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Port of Genoa versione Bond 2019: Bersaglio Mobile

Smantellare un aeroporto di scarsa rilevanza per sbarazzarsi di Enac e confraternite varie, restituendo dignità e spessore alle banchine? E’ un paradosso affiorato su Pilotina. Perché la commedia dell’arte cui assistiamo quotidianamente non ha pari nella storia del Paese. E come nelle trame più avvincenti dei romanzi di Ian Fleming, il porto di Genova è ormai un bersaglio mobile nel mirino della peggiore e impensabile indecenza politica, amministrativa e sociale. Solo che non c’è, non si trova oppure è segregato uno straccio di agente 007 con licenza di uccidere.

Il mio nome è Bond, James Bond… Macché! Le portacontainer di Msc dirette nel porto storico di Genova costrette ad attraccare nella tana del nemico, la piattaforma di Vado gestita da Maersk. Non è un’ipotesi surreale, ma la prima e probabile conseguenza delle imposizioni dell’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che storce il naso e censura l’altezza delle gru e delle macchine di banchina destinate a rivestire il nuovo terminal di Calata Bettolo. Il danno e la beffa, nel più classico e consolidato teorema genovese. Esiste infatti un accordo tra le due potenze marittime unite nel consorzio che collega Far East e Mediterraneo, in base al quale se in un porto di destinazione uno dei due gruppi controlla un terminal, le navi di Msc e Maersk proprio in quello dovranno far tappa. E se Vado aprirà i battenti prima di Calata Bettolo, la mannaia si abbatterà sul colosso guidato da Gianluigi Aponte, alterando delicati equilibri e rapporti di forza sui mari e a terra, dove (è il caso di Genova) Msc sta investendo risorse e denaro. Tre anni, infinite mediazioni e costi aggiuntivi sono stati addebitati a Psa di Singapore per appianare il contenzioso con Enac sul cono aereo di Voltri: se si riproponesse il nefasto copione, il porto di Genova potrebbe chiudere bottega.

Risucchiato nei gorghi della burocrazia che nulla crea e tutto congela, paralizzato dall’assenza di una sponda politica nazionale, frenato dall’incompetenza dell’attuale ministero dei Trasporti, sottoposto quotidianamente al fuoco amico dell’inadeguatezza delle amministrazioni locali, l’economia marittima genovese rischia di pagare un prezzo altissimo. Il potere contrattuale della comunità portuale è inesistente. Incapaci di negoziare con il potere politico reale, le imprese condizionano però le Autorità portuali. Sono contrarie ad ogni forma di liberalizzazione, all’apertura dei mercati nei sevizi tecnico nautici, pretendono proroghe o indennizzi, sostengono un regime a forte controllo dello Stato per proteggere le loro rendite di posizione. Non investono sul lavoro, attingono a risorse esterne nella massima misura possibile, salvo poi far finta di litigare sui bilanci della Compagnia portuale. Economia di guerra? Comparando la realtà al peso dei traffici, le prospettive non sono rassicuranti: sviliti i progetti e il peso dell’unica multinazionale che scommette su Genova (Msc), capitali in pericolo, fiducia volatilizzata, disoccupati in aumento, riforme mille volte promesse e mai attuate, infrastrutture vitali bloccate, la crisi che si estende a macchia d’olio lambendo shipping e porti.

Troppi i ritardi e le inadempienze, clamorosa l’incapacità di giocare d’anticipo prevedendo le possibili conseguenze di un progetto o di un investimento. Ci sarà pure una ragione, del resto, se con sistematico masochismo l’amministrazione portuale e l’imprenditoria continuano a tenere in sospeso il risolvibilissimo problema legato al bilancio della Culmv. Davvero a tutti va bene così? Cioè pochi traffici ma con alti margini da ridistribuire tra i litiganti? Che abbiano in testa di guidare lavoratori dipendenti come sindacato? Modellando quindi un’Agenzia del lavoro gestita dai terminalisti e da Palazzo San Giorgio con la Culmv al governo del sindacato?

