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I testimoni chiave non collaborano alle indagini

Genova - Omissioni, amnesie, contraddizioni. Non è passato nemmeno un mese dal crollo del Ponte Morandi e dalla morte di 43 persone, eppure c’è chi ha già dimenticato chi fossero gli interlocutori con cui aveva parlato della situazione del Ponte Morandi

Genova - Omissioni, amnesie, contraddizioni. Non è passato nemmeno un mese dal crollo del Ponte Morandi e dalla morte di 43 persone, eppure c’è chi - fra i primi testimoni sentiti, legati ad Autostrade per l’Italia e alle società che vi gravitavano intorno - ha già dimenticato chi fossero gli interlocutori con cui aveva parlato della situazione del Ponte Morandi, il contenuto di conversazioni avvenute quel giorno e chi addirittura prende le distanze da testi scritti e partiti dal proprio indirizzo di posta elettronica. Un atteggiamento ritenuto dagli inquirenti «poco collaborativo», in alcuni casi, che potrebbe complicare la posizione di determinate figure, che da testimoni potrebbero diventare indagate.

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