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SOS ai Re Magi: abbattete i muri per regalarci la Stella

La mediocrità, appagata dal mercato ed esaltata dalla politica, occupa oggi tutti gli spazi possibili. Non solo la merce cambia di segno e di valore, ma anche il pensiero, i sentimenti e le persone. Sottrarsi al massacro dell’originalità, che è ormai nevrosi, impone di non subire le idee correnti, unico tangibile segno di salute mentale. Contribuire ad abbattere i muri è una terapia d’urto. Tanto quanto aggredire senza conformismi la Genova che considera da decenni il porto un bancomat, una preda da spennare, un optional simbolico da manovrare ad uso e consumo dei comitati d’affari padronali e operai. Arroganti e cinici. Gente vecchia, priva di ideali e di passioni, indulgente solo con se stessa solo quando lucida di nascosto i dobloni nei forzieri di famiglia o di casta. Feroci tribù che si contrappongono ai fermenti innovativi e alla generosità di molti.

Niente di meglio, allora, di un Natale sotto l’albero, per sfidare alla tombola l’auto protezionismo giocando i numeri del futuro di innovazione e lavoro, di speranza, ricerca e competizione sui mercati. C’è una verità nascosta tra le pieghe degli sbadati conteggi del ministro Toninelli: le straripanti potenzialità del Terzo valico si misurano sulla ritrovata capacità genovese di fare impresa e affari, di catturare nuovi traffici e contrastare il vetero assistenzialismo e gli opportunismi consociativi. Usando le nuove infrastrutture come una sorta di grimaldello per scardinare le resistenze. Per non chiudersi dentro la città del porto senza luce, ostaggio di egoismi e paure.

Una missione natalizia, dunque, con appello ai Re Magi per riconquistare la Stella Cometa: disintegrare i muri della conservazione, degli accordi sottobanco e del compromesso al di là dell’accettabile. Perché il Terzo valico si giustifica solo se realizza gli obiettivi della politica di coesione europea, cioè se apre una via mediterranea ai traffici, oggi inesistente. Il che comporta la realizzazione di una piattaforma “porto-retroporto-infrastruttura di collegamento” in grado di muovere un traffico superiore di quattro o cinque volte rispetto all’attuale, per contribuire a una completa riorganizzazione della logistica europea, oggi governata esclusivamente dai porti del northern range. Una trasformazione epocale, da far tremare.

Le strade da seguire sono sempre le stesse. Alleanza ligure con le multinazionali che ritengono la piattaforma del Reno Alpi una scommessa vincente. Agevolazioni e tappeti rossi a chi sbarca a Genova per insediare centri direzionali e logistici. Investimento nazionale ed europeo a integrazione della zona logistica. Completamento delle infrastrutture regionali ferroviarie e stradali. Massima efficienza sulle banchine.

Un consistente aumento dei traffici nel porto di Genova può essere innescato oggi da una crescita, al momento improbabile, dell’economia italiana. Oppure trainato dalle regioni settentrionali storicamente servite dai porti liguri, intercettando parte del traffico scambiato tra il Far East e il Nord Europa, destinato alle aree continentali maggiormente sviluppate. In entrambi i casi, Genova deve attrezzarsi attraverso interventi infrastrutturali e immateriali (port community system) che consentano di ridurre i costi di accessibilità nautica e terrestre. Perché il porto diventi effettivamente l’ingresso da Sud del Corridoio Reno Alpi. Quindi: nuova Diga Foranea, terminal più adeguati alle mega navi. E ancora: collegamenti ferroviari di ultimo miglio a Prà, Bettolo e Sampierdarena; collegamenti autostradali a Voltri e San Benigno/Varco Etiopia. Oltre a Msc, anche la Cina potrebbe rappresentare tanto un fruitore quanto, mediante i propri organismi industriali e finanziari (China Communications Construction Company, Bank of China, Asian Infrastructure Development Fund, Silk Road Fund, etc.), un primario operatore e finanziatore di questa nuova offerta infrastrutturale.

Ma oggi questo disegno di massiccia espansione e forti ricadute economiche e occupazionali è appeso a un filo molto sottile. Condizionato non solo dai comitati d’affari che non vogliono ingerenze esterne ma soprattutto frenato dalla politica e ostacolato dalla feroce concorrenza internazionale. Genova rischia l’esclusione dai tracciati mondiali perché il sistema dei porti è frammentato, la burocrazia pesante e non esistono né competenze, né pianificazione e neppure coordinamento a livello nazionale.

