorini & AdsP sul PORTO DEL FUTURO, con relativo Nuovo Piano Regolatore. Perchè l'attuale (madornale!) crisi dei terminal crociere di Ponte dei Mille e Andrea Doria, se non si vuole rinunciare alle meganavi sempre più dominanti, non sarà risolta neppure con l'urgente (!) risanamento delle relative banchine. Resta la carenza di lunghe banchine e spazi di manovra nel porto storico: anche la "favola" Ponte Parodi potrà ospitare solo una nave di medie dimensioni, mentre le banchine di P. Colombo e Assereto sono profilate solo per traghetti. Unica banchina di lunghezza e accessibilità adeguate per grandi navi da crociera resterebbe calata Sanità, di cui è previsto il prolungamento di concessione...per quanti anni?
Infine: svanisce la possibilità (in passato esaminata) di trasformare il Colombo (+ zone Ilva?) da aeroporto in mega-zona portuale, dopo la decisione (soppesata?) di interrare il canale di calma con lo smarino del ribaltamento Fincantieri.
- Pienamente d'accordo con il post di stamane di Vigo. La Pietro Chiesa, compagnia storica condannata all'estinzione dalla scomparsa delle rinfuse solide, merita tutte le difese. E credo che tutti gli ex soci resteranno in porto a lavorare, pur con uno "spezzatino". Però la CGIL non parli di solo "disagio" procurato, con un blocco che ha messo in ginocchio un porto e una città!
- Infine, da semplice cittadino, spero su questo blog di leggere commenti rivolti più agli interessi concreti di una città in crisi che al tirasegno velenoso sempre sugli stessi personaggi.
Scopo finale quale, il "tanto peggio tanto meglio"?

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 17:12

Enrico Vigo

PIANO CULMV ENTRO GIUGNO 2018 CHE INGLOBI LA C.IA "PIETRO CHIESA"

Questa probabilmente è la soluzione che accontenta tutti e che da sempre auspico, nella speranza che non debbano continuare atti inconsulti del blocco del porto e della città.

Nel frattempo da Roma ci si auguri arrivino buone notizie da M5S (DI MAIO) e LEGA & CDX (SALVINI) per una radicale revisione della Legge Fornero, su cui oramai converge una fetta robusta delle forze politiche che hanno vinto le elezioni.

Allegerire le Compagnie Portuali (oltre a Genova penso anche alle vertenze di Taranto, Cagliari e Gioia Tauro) e i Terminal degli ultra sessantenni, incoscientemente persino esclusi da una prima insufficiente e pavida revisione della legge Fornero dalla lista delle professioni usuranti, servirà a fare meglio i conti che si preannunciano complessi.

Non sarà facile trovare il punto di equilibrio Compagnie-Terminalisti, il nuovo governo dovrà muoversi in fretta in questa direzione, i focolai di tensione vanno sopiti in fretta, la ripresa economica va sostenuta, bisogna far correre il sistema italia, diminuire il tasso di disoccupazione sopratutto dei giovani, ed il porto deve poter lavorare in pienna serenità e macinare nuovi records di traffico.

Anche la città di Genova se ne gioverà, in tutti i sensi.

Spedito da: Darsena delle Galee - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 11:14