E comunque i problemi e la zavorra non sono legati solo al valzer sui conti o alla burocrazia o all’incapacità dei funzionari. Genova ad esempio propone l’unico esempio al mondo di scanner doganale in multi-utilizzo, con appuntamento su fasce orarie dedicate. Propone il caso degli uffici dello sportello unico dei controlli, pronti ed arredati, ma anche abbandonati per inagibilità causa mancanza di atti amministrativi adeguati. Propone il Ped che tutti gli operatori aspettano da 10 anni quando l’idea venne accolta dall’allora governatore ligure Burlando: i fondi per la sua realizzazione nei bilanci dell’Authority ci sono, ma vengono regolarmente ripostati. Non si tratta di grandi infrastrutture, di progetti miliardari ma di semplici miglioramenti operativi già finanziati. Non si tratta neppure delle bitte (!) o dei dragaggi che andrebbero eseguiti in maniera continuativa: nel porto di Genova i fondali pescano 8,50 metri, mentre nei porti crocieristici si deve arrivare almeno a 10 metri.

Ancora una volta la competitività internazionale del porto è sfilacciata. Pesa più che mai l’irrisolto conflitto all’interno di una città edificata sul porto e per vivere di porto, che adesso impone regole che per sua stessa natura il porto non può assorbire. Eppure l’Italia, che esporta massicciamente in Europa, dovrebbe preoccuparsi. Perché oltre il palcoscenico del teatrino genovese c’è un mondo che punta a sovrastarci. Le intese fra Svizzera e Germania sull’asse del corridoio Reno-Alpi e gli enormi investimenti pianificati stravolgono lo scenario nel Nord Ovest, rendendo il porto di Genova marginale rispetto alla politica europea dei trasporti. Le infrastrutture che noi non facciamo, le stanno realizzando la Svizzera (250 miliardi di investimenti in logistica…), la Francia, la Germania e la Slovenia. Mentre Genova è risucchiata nel cono aereo, a Zurigo e Losanna i ragazzi del Politecnico disegnano il futuro dei traffici e degli affari.

Stremata da lunghi anni di degrado, disincanto e frustrazione, la città del porto è diventata una città esausta. Eppure, se appena si riesce a guardare sotto la superficie devastata dall’immobilità e dal servilismo della politica, dall’ossessione speculativa e dai nuovi feroci conflitti tra ultimi e penultimi che la dilaniano, Genova potrebbe ancora sorprendere.

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Commenti inseriti: 199 — pagina 1 di 8

Spedito da: Pubblicato il: 23 agosto 2019 alle 13:22

giorgio.carozzi

@dottor mabuse
pur con toni diversi, hai ripreso esattamente le considerazioni che facevo su un paio di puntate di Pilotina ai tempi della coppia DelRio-Serracchiani... Qualcosa è certo combiato, in peggio. Però mi sorprende e mi stimola (per quel che vale) l'appello a far affidamento solo su noi stessi, può essere...

Spedito da: Pubblicato il: 23 agosto 2019 alle 12:50

Luca Becce

Dunque l’immigrazione è creata dalle ONG, gli incendi sono appiccati dalle ONG. Basta chiuderle e il mondo sarebbe felice e pulito. O forse sarebbe meglio che ex torturatori o fannulloni storici evitassero di avere funzioni di governo? A volte il POPOLO fa qualche guaio. Basta leggere qualche libro di storia.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 agosto 2019 alle 12:38

