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«Commercio e cantieri navali, la Russia cerca affari in Liguria» / L’INTERVISTA

Genova - Parla Igor Karavaev, rappresentante commerciale della Federazione russa in Italia. «Yamal? La produzione dell’Lng trascinerà anche il settore hi-tech».

Genova - La formula del made with Italy è vincente e piace ai russi: «Grazie a questo principio già oggi più di 500 aziende italiane lavorano nel mercato russo in diversi campi: dall’agricoltura al settore spaziale».

Igor Karavaev è il rappresentante commerciale della Federazione russa in Italia e questa mattina, insieme imprenditori di entrambi i paesi, parteciperà al secondo seminario Italia-Russia a Palazzo San Giorgio, organizzato da Conoscere Eurasia, l’associazione di cui Antonio Fallico è presidente con Regione Liguria e Comune di Genova. Un’intesa più stretta tra i due paesi potrebbe partire dalla navalmeccanica ligure: «Nel settore cantieristico - spiega Karavaev - potremmo favorire l’interesse reciproco e una forma di collaborazione».

Il rapporto commerciale tra Italia e Russia ha subito un contraccolpo, prima per la crisi e poi per le sanzioni. Come si può ricostruire?

«Le relazioni commerciali tornano a crescere e nello stesso tempo aprono nuove prospettive. Grazie al lavoro congiunto siamo riusciti a rilanciare il dialogo politico nel campo del consiglio russo-italiano. C’è una ricerca costante di collaborazione e questo ha cambiato le nostre tendenze: la complementarietà di entrambe fa crescere i volumi del commercio».

Avete un rapporto stretto anche con le Regioni...

«Cerchiamo di prestare attenzione allo sviluppo della collaborazione interregionale e di investimenti. Pensate a quanti stabilimenti italiani hanno trasferito nel nostro Paese la propria sede negli ultimi 3 anni...»

rapporti commerciali sono cresciuti nel 2017?

«Il livello massimo era stato raggiunto nel 2013 quando il volume era pari a 54 miliardi di dollari. Poi c’è stato un calo: nel 2015 la riduzione era del 36,2% e nel 2016 del 35,4%. L’anno scorso la situazione è cambiata e il volume monetario dell’interscambio ha registrato una crescita del 20%».

Cosa ha trainato questi numeri in crescita?

«La statistica ci dice che il fattore principale dell’export è stato l’incremento del prezzo mondiale del petrolio. Inoltre è cambiata anche la struttura dell’import: crescono le importazioni dei macchinari e delle attrezzature. Se guardiamo alla crescita degli investimenti dall’Italia in Russia, vedremo come siamo riusciti ad adattare l’economia ai fattori negativi. Stiamo allargando la produzione, mettiamo in opera i nuovi prodotti: oggi lo sviluppo dell’export della manifattura è un presupposto chiave dei cambiamenti nella economia russa. E secondo me la trasformazione del nostro commercio non è ancora finita».

Le previsioni per il 2018?

«Molti produttori italiani sperano di ampliare la rete e stabilire la produzione non solo nelle regioni russe del centro, ma anche in Siberia. E l’ottimismo dei nostri colleghi ci fa capire che abbiamo preso la direzione giusta».

Come e quanto investono gli italiani?

«Sempre più aziende del vostro Paese stanno costruendo in Russia diversi stabilimenti. Nel 2017 abbiamo contato almeno quattro novità: sono arrivate Palladio, Laminam, Tecnimont e Zoppas. Questo vuol dire che c’è fiducia nel nostro mercato. Noi cerchiamo di creare le condizioni più favorevoli per il business straniero e offriamo agli investitori diversi provvedimenti del sostegno finanziario e non finanziario. Inoltre c’è un nuovo e moderno campo in cui è possibile investire: si tratta del campo delle innovazioni e dell’alta tecnologia».

L’hi-tech è il settore su cui puntare?

«Molte società russe dell’It hanno interesse a collaborare e scambiare esperienze con l’Italia. Vorremmo elaborare un piano strategico insieme ai colleghi italiani, così da favorire lo sviluppo dei contatti tra i business dei due Paesi e provvedere ad aiuti ai progetti di entrambi per penetrare in altri mercati».

E la Liguria quale ruolo può avere?

«La Liguria è sempre stata favorevole a sviluppare i rapporti commerciali con noi: è una regione portuale, qui si trovano i più importanti centri produttivi industriali, come ad esempio il settore cantieristico, e certamente noi potremmo tracciare una strada per favorire interessi reciproci e una collaborazione».

Come procede lo sviluppo del progetto “Yamal”?

«“Yamal LNG” è un progetto unico che si realizza nell’ambito della strategia generale della Russia sullo sviluppo della base di risorse della penisola di Yamal e l’aumento della produzione di LNG. Fino a poco tempo fa, il gas naturale liquefatto in Russia era percepito come un concorrente del nostro gasdotto. Ora, l’LNG è prodotto sul territorio russo, il che è vantaggioso per il nostro Stato per il fatto che in questo modo la produzione high-tech si sta sviluppando in Russia. Inoltre, stiamo parlando non solo dell’esportazione di LNG, ma anche del trasporto del gas nelle regioni più remote del nostro paese dove stendere il gasdotto è di poca resa».

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