I cambiamenti radicali non si possono realizzare senza impegno e coraggio di rischiare. Le riforme implicano molto studio e molti conflitti: perché quelli che vogliono mantenere lo status quo, anche a costo di rallentare la crescita, sono tanti. E contano.

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Commenti inseriti: 628 — pagina 1 di 26

Spedito da: Genoa Pubblicato il: 26 marzo 2019 alle 07:39

Socio onorario

Culmv , ma siamo loro soci o no ?

Siamo nuovamente alle solite .
Chiedono una riunione per sanare la loro mala gestione .
Parlano di CRAL e attività extra lavoro quando non possono permettersi di tenerle aperte .
Dicono che non possono pagare degli anticipi di stipendio ( se non si può non si fa )...
...Dovevano diminuire i debiti sono aumentati .
Parlano in maniera sconfusionata e privi di logica economica aziendale .

La richiesta del presidente della culmv porterà solo ad una gestione di una futura Agenzia .

Tanto i soldi li chiedono a noi che dopo cinque anni crediamo di essere loro soci a sto punto ... Paghiamo la tariffa, paghiamo il lavorato e chiudiamo i loro conti , ma loro li gestiscono internamente .
A voi la conclusione per me sarà una sola .

Spedito da: Alberobello Pubblicato il: 25 marzo 2019 alle 07:56

Il truzzo di Alberobello

No ai taralli cinesi!

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 19:38

Enrico Vigo

SVUOTATA LA PATTUMIERA DEI PROGETTI NON FATTI SULLA SCRIVANIA CINESE, TUTTI, MA PROPRIO TUTTI.

Leggere le interviste di Signorini sulla Via della Seta mette angoscia ("anguscia" mi parrebbe irriverente), ma allora AdSP MLO sa bene di essere in arretrato infrastrutturale da rabbrividire e non ha neppure una roadmap decente per venirne fuori, se si butta bracce al collo ai cinesi per disperazione. Siamo oltre la frutta e l''amaro, alla ricevuta fiscale, bolliti.

Spedito da: Uk Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 15:04

Piero

Ma mabuse è normale ? Mi sembra di no, ha la sindrome genovese al cubo , cosa gli è capitato nella vita per essere così negativo e aggressivo nei confronti del buon Merello ? Non vorrei averla in casa una persona con un carattere del genere. Purtroppo il seme mabuse è prevalso nei geni genovesi, ed è colpa di questa mentalità la tristezza e la decadenza di Genova . Se negli anni passati avesse prevalso la mentalità Merello saremmo in ben altra situazione.
Vi faccio un esempio , a Liverpool ogni tanto arriva una nave passeggeri ed è festa , migliaia di persone si riversano sulla strada parallela alla banchina , qua ogni occasione è buona per fare festa bere tanta birra e suonare tanta buona musica
Volevo dire la mia sulla Nuova Via della Seta, io penso sia un’ottima cosa, ormai gli USA, paese che amo e che ci ha protetto dai nazi e dai comunisti è ormai diventata una oligarchia , tutta la ricchezza usa sia manifatturiera che finanziaria, è in mano a quattro fondi speculativi e questi quattro fondi speculativi sono di proprietà di alcune famiglie che appartengono alla più grande mafia che esiste sulla terra e che sta portando l’occidente alla sua distruzione.
Ben venga quindi la Cina paese basato sul manifatturiero e sulla ricchezza reale e non basato sui dollari fasulli stampati dalla Federal Reserve anche lei di proprietà delle famiglie di cui sopra. Dipenderà da noi essere all’altezza della sfida e lasciamo perdere Francia e Germania che dicono che dobbiamo concordare con loro le nostre scelte come se loro concordassero con noi le loro. Macron e Merkel son gli esponenti di spicco della mafia speculativa prima menzionata in Europa

Spedito da: Janua Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 14:53

Dottor Mabuse

I padroni sono solo per chi se li può permettere.....sinceramente spero sprofondi tutto al più presto cosa che mi godrò dal gozzo tigullino tirato a lucido per la stagione estiva.
Mi spiace solo il silenzio del timoniere sulla questione MSC in GNV.....e non può non sapere!
Divertitevi, anche tu merello ( minuscolo ) genioglosso l’hai cercato su Wikipedia immagino.....