Arcangelo Merella

Qualche giorno fa ho pubblicato un lungo post sulla gronda prevedendo che sarebbe stato uno tra i primi argomenti di conflitto tra i componenti di un nuovo governo di qualunque colore qualora tra i diversi colori ci fossero stati anche i gialli pentastellati. E così è. Allora, premesso che la mia modesta valutazione l'ho fatta in quel post che invito a leggere ( naturalmente per chi è interessato al problema) ribadisco che: 1) Genova non può rinunciare ad una bretella autostradale
2) nel progetto approvato e diventato ora oggetto di nuovo contendere ci sono due tratti comuni alle diverse ipotesi (Vesima Varenna e Genova ovest Bolzaneto) che anche il gruppo di valutazione del MIT ritiene necessari ed utili 3) purtroppo il costruendo nuovo ponte Morandi nasce disgraziato avendo solo due corsie e non tre come peraltro anche i tecnci del MIT osservano (ma quando si è trattato di approvarlo dov'erano Toninelli e i suoi?)
4) stando così le cose l'ipotesi da me caldeggiata della gronda bassa perde senso e allora si approvi definitivamente il tracciato noto
5) si stralci però il tratto della A7 ( e connessione con A12 e A10) dal progetto e lo si avvii prima possibile; nel frattempo si ha modo di osservare, ponte rifatto, strade a mare compeletate e, mi auguro, servizo metropolitano su treno e terzo valico conclusi, quale è la quota di traffico leggero e pesante che ancora grava sulla città e sulla base di quell'attenta osservazione ( quindi con flussi al 2025 e non già come ora al 2008!!) si decida se proseguire con la gronda o fermarsi a queste prime fasi. Certo ho ben chiaro che tutto ciò richiede una diversa organizazione dei cantieri e di conseguenza, come minimo, una project review ma il gioco vale la candela. Infine una considerazione politca: qualunque governo nasca ha l'obbligo di assicurare alla Liguria, al Piemonte e alla Lombardia la realizzazione delle infrastrutture che servono alla crescita sostenibile e allo sviluppo. Se ciò non dovesse avvenire al Nord Ovest non resta che la starda della secessione. E comunque quel governo non avrebbe mai il mio consenso ( valgo per uno, lo so)!

Spedito da: Roma Pubblicato il: 23 agosto 2019 alle 12:29

Paolo

Un governo possibile??? E formato da chi, quali uomini sono in grado di opporsi alla deriva neo fascista e contemporaneamente a far quadrare i conti. E il programma della grande svolta? giustizia, le grandi opere e gli appalti, la Rai e l'informazione, i diritti dei lavoratori e il welfare, l'ecologia, i beni culturali, la lotta a mafie, corruzione, grande evasione, spurgo razzista e molto altro ancora. La vedo dura!
Caro Piero, spiegami che cosa ci differenzia...

Spedito da: Janua Pubblicato il: 23 agosto 2019 alle 08:15

Dottor Mabuse

E anche quest’anno abbiamo avuto il nostro grande classico da sfogliare sotto l’ombrellone o cullati dal bianco fresco sul gozzo tigullino.
Titolo la crisi di governo
Credo sarebbe più salutare una sana rassegnazione!
Ci leviamo dai piedi Toninelli, perfetto, tanto quello che verrà dopo dubito sarà migliore, ci leviamo dai piedi Salvini, perfetto, arriva mettiamo Zingaretti, e quindi?! Vorrete mica raccontarmi che quelli che arriveranno sono grandi statisti? Illuminati della politica?
Sono niente più che bottegai tanto quanto quelli precedenti, sostanzialmente più interessati a compiacere tutto e soprattutto tutti quelli che stanno oltre Civitavecchia.
La Liguria è una regione morta e sepolta va già bene se ci ridaranno un ponte in tempi non biblici per il resto scordatevi tutto perché, e per una volta fidatevi, non gli frega una beatissima a nessuno a Roma della gronda della diga del porto ( che tanto bene o male paga tasse anche se è allo sfascio ).
E il porto come lo intendete voi non può esistere incuneato dentro il tessuto urbano come è a Genova, se una nave sbaglia manovra te la ritrovi in via Sampierdarena e ti tocca fare la constatazione amichevole con le macchine parcheggiate o portare allo Scassi qualche peripatetica tamponata da un container volato per terra.
Vediamo di essere realisti ormai siamo un porto da traghetti qualche crociera e stop....... qui non c’è spazio non c’è volontà non c’è voglia.....non c’è più niente.
Sarà il caso di riciclarci facendo affidamento solo su noi stessi senza aspettare nessun prossimo governo che tanto non ci caga di striscio ( o fa finta ) come il precedente.
Cordialità e governo per tutti a ciascuno il suo

Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 17:26

Enrico Vigo

Andare al voto proprio no, non in questa fase.

