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Il “grande fratello”che vigila sulla flotta di Costa Crociere / GALLERY

Amburgo - Viaggio ad Amburgo, dove la navigazione è controllata in tempo reale. La sala operativa monitora ventisei navi. Su 150 lavoratori un terzo è arrivato dall’Italia.

Amburgo - Graficamente è intuitivo: i maxi schermi coprono interamente la parete della grande sala operativa e ad ogni nave è assegnato il logo della compagnia. C’è la “C” gialla di Costa, il contrassegno di Costa Asia e quello di Aida. Le piccole icone si spostano rapidamente seguendo le rotte delle crociere: dal Mediterraneo ai Caraibi, passando per l’Asia. Sono 26 le navi che il Fleet Operations Center del Carnival Maritime di Amburgo monitora anche di notte e che la compagnia ha mostrato in anteprima al Secolo XIX : è il grande fratello della flotta della compagnia italiana e che da un anno supporta le unità in navigazione. Al comando della stanza dei bottoni ci sono ufficiali delle compagnie che dialogano se necessario con i colleghi a bordo e costantemente controllano che tutto fili liscio: se, ad esempio, una nave devia dalla rotta prestabilita, si apre sullo schermo un piccolo avviso che segnala cosa sta accadendo. Se un ospite ha bisogno di soccorso in mezzo al mare, anche il centro operativo viene prontamente informato. In tutti i casi è un supporto di cui l’equipaggio può godere e che è già informato di cosa sta accadendo a bordo. Il tutto in tempo quasi reale, con uno scarto di soli 10 secondi: è il tempo che passa tra quello che succede in mezzo all’Oceano e l’arrivo della comunicazione ad Amburgo. Dalla Germania possono controllare tutto e intervenire se necessario, collegandosi con le webcam a bordo, dialogando con l’equipaggio e controllando le performance di efficienza della nave. Una mole di dati enorme con 2 milioni di record per nave ogni giorno.

Garantire sempre più sicurezza è l’obiettivo primario, ma non solo: il centro pianifica la manutenzione delle navi, ottimizza il consumo di carburante, gestisce acqua e rifiuti. Nave e terra dialogano attraverso una piattaforma chiamata Neptune (sviluppata dalla compagnia con Microsoft) che spedisce tutte le informazioni ad Amburgo. Il vantaggio anche economico è decisivo: Costa ha portato a casa una riduzione dei consumi di carburante intorno al 15%. «E sulle assicurazioni paghiamo meno premi perché preveniamo in materia di sicurezza» spiega Lars Ljoen, direttore responsabile del Carnival Maritime. Ma il valore economico è il risultato di un processo, non il fine: Abbiamo “ rubato” l’idea al settore dell’aviazione – spiega Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere – vogliamo offrire gli standard di sicurezza degli aerei e superarli se possibile: abbiamo lanciato un centro di eccellenza del settore e ora altri ci seguiranno». Ad Amburgo lavorano 150 persone, un terzo di questi è italiano: sono quei “genovesi” trasferiti in Germania nel piano di riorganizzazione lanciato un anno e mezzo fa. Anche Almere, in Olanda, sembra una piccola enclave italiana. Poco distante dall’aeroporto di Amsterdam c’è una grande pianura con alberi e canali interrotta da due grandi edifici residenziali in costruzione. Dietro il cantiere invece ci sono le due palazzine dell’Arison Maritime Centre, inaugurato a luglio. Qui gli ufficiali del gruppo Carnival arrivano da ogni parte del mondo perché dentro l’edificio di vetro e acciaio, c’è uno dei simulatori navali più grandi al mondo. Di fronte c’è l’albergo della compagnia, con 176 stanze per il personale del gruppo.

Lo dirige Hans Hederstrom, faccia da preside di scuola: e in effetti è così. Qui si tengono i corsi di addestramento degli ufficiali della flotta e anche i comandanti delle navi con più esperienza devono venire sino ad Amsterdam per ripassare: «Perché solo con l’addestramento si possono superare anche le criticità più serie» spiega Hederstrom. La tecnologia ha permesso di riprodurre fedelmente una sala macchine di una nave delle ultime e modernissime navi da crociera: suona l’allarme, si spengono le luci, scoppia un incendio. Cosa fare? Ognuno deve sapere esattamente quale è il suo compito per reagire di fronte all’emergenza. Il simulatore del ponte di comando è sopra la sala motori: è una riproduzione a grandezza naturale di quelli che sono a bordo. All’esterno le immagini che replicano il porto di Fort Lauderdale sono impressionanti per la precisione. Sembra di essere veramente in navigazione, qualche ospite soffre di mal di mare, ma non si muove nulla. Solo le mani del comandante Paolo Benini, ligure di Chiavari, uomo di punta della flotta Costa. Simula la manovra e attracchiamo felicemente. Sembrava di essere a Miami, ma eravamo ad Almere.

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