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Porti, La Spezia chiama New York

Genova - Un asse lungo 6.570 chilometri, quello tra La Spezia e New York, che connette lo scalo ligure a quello statunitense in un’intensa relazione industriale attraverso l’Oceano Atlantico. In termini di volumi scambiati, il porto di New York è infatti il primo partner della Spezia per la merce in esportazione

Genova - Un asse lungo 6.570 chilometri, quello tra La Spezia e New York, che connette lo scalo ligure a quello statunitense in un’intensa relazione industriale attraverso l’Oceano Atlantico.

In termini di volumi scambiati, il porto di New York è infatti il primo partner della Spezia per la merce in esportazione, convogliando sulle banchine dello scalo ligure la merce in arrivo dal bacino industriale di riferimento (Milano e il Nord-Est: è il secondo porto di import-export del Paese container dopo Genova) e diretta verso gli States.

Ieri una delegazione dell’Autorità portuale del Mar Ligure Orientale era quindi a New York per incontrare la Port Authority «che recentemente - spiega il segretario generale Francesco Di Sarcina - ha effettuato ingenti investimenti per l’accesso delle navi portacontainer di maggiori dimensioni all’interno dello scalo, anche presso i terminal più interni». L’incontro - organizzato presso gli uffici dell’Ice nel contesto di un road show di Contship Italia, il maggiore terminalista della Spezia - è servito allo scalo guidato da Carla Roncallo per far conoscere a potenziali clienti e investitori il piano da 328 milioni finalizzati all’aumento del 25% la superficie delle banchine, oltre ai sistemi già da tempo operativi (e nei quali La Spezia ha sempre giocato un ruolo pionieristico in Italia) di sdoganamento anticipato e corridoio doganale veloce, che contribuiscono oggi a renderlo lo scalo più multimodale nel Paese, «con una quota di trasporto via ferrovia superiore al 30%, tre volte la media degli altri porti italiani» spiega Di Sarcina.

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