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Genova, «ore in piedi in attesa dei traghetti»

Genova - Il giorno più lungo è annegato in un mare di auto.Più di 6.200, incolonnate ai varchi del Termina Traghetti. Migliaia di passeggeri in coda per passare sotto il metal detector ai cancelli di imbarco o costretti a bivaccare nei paraggi, seduti per terra, in attesa dell’arrivo della propria nave

Genova - Il giorno più lungo è annegato in un mare di auto. Più di 6.200, incolonnate ai varchi del Termina Traghetti. Migliaia di passeggeri in coda per passare sotto il metal detector ai cancelli di imbarco o costretti a bivaccare nei paraggi, seduti per terra, in attesa dell’arrivo della propria nave.

Il secondo sabato della stagione estiva con il più alto numero di passeggeri in transito, circa 28 mila, ha visto l’arrivo e la partenza di ben 12 traghetti. Ma la maggior parte dei disagi, a dispetto di quanto si poteva immaginare, li hanno subiti i viaggiatori arrivati allo scalo a piedi. Per loro, nella grande sala di attesa del Terminal, non c’era neppure una sedia. Panchine (poche per il grande afflusso di persone di questi giorni) sono poste solo al primo piano, davanti alle biglietterie. «Con i figli a spasso non è certo una situazione ottimale», dicono Marco Conte e Annalisa Mariella, con due bimbi al seguito e un gran numero di valige in mano. Ma le panche sono occupate da chi aspetta il proprio turno per comprare il biglietto. Chi è arrivato a Genova in auto, invece, si è trovato meglio: «In un quarto d’ora siamo arrivati al varco dove ci hanno controllato - dice Antonino Foti, veterano della tratta Genova-Palermo - È stato veloce ed è andato tutto bene».

PENALIZZATO CHI È A PIEDI
Il grande incubo, per la Capitaneria di Porto, era il traghetto della Cotunav in partenza nel tardo pomeriggio per il Nordafrica. Secondo quanto dichiarato dalla compagnia, imbarcava 2.000 mila vetture. Un numero importante, sotto il profilo della sicurezza: i controlli doganali, per le navi dirette fuori dall’Europa, devono essere ancora più serrati. Ma gli agenti della polizia di frontiera, i militari della Guardia costiera, le guardie giurate messe a disposizione dalle compagnie marittime e il personale del Terminal sono riusciti a chiudere le operazioni in tempo, consentendo al traghetto di salpare in orario. Questo ha permesso di smaltire il folto esercito di auto che dovevano essere imbarcate sui traghetti diretti nelle isole.

Mentre gli operatori portuali temevano che i controlli antiterrorismo sui veicoli potessero provocare chilometri di code dal Terminal Traghetti fino al casello di Genova Ovest e oltre, i disagi più evidenti li hanno avuti i passeggeri a piedi. Molti sono arrivati in porto con largo anticipo, ma al di là della sala di attesa non sono potuti andare: «Al gate ci hanno detto che la nostra nave non era ancora arrivata e che avremmo dovuto aspettare parecchie ore - dice Michele Facciolo, arrivato da Ventimiglia insieme alla moglie Anna Franco - in passato, al piano terra del Terminal c’erano delle panchine e, almeno, ci si poteva sedere. Adesso non è più così, e allora ci si può solo sedere a terra o stare in piedi: e quando uno deve andare in bagno l’altro deve piantonare i bagagli».


«CONTROLLI GIUSTI»

Ma il clima generale è sereno. Dopo tutto è il primo giorno di ferie per migliaia di persone: «I controlli sono necessari e un po’ di disagio, in giornate come queste, è prevedibile -dice Angelo Romarino, seduto al primo piano in attesa dell’arrivo della sua nave per Porto Torres - Oggi sono arrivato molto prima dell’orario di partenza della mia nave. Adesso ne approfitto per rilassarmi».

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