Spedito da: Mlano Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 13:23

Telefono Azzurro

Qualcuno della CULMV potrebbe anche preoccuparsi di salvare Valentina dall'isolamento...

Spedito da: bavari Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 13:19

magnocavallo

ma scusate, adesso a nome del porto parla Bucci Blek? hanno già messo Signorini sotto tutela???
Dotto' Mabuse, datti una calmata, mi sa che tu i padroni veri e cattivi non hai ancora incontrati e conosciuti...



Spedito da: Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 10:08

Marziano

A me quello che spaventa, a differenza di Botta, non è tanto l'attività organizzativa di controllo fito o sanitario sulle merci in Italia, ovviamente con tutte le criticità del caso,ma il pensare che una merce ad Amburgo passi senza nos, mentre a Genova viene richiesto... merce che finisce nei nostri piatti.
Ma l'unione europea non doveva essere una casa comune con le stesse regole? Ah scusate, dimenticavo la Germania che ha imposto il bail in, dopo aver salvato con soldi pubblici tutte le sue banche.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 10:06

G. Merello

mabuse (minuscolo)
Non mi abbasso agli insulti come te
Un genio che fra l'altro capovolge la situazione fra Carige che ha prestato (troppo!!) e Messina che si è indebitata....
Il sottoscritto ha fatto il suo nelle vita anche per dignità senza aver bisogno di slinguare con nessuno, e a me vecchio pensionato che c.....me ne viene personalmente dal "potente di turno"?
Ti lascio alle tue dotte farneticazioni,,,

Spedito da: Pubblicato il: 24 marzo 2019 alle 09:50

Marziano

Scusa mabuse,
Ma ormai siamo a livelli di supercazzola.
Adesso è colpa di Carige se Messina ha un DSCR insufficiente?
Mi sembri il genitore che invece di rimproverare il figlio per i casini che ha combinato, dice che è colpa degli insegnanti della scuola della società della congiunzione astrale ecc...

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 20:54

Enrico Vigo

CARO AUGUSTO COSULICH, GUARDIAMOICI NEGLI OCCHI, AL GRIDO DI "POCHE MUSSE"

Deludente intervista su The Medi Telegraph, caro Cosulich, vogliamo vedere a Genova dai cinesi almeno l'acquisto di una gazzosa. Parlare di Vado Ligure è quantomeno imbarazzante, di Ansaldo siamo in altri campi dove la Logistica non c'entra nulla. MSC ha investito a Genova e non si ferma, COSCO no, stiamo ancora aspettando la prima gazzosa. Quanto alla auspicata società mista CCCC & AdSPML meraviglia leggere certe affermazioni di un uomo purosangue che mastica bene di porto. In queste giornate radiose sento parlare di diga, Fincantieri, collegamenti portuali ultimo miglio gerro e strada, caro Cosulich, non sono pretenzioso mi accontenterei di veder comprata la prima gazzosa dai cinesi in un bar del centro di Genova. Ma il braccino corto mi farà aspettare secoli.

Spedito da: Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 20:12

Marziano

Ciao mabuse,
Sorry per il maiuscolo, una svista; tanto più che la ragione non ha bisogno di essere urlata.
Comunque ti ricordo che solo la croce Rossa soccorre i moribondi, gli altri fanno gli imprenditori.

