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A piedi nudi nel porto degli spiedini di nuvole

Il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri è ormai il simbolo della città dei progetti mancati, sinonimo delle complessità burocratiche e dei ritardi che uccidono l’economia. La frantumazione della corretta concorrenza tra imprese (eclatante il caso della gabella Ici imposta al solo porto di Voltri-Pra’) è il pane di una politica grottesca, impegnata solo a rallentare la crescita. E ad alimentare il braciere degli spiedini di nuvole con la legna di una narrazione distorta: perché a Genova i problemi non si risolvono, si accantonano, alzando paradossalmente il livello di promesse e boutade. Da una parte la politica usa le imprese, ma dall’altra viene usata per tutelare posizioni di mercato, concessioni, servizi di interesse generale. Tra allegri e periodici giri di valzer che sanciscono l’incapacità di capire e di incidere sulle scelte strategiche.

Non sono solo gli irrisolti e pesantissimi tormenti finanziari della Culmv (mille portuali) ad inquietare gli operatori e ad allarmare Toti, Bucci e il cardinale Bagnasco che non vorrebbero guai per la loro immagine. I buchi neri sono ormai tanti e tali da lasciare sconcertati gli osservatori internazionali dello shipping che auspicavano una svolta sulla spinta dell’orgoglio ferito. La Torre Piloti? Forse, un giorno… Intanto i moli si sgretolano, treni e retroporto restano una chimera, non esiste un regolamento per i servizi portuali, le sentenze dei Tribunali sono vissute come unica certezza dagli utenti. Perde colpi una delle poche eccellenze riconosciute universalmente nel mondo della cultura, quella della preparazione fornita dall’università del mare. In nessun altro Paese lo shipping continua a trovare ostacoli come in Italia, dove il ministero dell’Ambiente è arrivato a classificare le agevolazioni fiscali riservate alle società armatoriali (Tonnage Tax) come “Sussidi Ambientalmente Dannosi”. Un assurdo, perché negli ultimi anni le emissioni prodotte sono complessivamente aumentate, ma a fronte del raddoppio della flotta di bandiera italiana. E il trasporto via mare è di gran lunga la modalità più ecologica.

Per mancanza di personale a Genova si accumulano disagi addirittura alle procedure di analisi sui prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani. Uno scanner per la Dogana costato 6 milioni è utilizzato part-time per assenza di risorse umane. La macchina portuale è complessa, per funzionare a pieno regime ogni addetto, sia pubblico che privato, deve poter lavorare al meglio, l’ottimizzazione del ciclo operativo comporta sensibili risparmi a tutto vantaggio della clientela finale. I tempi di resa della merce sono diventati fondamentali in chiave competitiva, a Genova sembrano un optional. Invece di spingere autorevolmente per un riequilibrio modale, forse sollecitata dai proprietari di autostrade o dai produttori e gestori di camion, la città rifiuta l’unica ferrovia merci che potrebbe supportare la crescita, cioè l’alleanza tra Fs e Svizzera.

Il porto di Genova si è fatto sistema di credenze salvifiche, domina un nuovo familismo amorale privo di valori e solidarietà, che disprezza la dimensione civica, non riconosce il merito, non rispetta i diritti. L’uomo del familismo conosce e riconosce solo il potere, inteso come forza e capacità di costringere gli altri. Non ha morale. Vuole proteggere il proprio benessere, i propri privilegi, la propria evasione fiscale. “L’altro” è il diverso, l’estraneo; è un potenziale pericolo da cui difendersi. L’altro in quanto tale non merita rispetto. Si è formato e tende a prevalere un nuovo blocco sociale reazionario, fatto di operai disoccupati, di ceti medi in rovina e, in più, di una parte di operai e di ceti medio-alti protetti e corporativi. È crollata la cultura della programmazione. Le grandi questioni sono affrontate con la superficialità e l’improvvisazione di uno spot, uno slogan, un tweet, una chiacchiera da bar. L’idea di comunità è evaporata, si è appiattito il livello dello scambio politico.

