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SOS ai Re Magi: abbattete i muri per regalarci la Stella

La mediocrità, appagata dal mercato ed esaltata dalla politica, occupa oggi tutti gli spazi possibili. Non solo la merce cambia di segno e di valore, ma anche il pensiero, i sentimenti e le persone. Sottrarsi al massacro dell’originalità, che è ormai nevrosi, impone di non subire le idee correnti, unico tangibile segno di salute mentale. Contribuire ad abbattere i muri è una terapia d’urto. Tanto quanto aggredire senza conformismi la Genova che considera da decenni il porto un bancomat, una preda da spennare, un optional simbolico da manovrare ad uso e consumo dei comitati d’affari padronali e operai. Arroganti e cinici. Gente vecchia, priva di ideali e di passioni, indulgente solo con se stessa solo quando lucida di nascosto i dobloni nei forzieri di famiglia o di casta. Feroci tribù che si contrappongono ai fermenti innovativi e alla generosità di molti.

Niente di meglio, allora, di un Natale sotto l’albero, per sfidare alla tombola l’auto protezionismo giocando i numeri del futuro di innovazione e lavoro, di speranza, ricerca e competizione sui mercati. C’è una verità nascosta tra le pieghe degli sbadati conteggi del ministro Toninelli: le straripanti potenzialità del Terzo valico si misurano sulla ritrovata capacità genovese di fare impresa e affari, di catturare nuovi traffici e contrastare il vetero assistenzialismo e gli opportunismi consociativi. Usando le nuove infrastrutture come una sorta di grimaldello per scardinare le resistenze. Per non chiudersi dentro la città del porto senza luce, ostaggio di egoismi e paure.

Una missione natalizia, dunque, con appello ai Re Magi per riconquistare la Stella Cometa: disintegrare i muri della conservazione, degli accordi sottobanco e del compromesso al di là dell’accettabile. Perché il Terzo valico si giustifica solo se realizza gli obiettivi della politica di coesione europea, cioè se apre una via mediterranea ai traffici, oggi inesistente. Il che comporta la realizzazione di una piattaforma “porto-retroporto-infrastruttura di collegamento” in grado di muovere un traffico superiore di quattro o cinque volte rispetto all’attuale, per contribuire a una completa riorganizzazione della logistica europea, oggi governata esclusivamente dai porti del northern range. Una trasformazione epocale, da far tremare.

Le strade da seguire sono sempre le stesse. Alleanza ligure con le multinazionali che ritengono la piattaforma del Reno Alpi una scommessa vincente. Agevolazioni e tappeti rossi a chi sbarca a Genova per insediare centri direzionali e logistici. Investimento nazionale ed europeo a integrazione della zona logistica. Completamento delle infrastrutture regionali ferroviarie e stradali. Massima efficienza sulle banchine.

Un consistente aumento dei traffici nel porto di Genova può essere innescato oggi da una crescita, al momento improbabile, dell’economia italiana. Oppure trainato dalle regioni settentrionali storicamente servite dai porti liguri, intercettando parte del traffico scambiato tra il Far East e il Nord Europa, destinato alle aree continentali maggiormente sviluppate. In entrambi i casi, Genova deve attrezzarsi attraverso interventi infrastrutturali e immateriali (port community system) che consentano di ridurre i costi di accessibilità nautica e terrestre. Perché il porto diventi effettivamente l’ingresso da Sud del Corridoio Reno Alpi. Quindi: nuova Diga Foranea, terminal più adeguati alle mega navi. E ancora: collegamenti ferroviari di ultimo miglio a Prà, Bettolo e Sampierdarena; collegamenti autostradali a Voltri e San Benigno/Varco Etiopia. Oltre a Msc, anche la Cina potrebbe rappresentare tanto un fruitore quanto, mediante i propri organismi industriali e finanziari (China Communications Construction Company, Bank of China, Asian Infrastructure Development Fund, Silk Road Fund, etc.), un primario operatore e finanziatore di questa nuova offerta infrastrutturale.

