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Fiorentino (Carige): «La posizione del gruppo Messina? Evolve positivamente»

Genova - «La posizione storica, quella del gruppo Messina, sta evolvendo positivamente. Poi c’è una seconda pratica, più piccola, ancora in fase di aggiustamento. Ma, come dico ai miei collaboratori, l’importante è che all’orizzonte ci sia una soluzione. E la situazione Npl, nel suo complesso, è migliorata».

Genova - «Diciamo che abbiamo esorcizzato quel venerdì nero con un venerdì di ben altro tenore…». Paolo Fiorentino ha appena terminato la conference call di un’ora e dieci minuti con gli analisti, una sorta di one man show nel corso del quale ha alternato battute («c’è ancora qualche montagnola da scalare, ma ce la faremo», «la signora Nouy fortunatamente a fine anno si godrà la meritata pensione») a previsioni finanziarie, e il suo primo pensiero va alla cabala: dal «black friday» del crollo in Borsa (era il 17 novembre, giusto per restare in tema) al +5,26% di ieri sembra passata un’eternità.

«Questa giornata per me ha anche un valore catartico – spiega al Secolo XIX – Adesso dobbiamo procedere il più velocemente possibile, soprattutto sul fronte della cessione degli Npl. L’unico modo per uscire dai lacciuoli imposti dalla Bce è questo, e in questa direzione la banca ha deciso di andare». Fiorentino parla di una Carige che finalmente è tornata a sostenere il territorio: «Stiamo erogando tantissimo, e lo stiamo facendo soprattutto con i piccoli. Oggi almeno il 70% delle pratiche di finanziamento nelle mani dei responsabili di filiale va in porto. Significa che anche la rete commerciale sta recuperando entusiasmo. E noi, questo entusiasmo, vogliamo sfruttarlo al meglio». A proposito di entusiasmo: da quello del mercato dipenderà l’esito del collocamento del nuovo prestito obbligazionario annunciato ieri dalla banca. «Si tratta – spiega Fiorentino – di un prestito subordinato già pianificato in sede di piano industriale. Prima valuteremo l’appetito del mercato, poi decideremo l’entità e il pricing dell’operazione. Partiremo il 7 marzo, dopo l’appuntamento elettorale. Andremo a Parigi, Londra e Milano: contiamo di chiudere l’operazione prima del 29 marzo, ovvero prima dell’assemblea dei soci». Secondo fonti finanziarie, il range dell’operazione dovrebbe collocarsi sopra i 300 milioni. Carige, infatti, ha ritirato dal mercato 510 milioni di bond subordinati alla fine dello scorso anno, e il 14 settembre aveva annunciato un possibile reintegro. «Il prestito – conferma Fiorentino – sarà tutto istituzionale, non coinvolgerà il retail. Sarà un’operazione “bella tonda”: abbiamo bisogno di capitale per ricostruire il conto economico attraverso il margine di interesse».

Fra le prossime palle da mandare in buca, per usare un’espressione cara al manager, c’è il capitolo crediti dello shipping. «La posizione storica, quella del gruppo Messina, sta evolvendo positivamente. Poi c’è una seconda pratica, più piccola, ancora in fase di aggiustamento. Ma, come dico ai miei collaboratori, l’importante è che all’orizzonte ci sia una soluzione. E la situazione Npl, nel suo complesso, è migliorata». Ultima considerazione: il rapporto con i dipendenti. «Devo ringraziare i sindacati per il senso di responsabilità e la comprensione che hanno dimostrato in questi mesi. Alla fine ci siamo accordati su un punto che ha difeso i diritti di tutti i lavoratori, dentro la banca e fuori. Non c’è stata macelleria sociale. Questo mi aveva chiesto il cda, e questo è accaduto».

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