Visioni, futuro, cultura di sistema? Il presidente Signorini sembra impotente, imprigionato e sconnesso da una struttura di Palazzo impalpabile nella sostanza ma rigida nell’imbrigliare, specchio di una città refrattaria alle regole, che respinge competitività e concorrenza, che consuma più di quanto produce e che protegge le rendite di posizione per evitare l’apertura al mercato alle imprese più competitive. Ad esclusione di Msc che continua tenacemente a scommettere, non c’è una sola compagnia internazionale che trasformi Genova nella sua base di traffico. L’export non è più una soluzione vincente ma solo una scialuppa di salvataggio.

La via della seta? Una politica seria, dovrebbe immaginare un’alleanza di nuovi traffici con la Cina, con la conseguenza che Cosco investe, costruisce e gestisce un grande terminal e la diga. Niente di tutto questo, solo fumogeni. E così il maggiore pericolo diventa quello della deriva. C’è qualcuno che sta cercando di capire come sarà il sistema dei trasporti tra quindici, vent’anni? I grandi vettori marittimi stanno scendendo a terra, occupano le infrastrutture dei porti, estendono la loro presenza anche alla catena logistica terrestre, svolgendo attività di trasporto ferroviario e stradale. Porti e shipping vivono una stagione di enormi cambiamenti e nessuno s’interroga su un futuro nel quale presto potranno anche apparire nuovi modelli di business dominati dai grandi venditori via Internet, che si stanno costruendo le loro navi, le loro grandi catene di distribuzione. E Genova rischia lo spazio di una figurina.

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Commenti inseriti: 451 — pagina 1 di 19

Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 22 luglio 2019 alle 07:14

Enrico Vigo

ALLA NAPOLETANA: "addà jettà o sang".

qualcuno mi spiega le ragioni per le quali sista gettando il Ponente nei guai più del solito affrontando la stagione dei traghetti col solito corredo di varchi portuali vuoti non presidiati causando la paralisi del traffico da Sanbenigno a Ponente? Sindaco, Presidente Autorità Portuale e Prefetto non possono conciare Genova in questo modo, hanno il dovere di prevenire e trovare soluzioni. Genova è complessivamente malgovernata.

Spedito da: Amsterdam Pubblicato il: 22 luglio 2019 alle 00:36

piero marenco

caro Sindaco
ho letto che avete progetti di murales dalle parti del ponte Morandi e forse anche nel Porto Antico, se permette le consiglio un genio in questo campo un certo DAVID ZINN che farebbe la differenza per la nostra citta'.
Mi perdoni se insisto vada su internet e guardi le sue opere, ne rimarra' strabiliato e forse Mr David Zinn sarebbe onorato di dipingere GENOVA

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2019 alle 13:06

giorgio.carozzi

@marco
marco, direi che una segnalazione in Procura sulle anomalie che segnali ci sta tutta, o no?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2019 alle 12:42

Arcangelo Merella

GRONDA:COME STANNO DAVVERO LE COSE.
LE affermazioni del ministro Toninelli hanno scatenato un mare di reazioni ma anche sollevato questioni che è bene mettere in chiaro
Premesso che la Gronda,ma ancor prima la bretella,andavano fatte anche perché avrebbero molto probabilmente impedito il collasso del Morandi e dunque la responsabilità di non averle fatte o averne rallentato l'iter non è solo di questo governo o delle attuali istituzioni locali, ma semmai di quelli che lo/le hanno precedute occorre chiarire almeno i seguenti aspetti.
Il progetto NON ha completato ancora il suo iter: infatti giace da oltre un anno al Ministero delle Infrastrutture il progetto esecutivo che quindi NON è ancora stato approvato.
È vero che,nel frattempo, in quanto concesso dalla legge,hanno avuto seguito gli espropri e i relativi risarcimenti ('a proposito, se non si fa, chi paga?)
Il crollo del Morandi e la conseguente necessità di ricostruire il ponte doveva/poteva essere occasione per ripensare il tracciato della gronda il cui costo oggi appare sproporzionato rispetto all'utilità dell'opera. Chiariamo: una variante tra Voltri e Sestri Ponente serve così come è indispensabile migliorare il tratto tra Bolzaneto e Genova Ovest. La gronda bassa che andava a innestarsi sul nuovo ponte sarebbe stata la soluzione più corretta,meno costosa,altrettanto efficiente senza allontanarsi dal tempo di realizzazione della gronda alta.
CHI PAGA: noi,non i Benetton che si rifanno dell'investimento, con l'aumento delle tariffe su tutto il territorio nazionale e il prolungamento della concessione ( roba da miliardi di euro!). Saranno bravi imprenditori ma non sono benefattori.
Resta da chiarire qualora l'opera non si dovesse fare o fosse sostituita da un'opera dai costi minori,cosa fanno i Benetton dei soldi già raccolti come i più sostengono.
Certo che questo odiati imprenditori ( non da me) proprio schifo non devono fare se Di Maio ha fatto Il diavolo a quattro per farli entrare in Alitalia.
Anche qui,cito mio nonno, chi non è buono per il re non è buono nemmeno per la regina.
Infine,piccola questione politica: quelli che si agitano di più contro i 5 Stelle sono gli stessi che ci governano assieme e a cui chiedo: ma nel contratto di governo la gronda c'era o non c'era?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 21:09

