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Legambiente: «Ogni minuto un camion di rifiuti finisce in mare»

Trieste - Per ogni minuto che passa, l’equivalente di un camion di rifiuti finisce nei mari e negli oceani del mondo. Quello che resta visibile agli occhi, sulle spiagge e sulla superficie del mare, è pari solo al 15% della mole di rifiuti che giacciono sul fondo del mare

Trieste - Per ogni minuto che passa, l’equivalente di un camion di rifiuti finisce nei mari e negli oceani del mondo. Quello che resta visibile agli occhi, sulle spiagge e sulla superficie del mare, è pari solo al 15% della mole di rifiuti che giacciono sul fondo del mare. Senza contare i danni economici che il fenomeno del marine litter provoca al comparto produttivo del settore pesca.

Secondo uno studio commissionato dall’Unione Europea, l’impatto economico per la pesca è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro all’anno, risultando il secondo settore più danneggiato dai rifiuti marini dopo quello del turismo. Un dato che potrebbe subire un calo solo attraverso la prevenzione del rifiuto, la raccolta, il riciclo e la sperimentazione di nuovi materiali.

Goletta Verde, la campagna annuale di Legambiente, si è chiusa a Trieste con un bilancio preoccupante: la plastica è stato il materiale più trovato nel Mediterraneo dall’associazione ambientalista, 97% del totale, seguita da metallo (1,5%), carta/cartone (0,7%) e vetro/ceramica (0,4%). Pesca e acquacoltura sono i responsabili del 39% degli oggetti monitorati. Nella top ten dei rifiuti, infatti, a farla da padrona reti o sacchi per mitili o ostriche (calze), con una media di 340 rifiuti ogni 100 metri.

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