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«Porti, riforma subito e un nuovo presidente a Palazzo S. Giorgio» / INTERVISTA

Genova - Le richieste degli agenti marittimi per il 2016. Duci (Assagenti): «A Genova serve figura con pieni poteri, confido che Delrio mantenga le promesse»

Genova - Sono due, più di altre, le novità che gli agenti marittimi genovesi si aspettano nei primi mesi del 2016. «La prima è la legge di riforma del sistema portuale, la seconda la nomina di un presidente alla guida dello scalo di Genova». A sottolinearlo è Gian Enzo Duci, presidente di Assagenti e prossimo numero uno di Federagenti, l’associazione nazionale di categoria.

È proprio sicuro che non ci saranno ritardi?

«Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, è un uomo di parola. Ha fatto delle promesse, saranno rispettate».

Se così non fosse? Partirà una rivoluzione dai moli?

«Più che il mondo imprenditoriale, dovrà muoversi la politica locale: Comune di Genova e Regione Liguria. Non credo che spetti agli operatori alzare barricate. Sono convinto che dopo l’addio anticipato di Luigi Merlo, la scelta di nominare un commissario sia stata azzeccata. Ma deve essere una situazione temporanea, serve una figura con pieni poteri, il porto non può stare fermo a lungo. Lo abbiamo già ribadito, e non solo noi come agenti, in più di un’occasione».

Parliamo di bilanci e di mercato. Che anno è stato il 2015 ?

«I livelli complessivi dei traffici, piuttosto buoni, sono rimasti tendenzialmente invariati rispetto al 2014. Ma nell’ultimo trimestre dell’anno c’è stato un calo dei volumi preoccupante».

A cosa è stato dovuto?

«Principalmente al continuo rallentamento dell’economia cinese. Un Paese che, rispetto al passato, ha iniziato a guardare maggiormente al suo interno piuttosto che all’estero».

Quanto peserà ancora, sul comparto marittimo, lo stop di Pechino?

«Quella che riguarda il mercato cinese è più che altro una trasformazione, visto che il Paese chiede, e chiederà sempre con maggiore insistenza, un import a maggiore valore aggiunto. Per quanto riguarda più in generale le altre realtà emergenti invece, anche Russia e Brasile, per motivi differenti, hanno avuto enormi difficoltà».

Quindi lo sviluppo dei Bric è già finito?

«C’è l’India, un Paese che ha raggiunto un buon equilibrio, ma soprattutto ha confermato le previsioni di crescita a livello economico. L’India non sarà comunque in grado, viste le dimensioni ridotte rispetto alla Cina, di raggiungere i livelli di traffico che hanno ruotato attorno a Pechino».

A quali altri mercati dovrà guardare il trasporto marittimo?

«Europa e soprattutto Stati Uniti sono le aree attualmente più interessanti. Pare che in questo momento l’attuale situazione geopolitica possa portare a una regionalizzazione delle linee di trasporto. Parliamo di novità importanti che non rappresentano comunque la fine della globalizzazione».

Ci saranno però delle ripercussioni negative?

«Nel 2016 la politica tornerà ad avere, dopo molto tempo, il sopravvento sulla circolazione delle merci. Ma questo, paradossalmente, visto lo sviluppo inaspettato di alcune rotte, almeno nel breve e medio periodo, potrebbe rappresentare persino un vantaggio per la maggior parte delle compagnie internazionali».

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