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Progetto europeo Stm per il controllo delle rotte marittime

Treviso - L’idea mutuata dalle tematiche connesse alla navigazione aerea è quella di creare una rete di controlli anche lungo le rotte marittime utilizzate dalle navi.

Treviso - Il sistema che in un prossimo futuro darà l’opportunità di gestire il traffico marittimo internazionale da terra, dovrebbe scaturire dalle conclusioni del progetto europeo Stm (Sea Traffic Management) che, promosso dall’Amministrazione marittima svedese, vede la partecipazione di una ventina di paesi tra i quali l’Italia presente con il Mit, alcune Autorità portuali (Livorno Mar Tirreno settentrionale e Venezia Mare Adriatico settentrionale), Costa Crociere, Università di Genova (Dime), aziende del cluster marittimo nazionale come il gruppo Rina e l’azienda ligure IB di Rapallo certificata Iso/IEC 27001 (Information Technology e soluzioni software). Il progetto Stm, la cui durata è di 3 anni e mezzo per un finanziamento di poco superiore ai 40 milioni di euro, è giunto a metà del suo percorso e in questi giorni viene sottoposto all’attenzione dei partner con un apposito convegno (Stm Midterm Conference) organizzato a Monastir nell’hinterland veneziano. In apertura dei lavori, avvenuta questa mattina, è stato presentato dalla Fondazione Cs Mare, voluta dalla direttrice Evelin Zubin,il primo prototipo di e-amministration, ritenuto un passaggio fondamentale per l’ulteriore sviluppo dei processi di digitalizzazione nello shipping e nella logistica nel suo insieme.

«La filosofia del progetto - spiegano i responsabili a margine dei lavori ospitati nel Centro convegni di Villa Fiorita – è fondamentalmente quella di semplificare e promuovere una sempre più stretta condivisione dei dati, migliorando contemporaneamente il rapporto tra pubblico e privato (Mit,Autorità portuali di sistema,traversata e armatori ndr) e,soprattutto, non sono previste nuove normative in questo ambito». Attualmente in via sperimentale, il progetto Stm per il monitoraggio delle rotte coinvolge 237 navi italiane alle quali vanno aggiunte circa 300 unità straniere. Ulteriori benefici derivanti da Stm sono infine previsti per l’efficientamento della nave nonché migliori standard legati all’impatto ambientale marino. Intervenuta con un video messaggio registrato da Bruxelles, l’europarlamentare Isabella De Monte ha infine commentato che «il processo di digitalizzazione è un mezzo per avvicinare ulteriormente istituzioni,imprese e cittadini». Nel frattempo, rimanendo nel campo della sperimentazione, entro fine settembre con l’avvisatore marittimo del porto di Brindisi sarà avviata la condivisione dei dati delle rotte baltiche gestite dal sistema realizzato dalla Transas

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