Si farebbe il gioco di Salvini, Toti, Berlusconi e Meloni. Sorry, ma Salvini & sodali di destra li voglio fuori dai giochi sempre e comunque.

Condivido gli appunti di Conte fatti a Salvini che ne ha fatto ul ritratto meglio di quanto avrebbe fatto Van Gogh.

La Gronda è 1988 che da contribuente ascolto musse e subisco incrementi di costo paurosi a causa di irrazionali posizioni ideologiche-contro, sono arcistufo di questo teatrino scomposto e irrazionale, e non sto qui a spiegarne le ragioni che predico da 31 anni. Sono disgustato di un colpo di coda d'apparato a Governo finito.

L'uomo più contento del firmamento genovese sarà l'ex-Senatore Rossi che ci ha messo del suo per intorbidire le acque, più di quanto non fossero già fin troppo torbide.

Qualsiasi variante procurerà ritardi mostruosi, e contraccolpi in Europa visto che il progetto ha passato tutte le Forche Caudine di questo mondo ed è arrivato ad essere approvato e finanziato con gli extra pedaggi che da fessi stiamo già pagando.

L'Italia non è ancora un paese degno si sedersi al tavolo dei major d'Europa fino a che non sarà in grado di non essere più governato dai Salvini e dai Toninelli di turno.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 17:18

G. Merello

Sì (vera) Gronda, che Genova, Liguria e Nord Ovest si sono già pagata molte volte!
NO Toninelli & DECRESCITA FELICE 5 STELLE.

Spedito da: SPEDIPORTO Genova Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 11:39

Giampaolo Botta

SI' GRONDA

Tutto e' legato ai futuri sviluppi per un nuovo governo, ma riteniamo che sia davvero utile riaffermare ,come cittadini genovesi e non, la necessita' di quest'opera e pertanto Ricordiamo che su change.org potete trovare la petizione con parole chiave SI GRONDA, lanciata da Bartolomeo Giachino e da noi condivisa .
E' stata lanciata in un sabato assolato di questo mese di agosto e quindi molti non ne sanno ancora nulla e pertanto la riproponiamo nuovamente.
Che ne pensate?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 11:27

Angela

Ogni popolo ha il governo che si merita.

Gia', ma quale? Dal momento che la volontà espressa nelle elezioni del 2018 è stata bellamente bypassata attribuendo poteri governativi ad un partito, il M5S che più che un partito è un movimento dell'antipolitica, un semplice sostenitore del non fare, un coagulatore dei motivi di insoddisfazione di molti italiani che non hanno ancora capito che la politica è una cosa seria che si deve poggiare sulle idee, sulla capacità programmatica e sulla efficacia di attuazione. In una parola, sulla concretezza e non sul mugugno. In questo modo sono andati al macero milioni di voti e oltre 400 giorni in cui hanno finto di gestire la cosa pubblica con PIL diminuito, leggi raffazzonate che hanno scontentato il loro stesso elettorato, decreti in attesa dei regolamenti di attuazione, tira e molla su questioni nodali su ambiente e sviluppo. Sono riusciti a minacciare di mettere in stato d'accusa il Presidente della Repubblica, hanno con l'ennesimo voltafaccia negato la fiducia al presidente del Consiglio sulla TAV dopo che tutti sembravano d'accordo sul mandare avanti quest'opera. Hanno perso l'unica possibilità (non ce ne saranno altre) di cavalcare la tigre del malcontento producendo qualcosa di buono per il popolo italiano. Una delle più deficitaria esperienze di governo della storia della Repubblica si è conclusa con il lamentoso discorso di commiato di Conte, imbastito sulla recriminazione di sforzi per salvare l'Italia che il suo governo avrebbe fatto, di cui purtroppo nessuno vede i risultati, che ha gettato sul solo Salvini tutte le colpe, mentre l'altro vice ministro ha mostrato un imbarazzo
evidente e assolutamente comprensibile, dato che sarà chiamato a collaborare con un partito, Il PD, additato da lui stesso e da tutto il movimento per anni come la prima causa del malgoverno. Sembra che la governabilità del paese non possa prescindere dai voti dei 5S che oscillando ora a destra ora a sinistra sono gli unici a stabilizzare l'ago della bilancia. Peccato che quei voti non riflettano più la volontà popolare, nel volgere di un anno pesantemente modificata. Peccato che il PD abbia in parlamento un Renzi che si è defilato e dissociato dal segretario del suo stesso partito e quindi non sappiamo quanto seguito avrà nell'aula parlamentare. A questo punto ci si chiede chi rappresenti, veramente, questo parlamento è se non sia il caso di tornare presto alle elezioni per dare stabilità al Paese. Con grande terrore dei pentastellati, che dopo aver perso in maniera massiccia seggi a livello locale e alle europee rischiano veramente di scomparire. Ugualmente vi è un forte rischio per il PD nel caso dovesse accettare un governo ponte, durante il quale non potrebbe fare di meglio che portare avanti per poco tempo una politica deficitaria già iniziata, senza poter dare al popolo la riforma più attesa e cioè una drastica riduzione del prelievo fiscale. Con conseguenze deleterie, per lo stesso PD, alla prima tornata elettorale.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 11:17