Ma oggi questo disegno di massiccia espansione e forti ricadute economiche e occupazionali è appeso a un filo molto sottile. Condizionato non solo dai comitati d’affari che non vogliono ingerenze esterne ma soprattutto frenato dalla politica e ostacolato dalla feroce concorrenza internazionale. Genova rischia l’esclusione dai tracciati mondiali perché il sistema dei porti è frammentato, la burocrazia pesante e non esistono né competenze, né pianificazione e neppure coordinamento a livello nazionale.

I cambiamenti radicali non si possono realizzare senza impegno e coraggio di rischiare. Le riforme implicano molto studio e molti conflitti: perché quelli che vogliono mantenere lo status quo, anche a costo di rallentare la crescita, sono tanti. E contano.

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Commenti inseriti: 194 — pagina 1 di 8

Spedito da: San Benigno Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 21:18

Nan

Io non lo so chi ha rubato quella belin di cioccolata. Ma so che se ci fosse ancora don Andrea volerebbero pattoni.
O no, caro Canepa?

Spedito da: Janua Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 20:47

Dottor Mabuse

Guardo la foto pubblicata a contorno dell'ennesima strombazzata sul ponte, guardo quei volti incartapecoriti e mi rassereno.
Fantastici nella loro inutilità sono la conferma della fine imminente! Silvio risale sul predellino, il popolo del divano avanza inesorabile come in the walking dead, lo spread scende vertiginosamente, l'Inghilterra ce l'ha nel c..o, il mondo ce l'ha già da un po, la Maurizia chiede perché quelli di Riposto non pagano senza sapere che va bene così perché si sono messi d'accordo da tempo con offerte che non si possono rifiutare, la diga da un biliardo la vedremo da Staglieno, tutti si struggono dolenti ma poi quando tornano a casa nel buio dei loro bagni da 6 mq si danno all'onanismo sfrenato perché tra 60 giorni si montano di nuovo le cabine ai 7 nasi i milanesi tornano a rompere i coglioni e anche il 2019 è finito con un fantastico meraviglioso e riposante nulla di fatto....hallelujah hallelujah!!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 20:33

G. Merello

Fa piacere leggere sul blog anche valutazioni e commenti abbastanza equilibrati
Comprensibili gli sfoghi
Ma quanto è sempre valido il Vangelo: Chi è senza peccato...


Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 15:35

Genova Nel Cuore

@Paolo Ruffino
Non vorrei ci fosse stato un fraintendimento su quanto da me detto. Io parlavo solo ed esclusivamente di rispetto dei piani di impresa, dei contratti concessori tra pubblico e privato nella sostanza di tutte le clausole, e naturalmente non per qualche anno ma ormai nel Porto Vecchio ci sono situazioni decennali.
Mi sembra anche difficile pensare che aziende che fatturano centinaia di milioni non possano tutti gli anni pagare la manodopera per importi di qualche milione (su centinaia di fatturato????). Situazione che si ripete da anni e poi, per sbloccare la situazione, ricevono investimenti per i propri terminal (con i risultati previsti dai piani di impresa non raggiunti), varchi dedicati e altre agevolazioni. Anche il puntuale pagamento della manodopera dovrebbe costituire fattore di valutazione della meritevolezza di una concessione.

@Merello
Del 1061 milioni dove sono stati previsti gli investimenti? In che terminal? E negli ultimi 10 anni? Fate un analisi e avrete delle risposte.

Spedito da: ATTICO! della luce perenne! e al freddo! Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 13:18

Signora MARCO CANEPA

Cari Signori e Signore, per l'attuale PDR definiti "UTENTI"!
Voi oggi e ieri e nei lustri trascorsi, avete mangiato, bevuto ingurgitato, vestito, usato cose di cui non avevate la minima conoscenza, avete mobilia in casa di cui non conoscete la reale provenienza, lavorazione, assumete farmaci, respirate aria, bevete acqua e quant'altro! Non avete idea se sono cose che il vostro organismo tollera oppure no! L'unico valore miserabile che soddisfa la vostra smisurata avidità è l'accumulo di danaro! Orbebe come diceva il saggio Capo Indiano Toro Seduto:
"Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche."
Ecco cosa rappresenta il porto dell'avidità! della globalizzazione!