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 17:03

Matt

@ Columnist

ho letto con interesse le Sue considerazioni, ritengo tuttavia che non si tratti di una scelta tra marxismo e capitalismo, questa è già stata fatta ed è irreversibile, a parte qualche rigurgito di populismo pervaso d'ignoranza più che di marxismo vero e proprio.
Ci troviamo in una sorta di capitalismo regolato in cui l'iniziativa imprenditoriale trova alcuni limiti, quali il monitoraggio delle posizioni dominanti per evitare abusi, il mantenimento del libero accesso al mercato e la promozione della concorrenza.
Il problema principale sta nel fatto che chi dovrebbe vigilare, e spesso chi li consiglia, non è all'altezza del compito, confonde gestori delle reti con gli utenti delle stesse, non contrasta anzi sembra consentire la creazione di monopoli e non si rende conto dei rischi che fa correre al Paese.
Governanti e governatori si stanno comportando come chi va al mercato per vendere le uova e poco gli importa di venderle tutte ad un unico acquirente oppure a tanti, anzi forse preferisce venderle a uno solo cosi torna a casa prima.
Per scendere nel concreto io sono favorevole ad accogliere investitori che realizzino tratte della rete ferroviaria e la gestiscano sino al recupero dell'investimento e oltre senza menargli il belino, purchè non svolgano contemporaneamente attività di vettore ferroviario.
Sono altrettanto scettico sul consentire che i carrier realizzino e gestiscano terminal multicliente, mentre sono favorevole rispetto alla realizzazione e gestione di terminal monocliente gestiti completamente, persino per quanto riguarda i servizi tecnico-nautici, vedi quello che parrebbe essere il futuro di Gioia Tauro.
Mi aspetterei che un saggio Governante proponesse la realizzazione di opere fredde con possibilità di sfruttamento indiretto, ad esempio una diga con impianti per la produzione di energie rinnovabili e l'impegno ad acquistarle, qualcosa del genere insomma ma mi piacerebbe evitare un invito aperto al cherry-picking.
Per quanto riguarda i punti elencati i) luogo e modus della tassazione primaria, ii) livello di indebitamento e iii) tentativo di massimizzare l'investimento sullo Stato, faccio sommessamente notare che i primi due sono elementi di valutazione nel procedimento di rilascio delle concessioni demaniali, teso alla salvaguardia dell'interesse pubblico, mentre il terzo trova un limite negli interessi del mercato che lo Stato deve difendere.
Benvenuti a Tombstone insomma, ma lasciate il cinturone all'ingresso della città.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 13:41

Dottor Mabuse

No caro non la sorvolo, anzi sto ancora aspettando anche le tue di risposte su GNV che tardano tanto quanto le mie!
MSC sta in piedi solo perché ha così tanti debiti che sparendo porterebbe nel baratro troppe realtà, la Messina invece diciamo che si è indebitata nolente non volente, chiedere ai bene informati, la Messina è una nicchia una risorsa per Genova, tutti sbavano dietro ai container pur sapendo che il nostro porto è morto da quel punto di vista troppo vecchio mal fatto e senza sbocchi, invece di risollevare il multipurpose in senso stretto auto veicoli impianti etc etc
E non pensiate che in msc siano dei geni anzi tutt’altro sono solo abelinati con i soldi, e non menatela con le crociere e le mega navi, tutta fuffa.
Comunque i vetri della Messina li ha rotti la scelleratezza della CARIGE ma siccome non vi stanno simpatici allora godete a svenderli.
Merello meno male che sei d’accordo con il potente di turno... dopo tanti anni immagino i formicolii al genioglosso!

Spedito da: Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 12:55

giorgio.carozzi

@doc mabuse
veramente il marziano verdolino aveva posto un'altra questione che tu sorvoli... O no?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 12:55

G. Merello

Sono perfettamente d'accordo con Giampaolo Botta!
E con Marziano!

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 09:18

Enrico Vigo

Servizio Fitosanitario Regionale

organizzazione ufficiale per la protezione dei vegetali (Servizio fitosanitario regionale), responsabile dell'attività di controllo fitosanitario sul territorio al fine di evitare l'introduzione e la diffusione di malattie e parassiti dannosi ai vegetali e ai prodotti vegetali.

I suoi compiti:

attività di vigilanza sull'importazione, esportazione e transito dei vegetali e prodotti vegetali: ispezioni, controlli e rilascio dei relativi certificati fitosanitari

controllo della produzione vivaistica e vigilanza sui vegetali oggetto delle direttive europee, nelle fasi di produzione e commercializzazione: iscrizione al Registro Ufficiale dei Produttori (R.U.P.), rilascio autorizzazione all'uso del passaporto delle piante, controllo dei produttori e degli importatori dei vegetali sottoposti al regime fitosanitario

vigilanza sullo stato fitosanitario delle colture agrarie: studio delle malattie, messa a punto e divulgazione dei relativi metodi di difesa contro le avversità delle piante, applicazione dei decreti di lotta obbligatoria, applicazione della normativa europea in materia di commercializzazione del materiale di moltiplicazione di piante ornamentali, di piante da frutto e di ortaggi, attività di consulenza e supporto specialistico di natura fitosanitaria, corsi, esami e rilascio dei patentini per l'acquisto degli agrofarmaci.