Arcangelo Merella

meglio andare rapidamente al voto e ognuno si assuma le sue responsabilità. Scemo che raccoglie in mano ora il cerino perchè rischia di vincere una battaglia ma di perdere la guerra
il problema è quello di sottrarsi alle responsabilità, facendole cadere sulle spalle di chi invece le responsabilità le sente tutte, pronti però a saltargli alla gola non appena decisioni pesanti causate dal dissennato governo degli ultimissimi anni provocheranno.
Eh no, cornuti e mazziati proprio no.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 11:12

Ciozz

Sebbene disprezzi le iniziaTive del ministro Toninello e la politica del not in my backyard dei M5S sono contento per lo stop alla gronda.
Uno svincolo funzionale A10/A7 (nuovo ponte Morandi), la nuova viabilità cittadina (Guido rossa > Sopraelevata) ma soprattutto la metro di superficie Nervi-Voltri + VPolcevera e VBisagno risoverebbero tuti i problemi ad un costo molto inferiore..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 11:04

G. Merello

ULTIMA BUFFONATA DI TONINELLI E 5 STELLE SULLA GRONDA: E IL PD?

Con incredibile faccia tosta Toninelli, il ministro più dimissionando della storia di un governo che non c'è più, fa pubblicare l'ultima delle "analisi costi-benefici" che dovrebbe avere lo stesso valore (ZERO) di quella sulla Torino-Lione, sulla quale è stato battuto in Senato lui e 5 Stelle da TUTTI gli altri, compreso il neo "santo" Giuseppe Conte!!
Veniamo ai 5 PUNTI o "paletti" posti dal PD per dividersi le poltrone con i 5 Stelle iper-poltronari. Premesso che appaiono molto "ammorbiditi" rispetto alle precedenti convinzioni del PD, in particolare si nota:
-Pto 1) - confermata una linea di resa totale all'asse franco-tedesco dominante, che fa i suoi comodacci, molto benevolo con le proprie carenze e implacabile verso quelle italiane
-Pto 2) - Dice tutto e soprattutto niente
-Pto 3) - La "sostenibilità ambientale" puzza terribilmente di resa alle letali ideologie grilline che in base allo slogan della DEcrescita Felice (prima tanto combattuta dal PD) AFFOSSANO tutte le nuove infrastrutture del Centro-Nord che tira la carretta (al Sud tutto va bene per la TAV Napoli-Bari-Taranto). Esemplari tutti i precedenti storici, dal Terzo Valico alla Torino-Lione ed ora alla Gronda, colpo mortale alla Genova del post-Morandi se accettata l'ultima farsa di Toninelli.
Pto 4) - Alla base del quale ci dovrebbe essere la revisione totale di quella convenzione di Dublino partita nel lontano 15/6/1990 e modificata innumerevoli volte con l'Italia sempre nella posizione scomoda di punto più vicino al Nord Africa. Nel frattempo probabile manica larga sui trafficanti di clandestini.
Pto 5) - Lascia campo a tutte le interpretazioni, con sottinteso che si dirà NO a quelle richieste di mini-autonomia delle regioni virtuose che sanno bene amministrare e lottare meglio contro le mafie. Quanto alla "Nuova stagione di investimenti"...vedi PUNTO 3 !!