Cordiali Saluti....

Spedito da: ATTICO! della luce perenne! e al freddo! Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 12:29

Signora MARCO CANEPA

Nel 2001 in Genova una manifestazione contro la globalizzazione fu guidata da soggetti che poi nella realtà dei fatti si sono manifestati quali ipocriti rispetto alla giusta rivendicazione!
Questi sono fatti, inconvertibili e ampiamente verificati.
«tutto deve cambiare perché tutto resti come prima»

Spedito da: Spediporto Genova Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 12:21

Giampaolo Botta

Tutti insieme in CC per dire SI ALLA GRONDA perché le infrastrutture sono fondamentali per crescita e sviluppo. SPEDIPORTO DICE SI alla crescita, DICE SI al lavoro DICE SI ad una nuova cultura.
Alla firma di questo fondamentale documento il Presidente di Spediporto Alessandro Pitto

Spedito da: ATTICO! della luce perenne! e al freddo! Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 11:58

Signora MARCO CANEPA

Signori, quello che non volete capire è questo : il porto commerciale così come è stato gestito negli ultimi lustri rappresenta un problema per lo Stato Italiano! Rappresenta la porta di ingresso di merci di dubbia origine, dubbia sicurezza, dubbia utilità! Rapprensenta il luogo dove le regole elementari di sicurezza e tutela del lavoro dell'essere umano, viene fagocitato dagli appettiti insanabili di una casta di prenditori senza Titolo alcuno, senza visione prospettica. Soggetti che credono che l'accumulo di danaro fine a se stesso apra le porte per chissa quale altra vita! Si parla di infrastrutture, di strade, di ponti, di dighe ecc, per cosa? Per far viaggiare ancora più velocemente le merci che hanno fatto dumping all'industria italiana, al tessuto produttivo artigiano, agricolo, alimentare della patria? Non avete ancora capito che il porto chiude alle importazioni di merce, che non servono a nulla! Non avete ancora capito che le concessioni saranno tutte revocate! Il porto torna sovrano e di interesse NAZIONALE! e basta!
CORDIALI SALUTI

attendo sempre la risposta a questa mia semplice domanda: "CHI HA RUBATO LA CIOCCOLATA?"

Spedito da: UK Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 11:23

Penny

È' ormai un regime predatorio che cerca di sottomettere tutto e tutti, cattivo, di ghiaccio, razzista, falso, ipocrita, incompetente, folkloristico, con la stampa TV prona schifosamente! Difficilmente i progetti di sviluppo verranno legittimati, non portano voti e consensi a questi figuri verniciati da maquillage insostenibili e del resto legittimati da molta parte di popol...
Quindi,vedo solo nubi nere anche per impianti portuali di crescita, i terminal e il mondo del lavoro, quellO vero!


Spedito da: Italia Pubblicato il: 18 gennaio 2019 alle 00:23

Paolo Ruffino

@Genova nel cuore
Molto molto interessante e veritiera la sua analisi sulla situazione esistente oggi in porto e nei rapporti tra concessionari e Ap.
Ma come si è arrivati a questi punti di apparente non ritorno, a, cito Tm ... il porto vecchio è una casbah, un bazar levantino indegno di ogni forma di pianificazione produttiva e di civiltà. ? E perché quando effettivamente un investitore esterno (Msc-'Messina Ronco-Bettolo) avvia operazioni su Genova scoppia il finimondo? Facciamo finta di non capirlo e di ignorare aggregazioni di interessi corporativi tra imprese e lavoro. Limitiamoci al ruolo dell'Autorita, è verissimo che dovrebbe intervenire con durezza e non lo fa ancora. Ma credo che in questo caso abbia ragione il Timoniere quando ripetutamente punta l'indice contro la struttura interna dell'ente portuale. E poi non dimentichiamo che comunque le imprese terminalistiche danno lavoro e hanno dipendenti diretti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 17:35