marco

Qualche giorno fa ho assistIto ad un incontro dove si parlava della salute nel quartiere di Palmaro.
Da studi epidemiologici ufficiali sarebbe stata verificata una maggior incidenza dei tumori rispetto alla media. RFI ha lasciato cumuli di detriti a seguito delle operazioni per i nuovi binari e a seguito delle proteste dei residenti questi sono stati coperti con teli ovvero messi in sacchi bianchi a formare delle cataste visibili dall'Aurelia. Peccato che molti di questi sacchi, che evidentemente devono contenere materiale non salubre, si sono rotti e disperdono il loro contenuto nell'aria.
In prossimita'del casello di Pra' si sentono miasmi imputati,dopo sondaggio, alla rottura di uno scarico fognario che passa sotto la piattaforma di PSA, praticamente tombato.
Poi c'e'l'elettrificazione delle banchine, poi sono anni che il famoso cavalcavia impedisce lo spostamento dei binari che potrebbe permettere la realizzazione della continuazione della fascia di rispetto. Palmaro e' la vittima sacrificale del 2000 come Cornigliano lo fu nel novecento con ben altri riscontri occupazionali.Quando si parla di sviluppi ecc. Bisognerebbe tener conto anche di questè situazioni. La prosecuzione del canale di calma sarebbe stata una soluzione non so quanto definitiva.Venuta meno questa possibilita' per gli abitanti e' grigia.
Si parli pure di gronda ma la salute viene prima.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 16:02

G. Merello

Sulla faccenda Calata Bettolo-ENAC concordo con il commento di Paceco, che invita a non affrettare le conclusioni e al solito ragiona tecnicamente da conoscitore del porto.
Come d'altronde si legge nel breve articolo sul Secolo XIX di oggi, Enac chiede approfondimenti tecnici solo sul tipo di gru di banchina previste da MSC ossia sulla loro altezza, in particolare in caso di volo "in condizioni di emergenza".
Ragionando semplicemente, da una visione satellitare appare che Bettolo è ad una distanza pressochè doppia dall'inizio pista rispetto alla distanza tra fine pista e terminal PSA, il quale sembra in pieno sulla linea di decollo aerei per virare a sinistra verso il mare aperto.
Tenendo conto delle grandi dimensioni in altezza delle gru gooseneck di PSA, da profano potrei supporre che le perplessità di Enac siano legate ad un eventuale atterraggio d'emergenza piuttosto che ad un decollo difficoltoso di un aereo con pieno carico di carburante.
Insomma sembra tutto da vedere e limitato alla eventuale "mitigazione" in altezza delle gru, da conciliare ovviamente con l'operatività prevista.
Totalmnte d'accordo con Paceco sul resto, ossia la vera vergogna è relativa ai tempi e risultati del tombamento, avvenuto nel silenzio di Authority, media ecc..