Spedito da: Manchester airport Pubblicato il: 22 agosto 2019 alle 09:27

piero

@ Paolo. Il solito sinistronzo razzista contro gli italiani e succube degli stranieri che lui pensa intelligenti e buonisti come lui. Vai un po' in giro per l'Europa e vedi cosa pensano negli altri paesi della vostra buona e intelligente politica accogliona e della vostra politica a favore della finanza internazionale contro il lavoro a favore di alcune famiglie che hanno in mano l'economia mondiale

Spedito da: Lanterna, piano attico! Pubblicato il: 21 agosto 2019 alle 23:22

Lucifera

Signori, Signorini,signorine e compagnia cantante, torno a sollecitare risposte esaurienti e vincolate in intervallo di tipo binario (non quello della tav che non serve a nulla e non sarà fatta), per conto di una povera Signorina dal tacco alto e lasciata al freddo nel suo povero attico,in compagnia di mattoncini Lego che vorrebbe regalare a tutti i bambini del suo quartiere alfine di permettere una educazione e socialità in modo che un domani non diventino miserabili quanto voi!
Baciamo le mani.

Spedito da: Lanterna, piano attico! Pubblicato il: 21 agosto 2019 alle 23:20

Lucifera

Signori, Signorini, signorine e compagnia cantante, torno a sollecitare risposte esaurienti e vincolate in intervallo di tipo binario (non quello della tav che non serve a nulla e non sarà fatta), per conto di una povera Signorina dal tacco alto e lasciata al freddo nel suo povero attico, in compagnia di mattoncini Lego che vorrebbe regalare a tutti i bambini del suo quartiere alfine di permettere una educazione e socialità pee

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 agosto 2019 alle 22:17

G. Merello

Concordo abbastanza con il presidente Luca Becce, credo che molti italiani preferirebbero appunto la coerenza e non l'opportunismo, ossia accetterebbero proposte chiare (ante voto) di alleanze su cui chiedere il voto agli elettori.
Specie in presenza di forze politiche diametralmente opposte su questioni quali ad esempio le infrastrutture del Paese, fondamentali per essere competitivi ed avere un futuro.
Parliamo naturalmente di elettori italiani, ciascuno come usa in un paese democratico libero di esprimere le proprie idee.
Espressioni alla fine dell'italiano medio, magari non proprio come è descritto da un signore che forse si guarda allo specchio..

Spedito da: Roma Pubblicato il: 21 agosto 2019 alle 11:19

Paolo

c'è poco da fare, l'italiano medio è quello che è: presuntuoso, egoista, borioso, superbo, egocentrico, ipocrita, vigliacco, pavido, fanatico, tracotante, analfabeta di ritorno, omofobo, razzista.
Ah, e ovviamente l'italiano medio è quello che voterà in massa il trucido e i suoi alleati perché li riconosce come suoi simili.