G. Merello

In materia di "fatti" concreti nel prossimo futuro di Genova interessante l'articolo sul Secolo XIX di oggi pag 14 dal titolo "Pronti 440 milioni per rilanciare il porto".
Con tanto di tabella riassuntiva dal titolo "I progetti: gli investimenti a servizio del porto messi in moto dal decreto Genova e dalla legge di bilancio", con specificati "Anno", "Tipo di intervento", "Importo".
Intanto, sommando gli importi relativi al 2019 si scende a 81,5 milioni che non distinguono fra progettazione e (agognata) apertura cantieri.
Così pare sia ad esempio per la Torre Piloti (14,5 milioni) su cui non ricordo un progetto esecutivo, mentre per il consolidamento statico Ponte dei Mille (1,5 milioni) si spera il passaggio rapido ai cantieri..
Per arrivare a 390 milioni (non 440) si devono sommare interventi nel 2020 e 2021, con il "peso" nel 2021 di 300 milioni non per il porto ma per il leggendario ribaltamento a mare ed interventi collegati della Fincantieri di Sestri Ponente (legata al grosso problema dell'estrema vicinanza al porto petroli) nonchè altri interventi in "data da definire", fa cui appunto il presunto trasferimento dei depositi porto petroli.
In ogni caso per arrivare al nebuloso "Totale investimenti previsti nel triennio (?)" di 1,061 miliardi bisogna includere non precisate "opere finanziate con altre fonti"...
Sarebbero interessanti commenti di Pilotina in proposito, per distinguere fra opere anche importantissime e urgenti finora incollate alla carta e realtà finanziata..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 16:46

Genova Nel Cuore

@ Giampaolo Botta
@ Maurizia
Quello che dite è legato, siete le facce della stessa medaglia. Ma se a quanto sembra in porto solo due terminalisti rispettano i piani di impresa, pagano tutti regolarmente, creano sviluppo, mentre altri stanno fermi, perchè nessuno interviene?
Per fare quello che dite l’Autorità del Mar Ligure Occidentale dovrebbe avviare finalmente azioni di decadenza della concessione e portare a Genova gruppi solidi che abbiano moneta da investire e non siano troppo avidi.
Non si può fare sviluppo se il perno su cui si fonda il contratto tra privato e pubblico (la concessione), cioè il piano di impresa, non viene rispettato, non solo nei volumi, ma anche nell’attività corrente ossia offrendo servizi efficienti a tariffe corrette, pagando i fornitori, pagando i canoni.
L’Autorità deve fare l’autorità e prendere delle azioni correttive anche drastiche, senza indulgenze nei confronti di chi non performa e sembra difendere solo le proprie rendite di posizione cercandone vantaggi in qualunque modo.
Non si può permettere a qualcuno di vivacchiare e, anzi, continuare ad investire altri soldi pubblici su terminal che non crescono e non danno sviluppo per il porto e la città, vedi lo studio del Professor Enrico Musso commissionato dalla Autorità Portuale.
Quest'ultima quindi non insista a dedicare risorse dove le dovrebbe mettere il privato concessionario anche per giustificare perché è stato scelto: credo sia l'unica  soluzione se vogliamo crescere e creare altri 60.000 posti di lavoro e generare altri 5 miliardi di tasse per il governo.
Il mondo gira sempre più veloce, e se non vogliamo che Genova sia tagliata fuori dalla ECONOMIA MONDIALE, bisogna non assecondare più l’immobilismo che fa passare gli anni e i panorami rimangono sempre quelli (se prendete una foto del sech degli anni 80, (come dice Maurizia) è sovrapponibile ad una di oggi).