Il Servizio fitosanitario opera per evitare l'introduzione e la diffusione di organismi nocivi alle colture (funghi, batteri, virus, insetti). Per raggiungere tale scopo vengono effettuati controlli mirati sui vegetali e prodotti vegetali "a rischio" che vengono importati, esportati o prodotti nel territorio dell'Unione Europea. Per questi controlli l'Osservatorio si avvale di ispettori fitosanitari e di idonei laboratori diagnostici. Le attività di ispezione si suddividono in:

controllo all'importazione: la merce ispezionata nei punti doganali autorizzati per l'ingresso nel territorio dell'Unione Europea può successivamente circolare liberamente in Europa

controllo all'esportazione: interessa in particolare i prodotti ortofloricoli destinati ai Paesi extracomunitari.

In mancanza della certificazione fitosanitaria tali prodotti non possono essere commercializzati nei Paesi di destinazione;

controllo alla produzione: riguarda soprattutto le aziende del vivaismo floricolo regionale, dove vengono prodotte le piantine che verranno successivamente coltivate dai floricoltori;

Il servizio fitosanitario è articolato sul territorio regionale con una sede per ogni provincia, per Genova:

Genova
viale Brigate Partigiane, 2, tel 010 5484090

direzione: direzione.omp@regione.liguria.it
laboratorio: laboratorio.omp@regione.liguria.it
amministrazione: ompge@regione.liguria.it

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 09:09

Enrico Vigo

@ GIAMPAOLO BOTTA / DG SPEDIPORTO

aggiungo alla condivisibile presa di posizione la cronica grave carenza in porto nel servizio di Ispettorato Fitosanitario in capo alla Regione Liguria (orari e organico).

Spedito da: Milano / Londra Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 09:00

Columnist

Ho letto con vivo stupore l'analisi, peraltro lucida e informatissima, di Matt a proposito di porti, carrier, investimenti e finanza.
Solo una piccola e apparentemente banale osservazione. Se ogni Stato sovrano occidentale precludesse l'ingresso di soggetti economico-finanziari basandosi su i) luogo e modus della tassazione primaria ii) livello di indebitamento (a maggior ragione se presunto) iii) tentativo di massimizzare l'investimento sullo Stato medesimo
beh, allora si metterebbe in discussione l'intero sistema politico ed economico mondiale. Il che potrebbe pure essere un bene, voglio essere chiaro. Ma tutto, davvero tutto, dovrebbe essere rivisto e scardinato.
Il capitalismo, da quando è stato preferito al marxismo e ai suoi derivati, va accettato nella sua integrale pienezza.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 23 marzo 2019 alle 06:59

Dottor Mabuse

Intanto non urlare che già sei verdolino, colore che detesto, comunque la politica di Aponte è quella di raccogliere la carcassa non di soccorrere il moribondo, così i margini di trattativa sono nulli! Quello che è successo in gnv al suo arrivo è sotto gli occhi di tutti ma nessuno anzi NESSUNO apre bocca!
Parlando con i diretti interessati trapela una forte preoccupazione, tutti sentono puzza di decimazione, naturalmente non verranno certo qui ad esternare queste loro paure, giustamente fidarsi è bene non fidarsi è meglio.
Nel caso quando li lascerà a casa te li posso mandare con tutti i vetri o preferisci di no?

Spedito da: Pubblicato il: 22 marzo 2019 alle 17:06

Marziano

CIAO MABUSE,
MA PERCHE' TE LA PRENDI CON CHI RACCOGLIE I VETRI INVECE DI CHI HA ROTTO LA VETRINA?
VORRESTI CHE MSC ENTRASSE IN MESSINA E DICESSE: " CIAO RAGAZZI TUTTO OK EH, NON CAMBIA NULLA, AVANTI COSI' CHE SIAMO UNA FORZA!"?

