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Sciopero Enav, a Genova c’è anche la vertenza del servizio radar

Genova - Ascheri (Cgil): «Il servizio rischia di essere trasferito a Milano: così il territorio perde competenze e scalo valore strategico»

Genova - Il personale Enav dell’aeroporto C.Colombo di Genova oltre alle motivazioni dello sciopero nazionale dei dipendenti Enav, dichiarato per domani, protesta anche per una vertenza a livello locale (con le stesse modalità) iniziata ad agosto scorso.

Enav in Italia è il fornitore dei Servizi di Assistenza al Traffico Aereo (torri di controllo, radar ed altro) «a Genova come negli altri aeroporti italiani essa assicura un servizio indispensabile per l’attività dei voli operanti sullo scalo» scrive la Cgil in una nota firma del responsabile del settore Enrico Ascheri.

«Le ragioni della vertenza sono di natura strettamente tecnica e imperniate sulle attuali modalità di fornitura del servizio, ma il clima di forte contrapposizione tra le parti è in realtà più profondo e generalizzato, riconducibile ai temi dello sciopero nazionale, ovvero ai nodi strutturali presenti ormai da tempo e destinati molto probabilmente a perdurare. Al fondo c’è il quadro di ristrutturazione dei servizi e del personale tracciato dal Piano Industriale ENAV S.p.A. circa un anno fa, di prossima e immediata attuazione. Il Piano ha portata nazionale, prevede una generale remotizzazione dei servizi con interventi incentrati al dislocamento di competenze dai territori (dagli aeroporti) verso i grandi centri di controllo di Roma e di Milano. Per Genova dovrebbe risultarne il trasferimento a Milano della fornitura del servizio radar ai voli che interessano la locale aerea di controllo, compresi gli operatori di linea che partono e arrivano al C.Colombo» continua Ascheri.

«Le maggiori organizzazioni sindacali locali ritengono che ciò determinerebbe un detrimento del valore strategico dello scalo genovese, delle competenze in loco, oltre che un disagio per il personale. La loro stima è di un dimezzamento delle attuali configurazioni d’impiego entro un paio di anni. Si tratta di un nucleo ristretto di persone altamente qualificate, operanti a Genova da molto tempo (quello genovese fu il primo radar per l’avvicinamento impiegato in Italia), chiamate a garantire la continuità del servizio anche attraverso una transizione che al suo termine imporrà loro la scelta tra il cambio di sede o il demansionamento per chi resterà in loco. Poiché il piano coinvolge molti aeroporti, allo sciopero nazionale si sono aggiunte numerose le astensioni di carattere locale anche in altre città, a sottolineare la condivisione diffusa delle preoccupazioni legate agli obiettivi del Piano Industriale. Quest’ultimo nasce a valle del processo di privatizzazione che negli anni ha dapprima trasformato ENAV in società per azioni a completo controllo pubblico, poi distribuito quote azionarie in quantità di poco inferiore al 50%, lasciando ancora sul tavolo ipotesi per successive ulteriori cessioni. Dal punto di vista sindacale si evidenzia che al mondo i fornitori di questo genere di servizi (comunemente di carattere nazionale per ovvi motivi strategici) sono per lo più assoggettati al controllo statale, che gli esempi di privatizzazioni sono estremamente limitati, per lo più parziali, e che tra questi il caso italiano costituisce uno dei casi di privatizzazione più avanzata. Per i sindacati locali genovesi la scelta di estendere le motivazioni dello sciopero nazionale a quelle locali è anche per non aggravare i cittadini di ulteriori disagi oltre alla situazione già difficile che la nostra città sta vivendo».

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