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 12:16

giorgio.carozzi

@Maurizia
Analisi perfetta, il porto vecchio è una casbah, un bazar levantino indegno di ogni forma di pianificazione produttiva e di civiltà.
Speranze? Pochissime

Spedito da: Porto di Genova Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 11:47

GiBi

@Blek BLok
Passacarte magari non ancora, ma certamente siamo sulla buona strada. Ci stanno prendendo in giro e noi tutti zitti come sempre sulle cose di fondo! La storia della partita del Genoa con il Milan è tutta un programma, è come se avessero voLuto dirci, tacete scemi che non contate un belino e comanda Salvini anche sugli orari del pallone!
Non si è mai visto un sindaco trattato così! Fossi in Bucci chiuderei lo stadio e mi porterei la chiave a casa!,, che giochino se sono capaci. Partita persa al Genoa? Pazienza, tanto una più una meno... Anche noi ce ne faremo una ragione!

@Maurizia
Ci sono anche dei terminaliSTI in gravi difficoltà economiche come lo è la Culmv tutti i mesi. Mi risulta che la Culmv abbia concordato un piano di rentro. LA DIFFERENZA è che i dipendenti dei primi non hanno le coperture in caso di mancato avviamento al lavoro. Dimenticavo... Merello su quel gruppo e i suoi rapporti con Carige ha scritto negli ultimi mesi dei trattati... Forse ti sono sfuggiti...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 09:23

Enrico Vigo

1 MILIARDO (CONTATO MALE) PER GENOVA; PUUUFFF, PIOGGIA SENZ'ACQUA

Annunci stampa, con trombe, fanfare, megafoni, strilloni, rulli di tamburi, urla, schiamazzi, l'apoteosi del nulla siderale all'ennesima potenza ammanta la Genova della "sceneggiata" più irreale che si sia mai vista e sentita a memoria d'uomo, rubando il palcoscenico ai maestri napoletani della stessa.

Perso l'ultimo brandello di sana prudenza proverbiale prudenza, quella ben regolata dai freni inibitori che in passato mediavano la voglia di esibirsi in esercizi squallidi di propaganda sterile.

Una escalation al contrario come i gamberi, un tempo si tagliavano i nastri con tanto di Istituto Luce dalla voce baritonale, poi si è passati a tagliare i nastri alla partenza dei cantieri, tra sorrisi abbracci e pacche sulle spalle, adesso l'ultima moda del "Made in Genoa" è quella di tagliare i nastri all'annuncio, con esplosione mediatica.

Non parte nulla, questo è assodato, si sprecano fiumi di parole che riempiono l'etere, roboanti musse, nel 2019 (e siamo a metà gennaio) non si muoverà foglia, sorry ma non ce lo vedo Signorini con casco e stivali in cantiere.

Iniziate le campagne elettorali sia delle "Europee" che quella longa delle "Regionali", dopo il rumore (fastidioso), il nulla.

Spedito da: Pegli Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 07:57

Bruno Marelli

@MAURIZIA
oK su tutto! Un consiglio, gentile maurizia, fate così: il maxi credito che avanzate dal terminalista lo girate in buona parte all'agenzia del lavoro intempo verso la quale siete debitori per aver ingaggiato personale da avviare nei turni. Alla fine i conti si pareggiano e buona notte ai suonatori, che ne dici Timoniere????

Spedito da: Porto Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 07:23

Maurizia

Grazie Dottore ma il console come lei non fa nomi, ma sono così potenti questi terminalisti?
Si forse se L autorità portuale togliesse la concessione noi non prenderemmo più i soldi, ma tanto non li prendiamo lo stesso e magari viene un terminalista meno aggressivo e che paga i debiti e investe nel nostro porto.
C è tutta una parte del porto vecchio che sembra rimasta agli anni 80, guarda il sech sempre con le gru del cap, guarda la stainweg completamente immobili, ma le navi possono attraccare a quella banchina,? perché non ne arrivano mai, poi andando oltre di nuovo tutto fermo qua oche gru nuova del terminal San Giorgio e poi tutto di nuovo immobile, gli unici investimenti lì al Messina li fa solo L autorità portuale.
Ci vuole dinamismo in porto a Voltri sono arrivate le gru e il panorama è cambiato, lo si vede a occhio nudo, da Spinelli ogni tre mesi arriva una gru, ma gli altri come facciamo a crescere a essere il porto d,Europa se qua si può anche non pagare la monodopera è là si fa franca?. Altro che rispettare i piani di impresa ma chi li controlla, la corte dei conti?
Credo che le regole vadano rispettate? Ma questa gente li paga i canoni?
Se non si investe non arriva lavoro, e non lavoriamo noi,, i piloti, gli ormeggiatori, i camionisti, le agenzie, gli spedizionieri, basta proteggere gli incapaci