Spedito da: Spediporto Genova Pubblicato il: 22 marzo 2019 alle 14:59

Giampaolo Botta

Siamo preoccupati che Roma abbia dimenticato che il Porto di Genova oltre ad essere il più grande porto per numero di contenitori movimentati sia anche il più importante porto italiano per numero di verifiche e controlli alla merce. Una funzione indispensabile e molto delicata; ad essere soggetti a controlli sono le merci che finiscono sulla tavola degli italiani. Il rischio, se non dovesse arrivare un congruo numero di medici, veterinari e tecnici, a supporto dell’attuale organico ormai ridotto all’osso, è che il sistema dei controlli vada in blocco operativo. Già oggi si segnalano ritardi e grossi disagi alle procedure di analisi e controllo. Il problema è romano, gli uffici Usmaf e Veterinario, dipendono dal Ministero della Salute. Ad oggi questi due uffici, strategici, sono senza il dirigente di ruolo e sotto organico. il personale presente a Genova, sia di sanitario che veterinario, sta dando prova di grande senso di responsabilità, con grande sacrificio porta avanti il lavoro nel quotidiano ma questa situazione non può durare a lungo.
Nel Porto di Genova tutti gli anni vengono svolte decine di migliaia di controlli sulla merce, rilasciati oltre 50 mila certificati sanitari ed oltre 15 mila certificati veterinari, il porto più importante d’Italia per quanto riguarda importazione ed esportazione di generi alimentari tanto destinati al consumo umano e/o animale che all’industria.
In Italia giustamente si parla prevalentemente, se non solo, di infrastrutture, eppure il peso che hanno i servizi di controllo è elevato. L’affidabilità di uno scalo, su tempi e costi dei controlli, incide in modo rilevante sulle scelte di importatori ed esportatori. Talvolta i costi per questi controlli, o per i ritardi accumulati, superano il valore del nolo marittimo del contenitore. Se non si dovesse mettere mano concretamente al problema il rischio è di perdere clientela per inefficienza del sistema ad offrire servizi di qualità Il tutto senza contare che a partire dal prossimo 14 Dicembre parte delle competenze di USMAF passeranno ai Veterinari; ad organico invariato sarà impossibile sostenere questa ulteriore rivoluzione organizzativa.
Non meglio se la passa l’Agenzia delle Dogane anche qui, in attesa del nuovo Direttore Inter-Regionale, la situazione sta diventando critica soprattutto nelle SOT (Sezione Operativa Territoriali), particolarmente critica la situazione di Passo Nuovo (Porto Vecchio) dove – oltre al problema scanner investimento da 6 milioni di Euro ed utilizzato part-time - le attività, legate non solo al traffico container ma anche RoRo, richiedono una disponibilità di risorse umane anche nei fine settimana.
La macchina portuale è complessa, per funzionare a pieno regime ha necessità che ogni attore, sia pubblico che privato, possa essere messo in condizione di lavorare al meglio, l’ottimizzazione del ciclo operativo comporta sensibili risparmi a tutto vantaggio della clientela finale. Siamo destinati a lavorare H24/7, è la legge del mercato, in Europa molti scali si sono già organizzati. I tempi di resa della merce sono diventati fondamentali in chiave competitiva, qui invece sono totalmente ignorati.

Giampaolo Botta
Direttore Generale

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 22 marzo 2019 alle 14:04

Matt

A conferma di quanto dicevo pare proprio che la confusione stia raggiungendo livelli fuori scala.

Non possiamo parlare contemporaneamente di investimenti in opere pubbliche la cui concessione è in grado di garantire il ritorno degli investimenti, vedi terminal e infrastrutture ferroviarie, e opere fredde vedi la diga foranea di Genova.

Non possiamò confondere la gestione di terminal portuali con quella di infrastrutture di rete nazionale e internazionale.

Non possiamo confidare nell'alleanza tra IF, MTO e Compagnie di Navigazione per investimenti nelle infrastrutture ferroviarie quando la normativa europea impone la separazione tra gestione e utilizzo.

Non dobbiamo confondere investimento con gestione.
Eppure c'è l'esempio di fondi di investimento che entrano nel capitale azionario delle società finanziandolo ma non si sognano neppure di entrare nella gestione che affidano ad amministratori e manager esperti.

Non dobbiamo abdicare alla programmazione del futuro del nostro Paese lasciandola ad altri.

Non vogliamo che arrivi chiunque a dirci cosa è meglio per noi solo perchè ha il portafoglio momentaneamente gonfio magari del nostro debito pubblico.

Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo.

Spedito da: Pubblicato il: 22 marzo 2019 alle 13:24

giorgio.carozzi

@enrico
via delle rumente: è più appropriato!

Spedito da: Pubblicato il: 22 marzo 2019 alle 13:23

giorgio.carozzi

@marco
bella riflessione caro marco, inquietante...

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