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 15:00

Matt

Marziano mi ha tolto le parole di bocca. Limitare i traffici di uno dei porti più importanti del mediterraneo per mantenere il lusso di un aeroporto di dubbia necessità, modesto traffico e rilevanza nulla é semplicemente una follia.
Ma il problema é più ampio.
Storicamente le città sono sorte intorno ai porti, senza porto non c’era motivo di vivere sulla costa, oggi quelle stesse città costituiscono il limite principale all’ampliamento dei porti.
I porti producono quello che le città consumano e rischiano di esserne soffocati.
I Sindaci vantano pretese irragionevoli sull’amministrazione delle aree portuali quando il codice della navigazione prevede espressamente che sia il Direttore Marittimo a determinare l’estensione del demanio.
Nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente eppure basterebbe ricordare quel saggio detto per cui sciuscià e sciurbi no se peu.

Spedito da: Confetra Liguria Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 12:40

Alessandro Laghezza

Ormai non esistono piú aggettivi né tantomeno giustificazioni. Siamo di fronte a una straordinaria incapacità di governo e a una follia che mette a rischio il futuro dell’area produttivamente e logisticamente piú importante del Paese. La mossa del ministro Toninelli che ha congelato la gronda autostradale di Genova è la prova di una complessiva confusione istituzionale sul tema delle infrastrutture. E ció accade nel momento in cui proprio le infrastrutture strategiche potrebbero essere la chiave di volta e innescare il rilancio del Paese.
Il progetto sconta già l’inerzia di precedenti amministrazioni e di istituzioni liguri, che dovranno essere chiamate in corresponsabilità anche per la caduta del Ponte Morandi, infrastruttura gravata di quote folli di traffico pesante, proprio a causa della mancata realizzazione di un asse autostradale alternativo.
La commedia dell’arte alla quale assistiamo non ha pari nella storia del Paese. Si minaccia ogni giorno la revoca della concessione autostradale, con conseguenze legali e finanziarie, che potranno gravare sul bilancio dello Stato; quindi si chiama lo stesso soggetto autostradale a partecipare al salvataggio di Alitalia, guarda caso per un valore di operazione che equivale al costo della concessione e infine, si piazza un colpo mortale per l’economia del nord ovest e il sistema logistico che fa perno sul porto di Genova e sugli altri scali liguri.
La sospensione della Gronda non solo è atto improvvido per i 10.000 posti di lavoro che cancella, per congestione, traffico, inefficienza, extra costi, sicurezza dei trasporti compromessa, incidentalità su un sistema attuale al limite del collasso, ma innesca un onere a carico della collettività di cui qualcuno prima o poi sarà chiamato a farsi carico.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 11:35

Dottor Mabuse

Povero Giggino e mo chi lo informa di sta infamata che gli hanno fatto a isso scurnacchiati che non sono altro!!!
Domanda:
Se le gru rompono le palle al Bettolo il 49% del Ronco lo usano per aprire l’Esselunga o il luna park con tanto di giostra calcinculo......da dare al personale
Consoliamoci tanto spediporto c’è
Cordialità e enac per tutti

Spedito da: Ciavai - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 11:04

Paceco

Un caro saluto alla Ciurma e alla Pilotina

In merito alla faccenda Bettolo-ENAC, a mio parere occorre aspettare e non affrettare le conclusione
Ricordate di quanti anni e compromessi ha necessitato il VTE per ottenere i permessi ad operare le sue attuali megamax da 25 rows?
Certo, il Bettolo, almeno sulla carta, è più distante dalla testata pista del C.Colombo, ma è anche meno decentrato della banchina di Pra' rispetto al cono aereo. Non conosco il layout di gru presentate dal terminalista, ma non mi stupirebbe che il modello fosse quello classico utilizzato anche alla Sanità.
Le gru low profile o quelle gooseneck sono molto più costose a parità di caratteristiche operative, credo sarebbe stato economicamente stupido presentare direttamente un progetto di layout che le prevedesse, quando magari ENAC avrebbe avvallato quelle tradizionali e meno costose, in ragione proprio della maggior distanza dalla pista rispetto a Pra'.
Soprattutto dal momento che, a quanto sappiamo, la prima operatività del terminal è prevista NON PRIMA del primo trimestre 2020, e, sempre a quanto sappiamo, per la fase iniziale di avvio dovrebbe essere gestita con gru gommate sul tipo Gottwald o simili (sempre facendo sforzo mnemonico e attingendo a notizie di qualche tempo fa, dal momento che su calata Bettolo pare essere calato il segreto industriale da un anno a questa parte).