Paceco

NUOVO ESPOSTO CONTRO LE RIPARAZIONI NAVALI

Un caro saluto al Timoniere e alla Ciurma
Continua l'accanimento contro i lavoratori delle Riparazioni Navali da parte degli abitanti di Carignano, Yacht Club, circoli nautici vari ed eventuali, arricchiti con la barchetta sotto casa, pseudo ambientalisti con le tasche piene e il sedere al caldo comunemente associati per la loro putrida causa nel famigerato Comitato Porto Aperto (Chiuso)
Nascondendosi dietro al dito di un "disastro ambientale" tentano un nuovo colpo di mano per imporre misure restrittive all'attività dei bacini di carenaggio
A loro non importa nulla delle 2000 (DUEMILA) famiglie che mangiano grazie alle navi in riparazione e alla poca industria d'eccellenza rimasta a Genova
Non intendono perseguire un iter graduale e concordato che porti alla (GIUSTA E SACROSANTA) riduzione delle emissioni, attraverso, ad esempio, la progressiva copertura dei bacini di carenaggio
No, loro vogliono imporre la chiusura, eliminare ogni ipotesi di sviluppo, rimuovere le gru e possibilmente ottenere un bell'incremento nel valore dei loro immobili senza cercare alcun compromesso (do ut des)
Propongono misure totalmente e platealmente irrealizzabili, come lo spostamento su fantasiose isole al largo delle aree di lavorazione ben consapevoli che simili puerili idee siano evidentemente destinate a rimanere nel libro dei sogni
Forse costoro non hanno capito che ad essere fuori posto sono loro e i loro esposti, le isole sì, a spese loro, ma affinchè vi si possano trasferire con le loro barchette e la smettano di ammorbare i lavoratori e la città con i loro piagnistei e le loro fisime classiste
Questi schifosi mezzucci, queste prese di posizione oltranziste e snob non sono solo un insulto ai Lavoratori, al Porto e alla Città in declino, ma anche agli abitanti di Prà, Palmaro, Sampierdarena, Cornigliano, Borzoli, Fegino, Campasso e altri quartieri ancora che per DAVVERO sopportano e hanno sopportato le vere servitù che i borghesi plutocrati di Levante non hanno mai conosciuto ne conosceranno mai, comodamente seduti a prendere il sole alle mura delle cappuccine o negli austeri viali alberati ottocenteschi
Comitato Porto Chiuso, la Città si ricorderà anche di voi

Spedito da: VeraCroce - Home Port Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 10:22

El Makiko

Incontro MSC (con al seguito avvocati) e Istituzioni:

Certo ai più non è sfuggita l'assenza del solitamente presenzialista marito di Raffaella Paita all'incontro suddetto (ciao core). Per il resto non c'è nulla da aggiungere alle sempre accurate osservazioni di Matt se non un certo stupore per l'indefessa fiducia di Signorini (e quindi anche di Toti e Rixi), sia per le promesse di investimento che soprattutto per la tenuta giuridica dei disegni svizzeri sula Liguria (e non solo).
I partecipanti all'incontro sembrano traboccare di ottimismo stando a quanto scrive qualcuno, ma una pioggia di ricorsi potrebbe incombere su qualunque azione messa in campo dal gruppo. Pensate che fra autorevoli marittimisti c'è addirittura chi sostiene che la scelta di ricorrere al TAR possa ritorcersi contro ai ricorrenti. Mah, vedremo come andrà a finire, di certo si nota una grave sottovalutazione da parte delle Istituzioni liguri della censura da parte di ANAC, al netto del commento del Presidente Toti che ha definito semplicemente "una scelta imprudente" (io l'avrei definita contro la legge, come afferma Cantone del resto) l'assunzione in MSC del marito dell'On. Paita.
Torno infine a ripetere un'antica domanda rimasta sempre inevasa: "ma non sarà la promessa dell'investimento essa stessa l'investimento?"

Un caro saluto e buona navigazione,

El Makiko

Spedito da: Milano Pubblicato il: 29 marzo 2018 alle 06:28

Enrico Vigo

Non accetto le scuse di Ascheri CGIL per il blocco di ieri del porto da parte della Compagnia Pietro Chiesa.

La giusta protesta dei portuali è andata troppo oltre, bloccando Sampierdarena con estensione fino a Voltri, Bolzaneto ed il centro, facendo un danno enorme spropositato alla città, a tanti lavoratori, alle imprese che gravitano attorno al porto.

Per quanto abbia naturale simpatia per il lavoro portuale ed i suoi problemi, mi spiace, questa volta si è andati oltre il consentito. Si configura una interruzione di pubblico servizio gravissima con pesanti ripercussioni sulla città.

Se ogni vertenza aziendale dovesse seguire le stesse modalità di articolazione, con eccessi che vanno oltre lo sciopero saremmo di fronte ad un blocco continuo della vita sociale della nostra comunità.

Genova è una città fragilissima, con poco si rischiano fanno enormi con ripercussioni sia sulla vita della città che sui bilanci Delle aziende.

