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Lauro: «Dallo shipping italiano contributo ad Europa meno chiusa»

Napoli - «Le compagnie italiane negli ultimi anni sono state impegnate a rimodernare le flotte, mantenendo un elevatissimo standard sul mercato mondiale. I porti italiani, invece, sono più lenti».

Napoli - «Lo shipping ha per sua natura una vocazione internazionale. Da un Paese forte nel settore come il nostro può arrivare un contributo anche all’Europa perché sia meno isolata e chiusa in se stessa». Così Francesco S. Lauro ha sottolineato uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2015 di Shipping and the Law 2015, l’analisi non solo economica ma anche geopolitica dello scenario internazionale in cui si muovono gli armatori e il mondo del trasporto commerciale via mare.

La giornata si è conclusa con un confronto con Manuel Grimaldi, Roberto D’Alimonte, Umberto Ranieri e armatori provenienti da tutto il mondo sui temi dell’emergenza migratoria, dell’ambiente e sugli scenari mondiali. L’appuntamento annuale a Napoli, ha sottolineato Lauro, «è fondamentale - ha detto - visto che la situazione internazionale riguarda molto da vicino le compagnie italiane che negli ultimi anni sono state impegnate a rimodernare le flotte, mantenendo un elevatissimo standard sul mercato mondiale. I porti italiani, invece, per pastoie burocratiche, sono più lenti ad adeguarsi alle novità». E proprio su Napoli si è soffermato Umberto Ranieri, presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa, che a proposito del flop del progetto di rilancio del porto di Napoli, con la perdita di 150 milioni di fondi Europei, ha commentato: «È un fatto inaudito che reca con sé delle responsabilità enormi delle classi dirigenti locali. È un brutto segnale per Napoli e per il nostro Paese, spero che se ne possa venire fuori il più presto possibile».

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