Le vere vergogne di quel tombamento sono ben altre, ad esempio che è iniziato un decennio fa e ancora oggi nascono i balani sulle bitte e l'erba sul "piazzale" (senza parlare di quello che pare esservi stato interrato).

Ma per le gru aspettiamo, se il terminalista è davvero interessato (e pare esserlo) sono sicuro che si troverà un compromesso con ENAC. Più costoso certo, ma il precedente VTE è lì a testimoniare che se si vuole si può fare, chiedere a Danesi.

Tanto nessuna nave "importante" sarebbe arrivata comunque nel breve termine a quella banchina, dal momento che le simulazioni fatte nel Nord Europa qualche tempo fa avevano previsto una limitata operatività delle +14'000 TEUs stante l'attuale diga foranea.
Di spazio per i traffici di MSC con le grandi navi se ne sta per liberare in ogni caso. Aponte, se vorrà, proporrà nuove soluzioni per il Bettolo, il tempo non è un problema a questo punto, anno più anno meno.

Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 10:00

Enrico Vigo

GENOVA, SI DIA INIZIO AL ROTOLAMENTO DELLE TESTE

Basta una volta per tutte con i ricorrenti simposii su portualità e logistica a Genova e per Genova, con il solito sudaticcio accalcarsi infarcito di statue di cera, impagniali, inossidabili sempiterni pseudo-competenti e autodefiniti esperti, con il codazzo di arrivisti e profittatori e gli immancabili "leccasederi" a fare numero.

Se fotografiamo la Genova di oggi ci rendiamo conto che le colpe non sono solo degli ultimi arrivati, gli "scappati di casa", che il loro ministro ben rappresenta nella loro nullità siderale in fatto di economia del mare, logistica e infrastrutture. La GRONDA autostradale ha radici antiche anni '80 (bretella Voltri-Rivarolo) quando ancora gli "scappati" non erano neppure spertmatozoi, e ancora oggi siamo qui a "menarcelo" con la cartavetro, dileggiando ora questo ora quello senza ricordarci che siamo un popolo di incapaci conclamati a prescindere dalla fede politica pro tempore assunta come maglia di Governo, bianca, azzurra rossa o birulò. Sul mancato raddoppio dei binari ferroviari del Ponente Ligure possiamo mettere sul banco degli imputati tutto l'arco parlamentare che ha colorato via via in questi anni le maglie camaleontiche dei governi che si sono succeduti negli ultimi 50 anni. Terzo Valico e TAV TO-LY sono in ritardo di almeno 40 anni e ancora non sbalordisce abbastanza che stiamo annaspando. Ma la ciliegina delle ciliegine è la vicenda CALATA BETTOLO esempio da manuale di "danno erariale" di improvvidi amministratori ce insieme al loro apparati hanno speso milioni per fare un fiasco colossale illudendo una delle più prestigiose compagnie marittime mondiali (MSC del Cap.Aponte). Ma come? Arriva un fulmine a ciel sereno o abbiamo messo incompetenti a gestire la cosa pubblica.
Che inizino le danze e rotolino le teste senza pietà, come ha annunciato il Sindaco di Genova Bucci per la sua traballante (in fatto di risultati ottenuti) Giunta Comunale.

Di chi sarà la prima testa?

Spedito da: Pubblicato il: 20 luglio 2019 alle 09:29

Marziano

Ho imparato a dubitare.
Dubito delle informazioni positive, tanto quanto di quelle negative: per cui sull intervento di enac ( ma cosa c entra enac col cono aereo?) su calata Bettolo non voglio trarre conclusioni affrettate.
Anzi una sì.
Perché non giriamo il problema per una buona volta ?
Perché non incominciamo a ragionare dicendo che non è il porto ad interferire con l aeroporto ma il contrario?
L'aeroporto di Genova è un no sense in termini di passeggeri,linee, fatturato, cargo,occupazione che non avrà mai un suo sviluppo e che sta rubando aree che renderebbero molto di più a supporto del porto e della logistica.

