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Crociere, Mediterraneo orientale in profonda crisi / ANALISI

Trieste - Le criticità del Mare Nostrum ormai sono risapute: l’irrisolta questione veneziana che danneggia tutto l’Adriatico e l’instabilità interna di Turchia, Egitto, Tunisia ed Ucraina che hanno costretto gli armatori a rivedere le tradizionali rotte negli ultimi anni.

Trieste - Il 2017 dei porti di MedCruise si è chiuso con 25,9 milioni di passeggeri contro i 27 milioni dell’anno procedente. Quindi in 12 mesi si sono persi oltre un milione di passeggeri (-4,1%). Le criticità del Mare Nostrum ormai sono risapute: l’irrisolta questione veneziana che danneggia tutto l’Adriatico e l’instabilità interna di Turchia, Egitto, Tunisia ed Ucraina che hanno costretto gli armatori a rivedere le tradizionali rotte negli ultimi anni. Questo ha causato uno spostamento delle flotte ben evidenziato dalle statistiche che indicano che il 67% del traffico si è concentrato nel Mediterraneo Occidentale con l’Adriatico sceso al 17,2%, il Mediterraneo Orientale crollato al 6,7% e il Mar Mero quasi scomparso con lo 0,1%.

Ricordiamo che l’associazione MedCruise, composta da 70 membri, rappresenta oltre 100 porti della Regione Mediterranea includendo però anche quelli del Mar Nero, delle Isole Atlantiche prossime all’Europa e del Mar Rosso. Per quanto riguarda i singoli porti al primo posto per traffico si piazza Barcellona con 2,7 milioni, seguita da Civitavecchia con 2,2 milioni, poi i porti delle Baleari con 2,1 milioni, Marsiglia con 1,5 milioni, Venezia 1,4 milioni e il Pireo con 1,1 milioni. I primi quattro sono tutti posizionati nel Mediterraneo Occidentale dove ci sono altri scali che sfiorano il milione con Napoli e i feudi di Msc(Genova) e Costa (Savona) che vedono le loro banchine sempre più affollate.

Ad oriente resiste Venezia che però ha perso 400.000 passeggeri negli ultimi 4 anni e va rilevato il crollo di Istanbul che è passata dai 600.000 del 2015 agli zero del 2017. Delle sofferenze di questi due porti ne ha beneficiato sicuramente il porto di Atene che ha rappresentato un’alternativa logistica priva però dello stesso fascino turistico. Altro porto collassato è La Goletta (Tunisi) che è passato dai 500.000 del 2013 ai soli 5.000 dello scorso anno. Non solo notizie negative emergono da questa analisi statistica: la notizia migliore è sicuramente la leadership del nostro Paese che movimenta il 37% dei passeggeri seguita a ben dieci punti di distanza dalla Spagna (27%). Anche sul numero delle toccate nave l’Italia è leader con il 29% davanti ai porti spagnoli che la seguono al 24%. Positivo anche il confronto con dieci anni fa che fa registrare un incremento del 18%, quando nel 2008 i passeggeri erano stati 21,9 milioni.

Il gigantismo navale ha inoltre rivoluzionato l’industria crocieristica nell’ultima decade. Infatti la media di passeggeri per scalo è salita da 1.279 ai 2.132 del 2017; dieci anni fa le toccate erano state 15.475 mentre l’anno scorso “solo” 12.139 (-22% rispetto al 2008). Questo fa capire quanto l’incremento della stazza delle nuove navi abbia cambiato lo scenario delle crociere nel Mediterraneo con una progressiva scomparsa delle navi vetuste e più inquinanti a favore delle moderne unità maggiormente ecocompatibili. Molto positive sono le previsioni per il 2018 dove, secondo le stime di MedCruise, i porti associati supereranno di nuovo abbondantemente i 27 milioni di passeggeri. Questo grazie a nuove navi sempre più grandi come la Symphony of the Seas di Royal Caribbean, ma anche al trasferimento di unità dal mercato cinese che sta frenando in questi ultimi mesi. Infine va sottolineato che nel 2019 inizierà la nuova era delle navi dual fuel nel Mediterraneo che porterà l’utilizzo del GNL anche in navigazione. Questa svolta “green” sarà inaugurata da due navi del gruppo Carnival Corporation, AIDAnova e Costa Smeralda.

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