Penso inoltre alle centinaia di autisti servi della gleba del 2000 costretti per ore nel disagio a stazionare sui loro camion nel disagio totale come è facilmente immaginabile.

Meraviglia che per fatti di tale portata, intollerabili, le autorità non convochiamo i responsabili per ammonirli come si meritano, affinché certi atti sconsiderato non si ripetano atti inconsulti di tale entità, riportando la giusta protesta entro gli ambiti della decenza, l'unica strada per ottenere solidarietà.

Scuse respinte, Ascheri, e con sdegno per una azione perpetrata da irresponsabili.

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 28 marzo 2018 alle 18:31

Matt

Incontro MSC (assistita dagli avvocati) e Istituzioni

Oggi come previsto ha avuto luogo l'incontro in Regione tra MSC rappresentata dal Com. Aponte e da Zuccarino ed i vertici di Regione, il Presidente Toti e l'assessore Rixi, (ma non doveva essere a Roma in Parlamento o oggi fanno festa?), il Sindaco Bucci e il Presidente dell'AdSP Signorini.
Foto sorridenti e visi distesi, tranne quello dell'Avv. Alberto Rossi, evidentemente teso, d'altronde la sua lunga esperienza nelle cose di porto, nata negli anni '90 nello Studio Conte Giacomini, gli consentirà di apprezzare la gravità della situazione .
C'era anche l'Avv. Cocchi con lo storico cliente Schenone in rappresentanza dei fondi che hanno acquistato SECH.
Mancava il Responsabile dei rapporti istituzionali di MSC, Merlo, che in quest'occasione avrebbe dovuto, secondo incarico e logica, accompagnare e supportare il suo Capo.
La questione della incapacità a contrarre con la AdSP di MSC per tre anni suscita preoccupazioni se una delegazione di MSC si fa accompagnare da avvocati ad un incontro istituzionale.
Signorini se la ride anche se la situazione è tutt'altro che ilare, chissà se darà retta agli avvocati presenti, fieri sostenitori dell'ingiustizia subita e pronti al ricorso al TAR basato più sulla semantica che sulla sostanza, e proseguirà imperterrito nonostante la pronuncia di ANAC.
Il rischio è evidente a chiunque abbia sostenuto l'esame di diritto penale.
Vedremo se i comunicati stampa riporteranno fedelmente quello che è avvenuto.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 28 marzo 2018 alle 14:10

Dottor Mabuse

......chiamo subito la Finanza, che domande.
Se uno non ha il gozzo.....Lunigiana che si mangia bene oppure una bella tavolata in famiglia con bimbi, parenti e le uova.
Comunque Giorgio auguratevi di non incontrarlo mai uno così, abbiamo tutti dei figli e bisognerebbe augurarsi che mai cadano nelle grinfie di "imprenditori" del genere.



Amen

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 marzo 2018 alle 12:19

Gancio

@Lapadula
Siete sicuri dell’impegno della A.P. a risolvere il problema della autoproduzione? Il Presidente di Palermo ha aderito ad Alis, associazione di proprietà di Grimaldi. Grimaldi opera in autoproduzione?

Spedito da: Pubblicato il: 28 marzo 2018 alle 11:48

giorgio.carozzi

@doc
...e per la camporella come la mettiamo se uno non ha il gozzo??? A proposito, che succede se oggi ti capita di incrociare mr. Aponte???

Spedito da: Janua Pubblicato il: 28 marzo 2018 alle 10:42

Dottor Mabuse

Timoniere che domande! Se Giove Pluvio ci sarà clemente e Nettuno favorevole, fatti i dovuti olocausti a base di agnello o fritto misto, ci attende il gozzo tigullino, già tirato a lucido.
Le feste vanno santificate come da legge dello Stato.

Spedito da: Pubblicato il: 28 marzo 2018 alle 08:20

giorgio.carozzi

@lapadula
da quelle parti storicamente gli armatori se ne fottono delle regole. e se potessero il loro sistema lo avrebbero già esportato anche nei due o tre maggiori porti del nord...

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