Se poi la questione dell' interferenza con l atterraggio degli aerei fosse confermata, allora non avrebbe senso parlare della nuova diga, e allora suoniamo le campane a morto.

Spedito da: SPEDIPORTO Genova Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 23:35

Giampaolo Botta

Mai una volta che si possa pensare di pianificare la crescita del nostro scalo con certezze. Ieri la Gronda oggi questa, Enac-Calata Bettolo...... Ma c'è qualcuno che rema contro Genova?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 23:19

Mojo Hand

Complimenti Timoniere: ancora una volta la Pilotina ha aperto la strada denunciando l'imboscamento del progetto esecutivo della Gronda da parte dei 5stelle.

Ora persino Salvini se ne e' reso conto con Toti: lacrime di coccodrillo veramente ingiustificabili. Sono Salvini e Toti che li hanno fatti salire al governo..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 16:58

G. Merello((

DI MAIO-TONINELLI: DECRESCITA inFELICE DA CANCELLARE ALLE PROSSIME ELEZIONI

Chi vuole un futuro per Genova e l'Italia concorda con quanto scrive oggi su Pilotina Raffaella Paita su Toninelli-Cinquestelle e il loro DELIRIO anti-infrastrutture/anti-sviluppo, nella fattispecie anti-Gronda autostradale di Genova, città-porto più intasata d'Italia, unica senza tangenziale!
Troppo evidente l'ideologia della DEcrescita inFelice imposta all'Italia da questi signori, già chiaramente puniti dagli elettori alle recenti europee, svanito l'effetto-Reddito di cittadinanza regalato al lavoro nero..
Ma oltre Paita (del PD che però in altre cose strizza l'occhio ai 5 Stelle) è generale come si legge oggi sui giornali, da Toti a Salvini a Cgil, Cisl e Uil, il biasimo per l'ultima trovata dei grillini per seppellire la Gronda autostradale.
Come dice Toti, alla base della guerra grillina alla Gronda (pronta a partire a spese di Autostrade, con il 92% degli espropri sul territorio già effettuati e bandite gare di pre-qualifica per 490 milioni) c'è solo "becera propaganda".

Spedito da: Canova di Magliolio (SV) Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 13:41

Enrico Vigo

Calata Bettolo e le gru.

15 anni di Autorità Portuale e relativo apparato sotto accusa. Danno erariale? Teste da far rotolare nel profondo.

Spedito da: Canova di Magliolio (SV) Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 13:39

Enrico Vigo

Calata Bettolo e le gru.

15 anni di Autorità Portuale e relativo apparato sotto accusa. Danno erariale? Teste da far rotolare nel profondo.

Spedito da: barcaccia Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 11:41

davide

Genova e l’Italia dei porti avrebbero meritato ben altra sorte...!!! ma dov'è scritto che dobbiamo subire e accontentarci così...?????????



Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 10:35

Raffaella Paita

Ora è tutto chiaro: Toninelli lavora contro Genova e il suo porto.

Finalmente Toninelli ha scoperto le carte: lui e i Cinque Stelle non vogliono la Gronda. E’ ormai chiaro che il loro vero disegno è – ed è sempre stato - questo.
Nonostante sia un’opera vitale per Genova e la sua economia i grillini non vogliono la Gronda. E non la vogliono per la stessa incomprensibile ossessione ideologica che li porta a non volere la Tav. La conseguenza della decisione di Toninelli sarà l’indebolimento della città e del porto, oltre che un nuovo regalo al gruppo Benetton, dato che a sostenere l’investimento sarebbe dovuta essere Aspi.
Toninelli e i Cinque Stelle vogliono condannare Genova a un futuro di decrescita. Bisogna fare in modo di fermare questo inconcepibile atto di autolesionismo. Genova si ribelli alla decrescita infelice.