Spedito da: Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 23:03

giorgio.carozzi

@maurizia
Maurizia, non fare la furbetta... Sei molto distratta, perché su Pilotina ne abbiamo già scritto e parlato, quantificando anche il debito milionario. Comunque puoi sempre chiedere al console della Culmv, che è bene informato. Ovvio che se non pagheranno prima o poi gli revocheranno la concessione, ma non so quanto questo passaggio possa far piacere a chi i quattrini li deve incassare.

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 22:48

Blek BLok

Ma senso del decoro, del ridicolo proprio non ce l'hanno questi del governo; tutti in gita perenne. Vengono a firmare cosa il 18 gennaio?
Un contratto che avrebbero dovuto stipulare con altri soggetti, a costi minori e a tempi inferiori e progetto più bello? Un contratto per la costruzione di qualcosa che stanno definendo solo ora, circa un mese dopo la scelta del contraente passando sopra tutto e tutti pur di dare appalti a Fincantieri e addirittura a Salini? Che lo spostano di un bel po' di metri e poi dicono che era solo la ricostruzione del vecchio...che hanno fatto le prove di carico sui tronconi rimasti in piedi e scoprono che non e' pericoloso andarci a lavorare sopra (perché non lasciarli allora...).
Bucci lo capisce che è diventato solo un passacarte?

Spedito da: Genova Sampe Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 19:20

Maurizia

Caro Timoniere, scusa ma sono molto preoccupato, mi dicono ci sia un terminalista che deve tanti soldi alla culmv sai se ha pagato? Ma perché non gli tolgono la concessione?!
Grazie e se lo sai chi è?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 14:03

Enrico Vigo

@ Giqampaolo Botta

Sono anni che facciamo esortazioni, proclami, e liste della spesa (tanto che il Timoniere, stufo, mi ha chiesto di frenare) ma rendiamoci conto che tutto resta lettera morta, non fanno nulla.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 13:05

Danny Diderot

Il Porto di Genova non cadrà nella rete di Spinelli: chiede ancora spazi gridando che gli servono per Tirrenia. Non dice che si è preso a prezzi stracciati, cioè stracciando i prezzi, Hapag Lloyd (qualche linea) approffittando del proprio deposito di Cornigliano.
Poteva metterci i roro al suo terminal, invece di prendere altri contenitori. Signorini ormai l'ha capita.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 13:02

Domingo Valle

per botta
Tutto vero ma sappiamo entrambi quanti e quali progetti sono nei cassetti dell' Aut. Portuale con la quale al di là di riunioni, protocolli d'intesa ecc. Esistono ! Non si riesce a realizzare nulla perché tutto si blocca a palazzo S. Giorgio.
E come speriamo di progredire in questa situazione ?

Spedito da: Spediporto Genova Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 11:47

Giampaolo Botta

La vera svolta di questa città inizierà con un cambio di passo culturale. Puntare su infrastrutture, digitalizzazione e logistica significa assegnare a questo territorio, a tutta la Liguria ed al Nord Ovest d'Italia elementi certi di crescita e sviluppo.
Il PIL crescerà nella misura in cui favoriremo investimenti, logistica e Porti. Possiamo tornare a crescere a medie sostenute, pensiamo a come migliorare efficienza e produttività garantendo lavoro e sicurezza. Nel mondo lo fanno, ORA È IL NOSTRO TURNO, tutti insieme con Genova nel Cuore #SiTav #SiGronda SI Terzovalico #siLavoro #SiPortodiGenova #SiInfrastrutture perché vogliamo una Genova moderna e bellissima.

Spedito da: Pubblicato il: 16 gennaio 2019 alle 03:22

giorgio.carozzi

@maurizia
giornate lavorate pagate, arretrati e debiti non credo...

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