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«Il nuovo ponte di Genova sarà percorribile il 15 aprile 2020»

Genova - È l’impegno delle aziende costruttrici, tra cui Fincantieri. Bono «Non ci saranno penali perché non ci saranno ritardi» .

Genova - Rendere percorribile il nuovo ponte di Genova il 15 aprile 2020: è l’impegno preso ufficialmente dalle aziende di demolizione e di costruzione del viadotto che oggi hanno firmato il contratto con la struttura commissariale guidata da Marco Bucci. Se non riusciranno pagheranno delle penali. «Lo inaugureremo il giorno prima, il 14 aprile, oppure cinque minuti prima» ha detto con un sorriso Bucci ai cronisti per ribadire che quella data è plausibile, anzi una certezza. «Non ci saranno penali perché non ci saranno ritardi» ha aggiunto l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono, abituato a firmare contratti con armatori così fiduciosi da vendere le crociere mentre le navi sono ancora in costruzione. Bucci è apparso soddisfatto - contratto unico come voleva a responsabilità divise per le penali - nel salone di Palazzo Tursi dove si sono riuniti i responsabili di tutte le aziende coinvolte - Salini Impregilo, Fincantieri, Italferr, Fagioli, Omini, Ipe Progetti e Ireos (ha lasciato la genovese Vernazza), l’architetto Renzo Piano, il governatore Giovanni Toti e tante autorità cittadine. «Oggi è un bel giorno per Genova - ha detto Bucci -. Vogliamo dare un segnale al mondo: in Italia le cose belle si fanno bene a costi giusti e in tempi brevi». Il governatore Giovanni Toti ha lodato il lavoro svolto da Marco Bucci e ha ringraziato le aziende: «Sono contento perché da loro non dipende solo il nuovo ponte ma perché Fincantieri con i cantieri e Salini con il terzo valico hanno un ruolo importantissimo per il futuro della città e di questo Paese». Piano, supervisore del progetto che lui stesso ha disegnato e donato, ha ribadito che sarà «un ponte che starà in piedi mille anni. Bello, semplice e solido. I ponti non devono cadere». Giuseppe Bono ha ringraziato il governatore Toti e il commissario Bucci «per il lavoro fatto perché non era scontato essere oggi qui a firmare il contratto in tempi così brevi». Pietro Salini ha ricordato che «le opere pubbliche sono indispensabili, non sono certo inutili». Quando la sala della cerimonia si svuota, Bucci rimane a spiegare ancora tempi e modi, con la premessa che «quando al cervello si associa la passione, i risultati arrivano». Entro pochi giorni porterà al ministero delle Infrastrutture il progetto: «Andremo a fare vedere l’opera perché vogliamo che sia condivisa. Ho le deroghe per approvare da solo ma vogliamo collaborare e se ci saranno delle correzioni da fare le faremo». Bucci non porterà a Roma il progetto esecutivo: «Quello sarà presentato entro marzo». «Credo proprio che l’acciaio per il nuovo ponte sarà fatto in Italia - ha detto ancora -. Non ho certezze, non so se lo faranno qui a Genova ma certo qui abbiamo una grande acciaieria. Penso che la stragrande maggioranza sarà fatta dalla Mittal». Esce dal consorzio della demolizione Vernazza Autogru. Sulla scelta pare abbia pesato il dover pagare penali del 10% sul contratto (circa 20 mln) in caso di ritardi. «La parte del lavoro di Vernazza verrà coperto da Fagioli», ha detto Omini. Intanto è stata firmata da 37 associazioni liguri il manifesto `Perche´ sì alla Grondà, a favore della costruzione della Gronda autostradale di Ponente, il raddoppio dell’A10 nel tratto interessato dal crollo del Ponte Morandi, i cui cantieri sarebbero dovuto iniziare all’ inizio del 2019 affidati ad Aspi. «La partita adesso si gioca sulla Gronda, dal 13 agosto 2018 il progetto esecutivo è al Mit, quindi è tutto pronto, l’opera va cantierizzata» esorta il presidente Confindustria Genova Mondini

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