Spedito da: SPEDIPORTO Genova Pubblicato il: 19 luglio 2019 alle 10:32

Giampaolo Botta

Continua con successo la formazione dei nostri ragazzi della PQS Groupe, ci stiamo preparando alla nuova stagione dei controlli per le merci in export verso Australia e Nuova Zelanda. Presto verranno raggiunti da nuovi colleghi che stiamo selezionando. Sono lieto che giovani capaci, che hanno studiato e si stanno dimostrando umili, possano acquisire le migliori tecniche e competenze grazie all'aiuto della multinazionale EWS Group partner di PQS. Lo Shipping italiano ha bisogno di allargare i propri orizzonti fornendo nuovi servizi alle merci. Noi lo facciamo per tutti gli Spedizionieri.
PQS C'È, EWS C'È, SPEDIPORTO SEMPRE PRESENTE.

Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 18 luglio 2019 alle 15:30

Enrico Vigo

ALITALIA

Dimaio/Toninelli assesstano pena corporale ad Atlantia. Ahahahahahahahaha!

VTE

primo lotto binari OK, Hallelujah. Quanti anni di disattenzioni AdSP! Vergogna per il tempo perso Novi-Merlo-Signorini.

SINDACO DI VADO LIGURE

Si accorge che Toti, Rixi e Signorini hanno scherzato con le infrastrutture di bypass porto-città- Sciagura imminente, tutti a casa meritereste di andare, con seguito di pernacchie a corredo, qui siamo di fronte a negligenze da richiedere dimissioni in massa: Regione, Ministero, AdSP, Concessionaria autistradale, dilettanti allo baraglio. Sindaco si rassegni l'avete preso nello stoppino.

Spedito da: Svizzera Pubblicato il: 17 luglio 2019 alle 11:29

Maurizio Maresca

E' interessante quanto e avvenuto a Strasburgo. Il consiglio europeo ha designato una persona che interpreta la volontà di una parte importante dell’Europa di contare di più nello scenario internazionale mettendo in comune maggiore sovranità, una netta opzione multilateralista nel commercio internazionale, le tutela dell’ambiente e la centralità dei diritti fondamentali e della regola di diritto. Una posizione molto europeista che rifiuta opzioni c.d. sovraniste.
Però la maggioranza che sostiene il parlamento europeo non e’ riuscita da sola a causa di un numero importante di MEPs di S&D che hanno preso le distanze. E solo grazie a parlamentari diversi (fra i quali gli italiani dei 5 s) che la signora von der leyden e riuscita a passare.
Dal punto di vista italiano bisogna dare atto al presidente Giuseppe Conte di aver fatto un ottimo lavoro. Oggi l’Italia e’ determinante per l’avvio della nuova Commissione e certamente può vantare un credito importante verso il presente Macron e la cancelliera Merkel. Il primo segno sarà probabilmente una delega importante al candidato commissario italiano ( se avrà le caratteristiche di convinto europeista imposte all’art. 17, tue). Sempre dal punto di vista italiano la stranezza di due forze politiche che in Italia sono alleate al governo e in Europa sono su fronti contrapposti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 luglio 2019 alle 23:25

G. Merello

- Caro Mabusone, sempre più spiritoso
- Concordo con Antonio Fagasta sul caso Atlantia/Autostrade, in cui il Toninelli libero di fare e soprattutto disfare al MIT, mentre da una parte accetta Atlantia come salvatore dell'eterna voragine Alitalia, dall'altra continua a voler annullare la concessione ad Autostrade.
Il tutto in nome della propaganda e sulla pelle di Genova, non importa se come prevedibile Autostrade farà ricorso in attesa del processo agli indagati (Autostrade e responsabili passati del MIT) bloccando i finanziamenti sia alla ricostruzione del Morandi che alla Gronda pronta a partire a spese di Autostrade !

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 luglio 2019 alle 21:10

Antonio Fagasta


Insomma: Atlantia salvatrice della Patria per l'Alitalia e' un amaro finale per questo governicchio. Dico finale perché davvero hanno superato tutti i limiti della decenza.

E intanto il progetto esecutivo della Gronda sulla scrivania di Toninelli sta arrivando al suo primo compleanno...

Spedito da: Attico! Al freddo a causa dei contabilizzatori di calore... Pubblicato il: 16 luglio 2019 alle 01:42

Signorina marco canepa

Luca Becce, non e' carino sottrarsi al dialogo! A domanda si risponde con un si oppure con un no. Esempio lei lavora la notte? E la domenica? Risponda con un si oppure con un no. Cordiali saluti.

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