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Nave piena di esplosivo, la Turchia si difende

Genova - Il cargo era stato sequestrato dalla polizia greca perchè Atene temeva fosse destinato alla Libia. Ankara si difende: «Il carico era per l’Etiopia».

Genova - La Turchia, attraverso la propria ambasciata a Tripoli, ha respinto le accuse libiche secondo cui una nave salpata da porti turchi e sequestrata dalla Guardia costiera greca volesse portare materiale esplosivo in Libia di nascosto. «Il cargo Andromeda battente bandiera della Tanzania» puntava a trasportare 419 tonnellate di «materiale pericoloso» in Etiopia passando per Gibuti, sostiene in una dichiarazione la rappresentanza diplomatica turca emessa ieri e riportata dal sito del quotidiano turco Hurriyet. Non avendo i mezzi per pagare il transito attraverso il Canale di Suez, il proprietario della nave, salpata a novembre dai porti di Mersin e Iskenderun, ha valutato una proposta «della città libica di Misurata», scrive Hurriyet. Il proprietario del materiale - tra cui «nitrato di ammonio» e «power gel magnum» - si è però rifiutato e, «durante la disputa», il 7 gennaio, la nave è stata sequestrata.

Il «permesso» per trasportare quel materiale verso l’Etiopia «era stato ottenuto», si afferma nella dichiarazione e «Ankara rispetta scrupolosamente le risoluzioni delle Nazioni Unite», sintetizza ancora il sito. Ieri il Comando delle forze del generale Khalifa Haftar e il parlamento libico insediato a Tobruk avevano segnalato il sequestro parlando di un tentativo della Turchia di far arrivare a terroristi libici esplosivo sufficiente «ad annientare una città». Come noto la fazione libica che controlla la Cirenaica e che fa capo a Haftar è in forte attrito con la Turchia che peraltro, nella dichiarazione, dichiara di essere in «stretto contatto» con il ministero degli Esteri del Governo di accordo nazionale, scrive il sito riferendosi all’esecutivo insediato a Tripoli e guidato dal premier Fayez Al Sarraj

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