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Logistica, prove di intesa tra Slovenia e Fvg

Udine - I primi passi sono affidati alle università, quella di Udine e quella di Lubiana. Così questa mattina a Udine Patrick Vlacic, ex ministro dei Trasporti sloveno, e il giurista Carlo Malinconico hanno partecipato a un convegno, diventando il “simbolo” di un percorso di dialogo tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia

Udine - I primi passi sono affidati alle università, quella di Udine e quella di Lubiana. Così questa mattina a Udine Patrick Vlacic, ex ministro dei Trasporti sloveno, e il giurista Carlo Malinconico hanno partecipato a un convegno, diventando il “simbolo” di un percorso di dialogo tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia. Una nuova strategia che punta su porti e corridoi logistici con un quadro di opere urgenti che vale tre miliardi di euro.

Il nuovo rapporto che pare vada instaurandosi fra Massimiliano Fedriga, presidente delle Regione Friuli Venezia Giulia, e Alenka Bratusek, la potente ministra dei trasporti slovena, la consuetudine di rapporti fra quest’ultima ed Enrico Letta (e quindi Paola De Micheli ), oltre alla benedizione della uscente Commissaria slovena ai trasporti Violeta Bulc (da sempre favorevole alla cooperazione fra Slovenia ed Italia), e la recente alleanza con l’Ungheria promossa dall’ambasciatore Paolo Petiziol, potrebbero essere le premesse per costruire il clima giusto: dove il Friuli industriale potrebbe costituire un’area di trasformazione al servizio del corridoio svolgerà mentre Slovenia e Venezia Giulia si concentreranno sulle differenti tipologie di traffico sulla direttrice Austria e Ungheria (da segnalare il recente investimento di Hupac sull’interporto di Pordenone).

Un progetto di sviluppo per mettere al centro della nuova Europa che va delineandosi un’area che già oggi, grazie all’apporto del Friuli, e l’unica nel sud dell’Europa ed in Italia che presenta un segno positivo sotto il profilo della competitività.

Un piano al quale le università dell’area stanno lavorando in concreto, per selezionare, non solo formule e politiche di cooperazione di mercato (comprensive del riequilibrio modale in un’area che non regge più un traffico così disordinato), ma specialmente gli strumenti finanziari e di traffico per realizzare senza ritardo le infrastrutture che ancora mancano: la integrazione autostradale fra Autovie Venete a Dars, la integrazione ferroviaria fra Monfalcone e Trieste e fra Trieste e Koper, la realizzazione dei due terminali del Molo VIII e del Molo III a Trieste e Koper oltre ovviamente il completamento del Corridoio Mediterraneo fra Koper e Divaca e fra Trieste e Divaca. Un quadro di opere urgenti per la crescita da circa tre miliardi che solo una collaborazione intelligente senza diffidenze e retropensieri consente di affrontare.

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