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 21 agosto 2019 alle 11:10

Davide Prusso

a parte il Presidente del Consiglio in formato alice nel paese del meraviglie e la solita dilettantesca gestione dell aula da parte della Casellati qualcuno avvisi il Ministro dell' Interno del fatto che i parlamentari non sono dipendenti pubblici ma ( art.66 o 67 della Costituzione non ricordo il numero esatto dell'articolo) ognuno di essi rappresenta la Nazione ed esercita le funzioni senza vincolo di mandato....non sarebbe male che i ministri conoscessero la Costituzione ...almeno le basi

Spedito da: Pubblicato il: 21 agosto 2019 alle 10:57

Luca Becce

Ma se davvero ci fossero le condizioni per un governo di legislatura con i 5 stelle, dovuto al fatto che la loro alleanza con la lega si è rivelata davvero contro natura e che ora ne sono consapevoli, non sarebbe meglio presentare la proposta con una alleanza sulla quale chiedere il voto agli elettori, piuttosto che trovare un accordo in parlamento senza alcuna verifica popolare?
Un accordo in Parlamento per un governo, pur legittimo costituzionalmente, come è stato quello rosso verde, avrebbe lo stesso limite che giustamente è stato contestato: non è coerente con la proposta presentata agli elettori. Ecco, la coerenza e non l’opportunismo, pur a fin di bene, può essere un fattore fondamentale per dare il segnale del cambiamento che più di ogni altro sarebbe percepito: essere conseguenti fino in fondo con quello che si dichiara. Questa sarebbe una vera svolta e si sarebbe nella condizione di costruire una alleanza capace di sconfiggere una destra sovranista con una proposta che non guardi solo all’oggi, ma costruisca una proposta per il domani, abbia una visione del futuro. Esca dal giorno per giorno che ha ucciso la Politica, con la P.

Spedito da: spianata Pubblicato il: 20 agosto 2019 alle 11:28

davide

Allegri, non facciamoci mancare niente! È un agosto fuori dal comune per la politica italiana, alle prese con una crisi di Governo “drammatica”, per tempistiche e contesto, con la finanziaria da approvare a novembre ed un ruolo in Europa, dove si decide la sorte delle politiche portuali, vinicole, agricole e non solo, sempre più sfumato.
E se la “campagna” elettorale è già iniziata, a colpi di selfie in spiaggia, il momento della pacatezza è una utopia che, lo dico essendo spesso agli antipodi, andrebbe ricercata con ogni mezzo...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 agosto 2019 alle 11:04

Arcangelo Merella

COSI' ANCHE GENOVA!

Milano, centomila alberi e sponsor privati: parte il progetto della foresta urbana

Per il 2030 il Comune punta a tre milioni di piante in più, in una città che oggi arriva a 500 mila. Si parte da parchi e scali Fs

Spedito da: Moneglia Pubblicato il: 20 agosto 2019 alle 10:56

Mario

Ne vedremo delle belle, cara ciurma di Pilotina, soprattutto se decideranno di miscelare nel cocktail gli incredienti cari a DelRio-Toninelli, mamma mia...
Ma il porto di Genova è il porto di Genova! .. è un "unicum" , forse non vincerà mai niente di rilevante, ma alla fine in questo circo merita di starci,del resto, quando è in giornata è un fuoco artificiale continuo, che delizia lo spettatore pagante, che alla fine, è quello che manda avanti il baraccone...

Spedito da: Janua Pubblicato il: 19 agosto 2019 alle 18:53

Dottor Mabuse

Giorgio mi permetto un appunto.
Certi articoli propagandistici con qualche mussa eclatante sparsa ad arte il MTgh potrebbe anche risparmiarseli.
Vediamo di essere seri e dire le cose come stanno realmente, certi “approdi” hanno la stessa forza della minestrina di dado

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 agosto 2019 alle 16:25

G. Merello

D'accordo con Carlo Mitra
Il Reddito di cittadinanza, che con il suffragio bulgaro specie al Sud ha portato al governo il 5 Stelle, fu creato su misura per il mondo del lavoro a nero, piaga dell'Italia.
Ma resta il fiore all'occhiello di Di Maio, insieme alla "guerra santa" contro le infrastrutture. Sulle quali non era d'accordo con il PD, almeno fino al voto in Senato...

Spedito da: italia Pubblicato il: 18 agosto 2019 alle 12:54

Carlo Mitra

....per ora e' così ....controlli della GdF su chi prende il reddito di poltronificio...2/3 lavoravano in nero!!! ....

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